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La prima fiducia del governo Lega-M5S è sul decreto Milleproroghe

Camera italiana
Insorgono le opposizioni: "In votazione testo diverso da quello blindato". Tagliati i fondi ai Comuni, alcuni sindaci annunciano azioni legali

Dopo oltre cento giorni il governo Lega-M5S ha posto la sua prima fiducia, sul decreto Milleproroghe. Insorgono le opposizioni perché, dicono, c'è illegittimità.

Così il ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha annunciato l'intenzione del governo di porre la fiducia, sommerso di fischi, non solo dal Pd, ma anche da Forza Italia e Fratelli d'Italia, che contestano la legittimità di blindare un testo modificato. Quando il governo ha deciso di porre la fiducia, chiede anche il deputato del Pd Roberto Giachetti.
Insomma la contestazione è che in aula sia giunto un testo diverso da quello blindato dal governo. Non è comunque finita, il Milleproroghe dovrà tornare al voto in Senato, proprio per le modifiche sopraggiunte, il 19 settembre pare, e si prevedono altre contestazioni. Tra i nodi, la proroga all'autocertificazione per i vaccini, e il taglio ai fondi destinati alla riqualificazione delle periferie: sparito infatti dal decreto il miliardo e mezzo, dato dal precedente governo, su cui i Comuni facevano affidamento, alcuni già con progetti in cantiere. Il sindaco di Firenze Dario Nardella, ad esempio, ha annunciato azioni legali contro il governo, per danni economici, e subito dopo si è aggiunto il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci.
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha però promesso la riassegnazione dei fondi con uno stanziamento ad hoc nei prossimi giorni.

Francesca Biliotti