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Consiglio: ratificata la patrimoniale

Ratificata la patrimoniale

E' una seduta travagliata, con colpi di scena. Si riparte in ritardo e senza Dim, assente per protesta. Manca il numero legale e l'inizio dei lavori slitta di un'ora. Prima della patrimoniale l'Aula chiude il comma comunicazioni con le risposte alle interpellanze. La maggior parte riguardano il sistema bancario e finanziario, ma anche compravendite immobiliari, carcere, territorio. Interroga il Governo anche la maggioranza, che chiede i costi sostenuti da Cassa di Risparmio da luglio 2012 a dicembre 2017 per consulenze, incarichi e collaborazioni. Il Segretario rinvia, sta ancora attendendo il riferimento dall'istituto.

Prima di affrontare la patrimoniale, patata bollente di questa sessione consiliare, viene convocato d'urgenza l'Ufficio di Presidenza. I lavori vengono sospesi per due ore. Al centro una nota inviata da Marco Gatti al Consiglio d'Europa, al quale il Consigliere Dc si è rivolto sollevando preoccupazioni sull'indipendenza della magistratura, dopo gli eventi che hanno portato alla revoca dell’incarico al magistrato dirigente, e chiedendo opportune verifiche. Le opposizioni avevano sostenuto che l'odg del Consiglio giudiziario plenario sulla Pierfelici era fuori legge e contro gli indirizzi della Corte Europea dei diritti dell'uomo, recepiti integralmente nella nostra carta costituzionale. Si erano quindi detti pronti a portare la battaglia anche a livello internazionale. Cosa che è stata fatta.

"Quella di Gatti è iniziativa autonoma e per la maggioranza è grave che sia avvenuta all'insaputa dei colleghi di delegazione e dell'intero Consiglio“ così – dice Adesso.sm - "si mettono in discussione non tanto le scelte politiche di maggioranza e governo, ma l'autonomia e l'indipendenza della nostra magistratura”. Chiede quindi formalmente a Gatti di informare l'Ufficio di Presidenza dei contenuti della propria denuncia, “per valutazioni – è stato detto - nell'interesse di tutto il Consiglio” e prende atto del “tentativo dell'opposizione di non divulgare la notizia”.

Si torna a parlare di patrimoniale e l'Aula non trova l'unanimità alla richiesta della maggioranza di inserire un emendamento aggiuntivo per introdurre una forma di progressività sugli immobili, per andare incontro alle richieste della Csu. Poiché l'articolo è stato già votato serve la maggioranza assoluta. La Dc dice no. “Non ci sono le condizioni politiche” – commenta Stefano Canti. “ Avreste dovuto cercare la condivisione prima, piuttosto che chiederci, oggi, di votare un emendamento a decreto aperto. Dovete assumervi la responsabilità per ciò che fate”.

Gli emendamenti del Governo vengono approvati con 30 sì e 6 contrari.

Il decreto sulla patrimoniale viene ratificato con 29 voti a favore e un astenuto. Ps, psd e dc non ritirano le schede.


MF