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Sfiducia: maggioranza e Governo "blindano" Renzi

Renzi e Guidi
La mozione firmata da 26 consiglieri di minoranza che accusano il Segretario di ingerenze. Sollevati anche problemi di incompatibilità del nuovo magistrato dirigente.

“E' una mozione politica che prescinde dai fatti perché si basa su assunti non documentabili”. Nicola Renzi, nel Consiglio straordinario in cui la politica discute della mozione di sfiducia nei suoi confronti, parla di vile teatrino basato su tatticismi e menzogne. Cruciali i famosi verbali della commissione giustizia. “Dietro la volontà di tenerli nascosti – dice - il tentativo di muovere attacchi politici facendo prevalere la menzogna sulla verità, distorcendo l'autonomia del tribunale per manipolarla”. Si appella ai consiglieri affinché pretendano di sapere come si sono svolti i fatti. Difende poi il percorso per la nomina del magistrato dirigente, oggetto della mozione di 26 membri di opposizione che lo accusano di aver contattato Giovanni Guzzetta del Collegio Garante “arbitrariamente, senza preventiva deliberazione negli organismi istituzionali”. Un percorso che Renzi definisce invece oggettivo, documentato e trasparente, che ha voluto dare voce al tribunale per una soluzione. Punta poi il dito contro chi lavora per l'ingovernabilità del tribunale, anteponendo all'interesse dei cittadini la volontà di uno scontro politico. Su Guzzetta la Dc solleva problemi di incompatibilità. Nei suoi confronti massima stima ma non è stata rispettata la legge - rimarcano Teodoro Lonfernini ed Iro Belluzzi. Guzzetta “non è un magistrato e non ha l'esperienza che richiedono le norme. Non è una questione politica né personale – dice Lonfernini - ma di rispetto della forma”. Il Governo si stringe intorno a Renzi, difende il suo operato. Lo fa anche la maggioranza. Per Michele Muratori la sfiducia è mossa dall'odio. “Ieri a Celli – dice - oggi a Renzi”. Entrambi i segretari, per Marianna Bucci, “hanno fatto scelte scellerate, nel sistema bancario così come nella giustizia. Poi precisa, “non abbiamo mai inveito contro la magistratura ma contro la politica che fa ingerenza nella magistratura”. Per il partito Socialista Renzi ha favorito divisioni e spaccature, in Commissione Giustizia così come nel Consiglio Giudiziario Plenario trasformati – attacca Alessandro Mancini - in meri luoghi di ratifica di decisioni prese altrove. Fabrizio Francioni evidenzia il clima avvelenato mentre per Jader Tosi si sta chiedendo la testa di un Segretario senza conoscere gli atti che portano alla richiesta. Invita ad andare oltre le battaglie sterili, smettendo di personalizzare lo scontro. “Un uomo di stato non può fare il tifoso” - afferma Matteo Fiorini. “Chi e che cosa ha permesso – chiede - che si arrivasse a tollerare che la presenza del Magistrato Dirigente in audizione in Commissione Affari di Giustizia diventasse un teatrino con domande e risposte basate sui “si dice”, sulle amicizie, persino sulle relazioni private? A chi giova sapere, in una commissione che avrebbe altri scopi, segreti da confessionale? Il tribunale può influenzare l’agenda politica – conclude - ma con sentenze”. Il dibattito si preannuncia lungo, 58 gli iscritti a parlare. Potrà quindi proseguire anche dopo la mezzanotte.

MF

Il resoconto del dibattito