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Giustizia: in Consiglio salta la mediazione sull'odg della maggioranza

15 mar 2019
L'aula del consiglio
L'aula del consiglio
Il dibattito sulla giustizia va avanti fino all'una di mattina. I toni – dopo due anni di feroci battaglie - rientrano nei perimetri di una civile dialettica, ma non si colmano le distanze. I tentativi di trovare una mediazione sull'ordine del giorno della maggioranza s'infrangono contro un muro. Si rimpallano le responsabilità. Per Adesso.sm ad erigerlo è stata la DC; per l'opposizione la colpa è di Repubblica Futura. Resta l'amarezza per l'occasione persa.

È il capogruppo di SSD a fare la spola già a partire dal pomeriggio. L'ordine del giorno è aperto e la minoranza mette sul tavolo le sue controproposte. Tre vengono accolte integralmente. Si arriva quindi ad individuare una serie di punti condivisi. Uno, però, manda all'aria il tavolo: quello in cui si dice che il Consiglio approva la relazione dei due magistrati dirigenti e le soluzioni da loro avanzate.
La Dc teme l'indirizzo del compianto Lanfranco Ferroni che – in merito ai problemi di produttività – suggeriva, “laddove siano previste sanzioni, di farne immediata applicazione”. Nell'ordinamento sammarinese mancano richiami disciplinari intermedi, è prevista solo l'azione di sindacato.

Il rischio, per le opposizioni, è che si giunga alla defenestrazione del magistrato Morsiani. Le forze di minoranza non hanno dubbi: colpa di Repubblica Futura che ha imposto la sua linea. Nel mirino lo stesso Renzi, a cui si imputa un ruolo nella vicenda. In quanto Segretario di Stato – attaccano – avrebbe dovuto rimanere fuori dalla discussione di atti parlamentari.
Giuseppe Morganti difende l'Ordine del giorno. “È pacato, attento alle ragioni di tutti”, sottolinea che vi è stata ampia condivisione e non nasconde la delusione. “Poteva essere l'occasione per dimostrare – dice - come la politica avesse finalmente imboccato una strada comune. Sarebbe stato un messaggio importante per gli operatori del settore”. Roberto Giorgetti respinge invece l'accusa che il suo partito abbia fatto da dominus: la maggioranza – afferma – decide insieme. Vengono presentati due ordini del giorno. Passa quello della maggioranza. Ritiene imprescindibile porre in essere ogni soluzione a far sì che l'attività giurisdizionale venga definita entro i termini di legge; urgente intervenire per riformare il codice penale; non più rinviabile l'ammodernamento delle procedure e dei processi di informatizzazione. Chiude con l'auspicio che il confronto sui temi della Giustizia possa abbandonare i toni dello scontro e assumere quelli della concretezza nella risoluzione dei problemi.

MF

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