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Da Celli a Carisp, l'intensa mattinata del Consiglio

L'intervento di Teodoro Lonfernini
L'Aula accetta le dimissioni, giura Michele Guidi. Non passa per un voto l'odg dell'opposizione che chiede la testa del Presidente di Carisp Zanotti.

Con 41 voti a favore, 4 contrari e 4 astenuti Simone Celli non è più Consigliere della Repubblica. Al suo posto entra Michele Guidi. Il dibattito sulle dimissioni vede la maggioranza solidale con il collega “sottoposto a due anni difficili, di grande stress”. Da qui l'analisi più generale su un clima politico di attacchi feroci, calunnie, di “ bullismo consiliare”. L'opposizione rimarca però di aver disgiunto il Celli uomo dal politico. “Il problema – fanno notare – sono gli atti che ha compiuto e che hanno messo in ginocchio il Paese. Celli – dicono – non è stato autonomo, ma pilotato nelle sue scelte, ha servito il gioco di altri.

L'Aula affronta poi un altro tema caldo, Cassa di Risparmio, e si spacca sull'ordine del giorno firmato da tutta l'opposizione che chiede la testa del Presidente Fabio Zanotti. 25 i sì, 26 no e un astenuto. Non passa quindi per un solo voto. Risultato che sta facendo discutere nei corridoi di Palazzo. L'odg ruota intorno alla famosa delegazione ristretta voluta da Zanotti e da cui sono stati esclusi i membri di minoranza. Zeppa invita la maggioranza ad un atto di coraggio. Il Governo ratifica invece l'operato del Presidente. La delegazione ristretta – spiega in una lettera la Segreteria alle Finanze – ha svolto un solo incontro di carattere esplorativo e relazionato al cda. Esprime poi rammarico che non sia andata a buon fine l'aggregazione di Cassa e Banca di San Marino. “Era un'operazione strategica”. Anche se – ammette Giuseppe Morganti – è stato un errore non considerare le specifiche volontà. Le fusioni, come suggerisce anche il Fondo Monetario, devono farle i soci. La maggioranza non ravvisa illegittimità in quella commissione ristretta. “Non è poi compito di quest'Aula – aggiunge Roberto Giorgetti - sfiduciare il presidente di una società di diritto privato anche se di capitale pubblico”. Conferma però un percorso che porterà al riassetto della governance di Carisp passando per la nomina di un Amministratore Delegato.

Per Civico10 qualcosa va cambiato. Nel mirino l'assenza di un piano industriale e un rilancio “che questo cda presieduto da Zanotti – dice Matteo Ciacci - al momento non ha dato.” Ribadisce quindi l'esigenza di riassestare la governance prevedendo un AD “che possa avere idee chiare sia sulla revisione dei costi che sul rilancio dell'istituto”. Servono – precisa – un progetto strutturato e competenze. Non possiamo raccontare alla cittadinanza che foraggiamo una Cassa di Risparmio che continua a perdere”. In merito alle responsabilità del Presidente, “vorremmo gestire la questione – conclude - negli organismi deputati, vale a dire l'Assemblea” che, lo ricordiamo, si riunirà lunedì.

L'Aula trova poi condivisione sull'Ordine del Giorno del PDCS per un dibattito in merito alla questione della trasmissione della cittadinanza e dell’espletamento del diritto di voto sollevato dalla Consulta dei Cittadini Sammarinesi residenti all’estero. Viene raggiunto anche l'accordo sulla richiesta del Psd di un dibattito in merito allo stato delle trattative per l’accordo di Associazione all’Unione Europea. Viene sottoscritto da tutti i gruppi, tranne da Rete. Passa con 32 voti favorevoli, 6 contrari e un astenuto. Respinta, invece, la richiesta della minoranza che impegna il Congresso a relazionare sullo stato di attuazione della convenzione relativa al “Polo della Moda” prima di intraprendere qualsiasi modifica o integrazione. Lunedì l'Aula ripartirà dal nodo, ancora da sciogliere, sulle sostituzioni nelle Commissioni Giustizia e Finanze. In Ufficio di Presidenza l'opposizione si è detta disponibile a procedere con le nomine chiedendo, di conseguenza, il ritiro della legge in seconda lettura che introduce la maggioranza semplice.

MF