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Il piano di stabilità arriva in Commissione Finanze. Celli: "Aperti al confronto"

Commissione Finanze

Per l'opposizione la conflittualità e i livelli di tensione sociale rendono il concetto stesso di stabilità un miraggio. Torna quindi la richiesta di maggior confronto e una premessa condivisa da cui partire. Simone Celli ricorda che non ci sono solo posizioni di preventiva contrarietà ma anche critiche più costruttive, come quella di Anis. Poi mette a disposizione i documenti sulla finanza pubblica, la prima bozza del piano nazionale di stabilità e la relazione su rafforzamento e ristrutturazione del settore bancario. Emergono criticità sui flussi di cassa che fanno temere, verso fine anno, possibili tensioni sulla gestione della liquidità. “Comporterà – dice - politiche di consolidamento fiscale che dovranno permettere di avvicinarci il più possibile al pareggio di bilancio”. Si parte da un deficit strutturale, dal previsionale 2018, che si aggira intorno ai 30-35 mln di euro. Dalla fotografia sul sistema bancario emergono costi di gestione elevati, in buona parte legati al personale. La strategia è divisa in due linee guida, una per Cassa di Risparmio e una per le 4 banche private che dovranno avviare un processo di riorganizzazione e consolidamento. Per la banca dello Stato si passa dal rafforzamento patrimoniale su base dei dati Aqr e il progressivo adeguamento a paramenti europei, come Basilea 3. Queste le tappe: entro i primi di dicembre 2019 dovrà esserci il recepimento di tutte normative europee in ambito finanziario, con una fase di transizione. I commissari Dc parlano di libro dei sogni con Lonfernini che si augura che non sia un lavoro 'cotto e mangiato' e ripropone di lavorare davvero insieme per fare sistema. Per Roberto Giorgetti tradurre i sogni in realtà presuppone una presa di coscienza che forse parte della popolazione ancora non ha. “Mancano – dice - risorse di denaro pubblico importanti per gli investimenti. Sul bilancio complessivo – spiega – l'80% è destinato ad Iss, previdenza e Scuola. Questo riduce le possibilità di intervento per politiche espansive. Consapevolezza – commenta – che manca alla maggior parte dei sammarinesi”. Venerdì verrà depositato il programma economico con in allegato la prima bozza del piano nazionale. Celli assicura il confronto. “Il testo – dice - è aperto ai contributi”. Entro ottobre il dibattito in Consiglio.

MF