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Il Caso Pierfelici agita la delegazione del Consiglio d'Europa

Il Caso Pierfelici al Consiglio d'Europa
Botta e risposta fra il Capo Delegazione D'Ambrosio e il Consigliere Dc Gatti. Il 25 nuova missione a Strasburgo

La faccenda sembrava archiviata e invece la revoca del magistrato dirigente torna ad esplodere in un Ufficio di Presidenza riunito d'urgenza nel bel mezzo dei lavori consiliari. A riaprire la questione Marco Gatti, che nella missione di Aprile al Consiglio d'Europa ha denunciato timori sull'autonomia della magistratura.

Torna nel mirino l'ordine del giorno sulla Pierfelici, definito dall'opposizione “fuorilegge”. Dura la reazione della maggioranza che stigmatizza un'azione avvenuta all'insaputa di tutti. C'è chi parla di attacco alla Repubblica. Gatti risponde: “la mia è invece una difesa al diritto di libertà dei cittadini nella Repubblica”.

Il capo delegazione Vanessa D'Ambrosio non nasconde l'amarezza: “Proprio giovedì – dice – ci eravamo incontrati in vista della prossima missione. Ieri, la doccia fredda”. Racconta della risposta arrivata via mail a Gatti – con in copia il Segretariato - dal presidente dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Nicoletti ha preso nota della lettera sull'indipendenza della magistratura e informa di aver trasmesso il materiale alla Commissione di Monitoraggio. “Quello di Gatti è atto legittimo – chiarisce la D'Ambrosio – ma inopportuno. Come delegazione dobbiamo riferire al Consiglio che invece era all'oscuro di tutto.

Gatti spiega di aver dato seguito a quanto l'opposizione aveva annunciato in parlamento, vale a dire di rivolgersi all'esterno contro un'azione illegittima a danno del magistrato dirigente. “Qui non si parla – dice - di rapporto fra San Marino e altri stati dove è opportuno che si esca in maniera univoca, è questione che riguarda procedure interne contro i diritti dell'uomo in materia di indipendenza dei giudici e direttive degli organismi a cui aderiamo. Il più importante dei quali, in ambito europeo, è proprio il Consiglio d'Europa”.

Alla vicenda manca un pezzo: cosa c'è scritto nella sua lettera? Alla richiesta del capo delegazione Gatti si è riservato di valutare. San Marino, come tutti gli Stati membri, è sottoposto all'esame della Commissione di Monitoraggio e Gatti si aspetta “quantomeno un richiamo al rispetto dei diritti dell'uomo. Comunque – aggiunge - è inutile fasciarsi la testa. Ne hanno creato un caso, forse non sono sereni. Io lo sono”.

“Non temiamo il monitoraggio, siamo tranquilli” - risponde la D'Ambrosio - “ma sono azioni che fanno male in un periodo in cui il paese sta lavorando per ricostruirsi una reputazione. Ci vuole molto meno per distruggere”. Il 25 la delegazione sarà di nuovo in viaggio per Strasburgo. “Abbiamo sempre cercato di creare un ambiente operativo in un clima di fiducia”, commenta il Consigliere di SSD. Fiducia che forse, oggi, non c'è più.

Interviene nel frattempo anche RF. "L'ennesimo atto che produrrà delle conseguenze molto negative sull'immagine della Repubblica che inevitabilmente verrà accostata, a livello internazionale, a Paesi sottosviluppati nei quali la democrazia non è scontata e la certezza del diritto non esiste". Per RF ciò "probabilmente allontanerà investitori e metterà ancor più in difficoltà l’economia locale. "Dopo avere tentato, senza successo, di screditare la Reggenza, avvalendosi dell'istituto del Sindacato, adesso - conclude - si passa al discredito nelle sedi internazionali".


MF