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COLLETTIVITA' SAMMARINESE DELL'EMILIA

120 soci
(Riconoscimento Consiglio dei XII: 8 febbraio 1983)
Via Fausto Coppi, 1-40132 Bologna
Telefono-Fax: +39-51-405381
Cellulare: +39-347-9790164
Email: ghiotti.paolo@alice.it

PRESIDENTE: Paolo GHIOTTI

Vice Presidente: Ermes Barbieri
Consiglieri: Alberto Amati, Giuseppe Lombardi, Nino Conti, Enrico Berti, Giovanni Zaccarelli, Ulisse Albani, Cinzia Casali
Sindaci revisori: Adelaide Amati, Sergio Casali, Marina Ghiotti

La Comunità dell’Emilia compie 25 anni

A nome del Governo, era a Bologna il Segretario Stefano Macina che ha aperto un confronto a tutto campo con i soci e concittadini emiliani sui temi più cari ai sammarinesi esteri, dalla legge elettorale all’articolo 7 della legge sulla cittadinanza, il diritto di voto, il ruolo della Consulta.
Molti gli interventi e le domande da parte dei presidenti delle comunità estere italiane e membri della Consulta, invitati dalla Collettività per l’occasione.
Presente il critico d’arte Andrea Emiliani con una relazione sul tema “L’arte in terra di San Marino fra Montefeltro e la Romagna”. Come ricordo, in dono a tutti i soci e ospiti una icona della Santa Patrona della Repubblica.

Nuova legge elettorale: lettera aperta di Paolo Ghiotti

Una “baghinata” a San Marino

Il 2 ottobre 2005, alla Consulta sono intervenuti i rappresentanti di tutti i partiti e tutti dichiararono all’unisono che la legge elettorale vigente non consentiva la governabilità e pertanto doveva essere modificata.
In quell’occasione, in un intervento, ho suggerito che sarebbe stato opportuno varare una nuova legge prima della scadenza elettorale del 2006 per evitare una nuova legislatura con la vecchia legge, pena l’ingovernabilità e i ribaltoni, con perdita di tempo prezioso e di risorse ed elezioni anticipate. Non occorrevano grandi doti profetiche per predire ciò che oggi viviamo: elezioni anticipate e grande confusione.
IL Consiglio Grande e Generale, già dimissionario, nell’ultima seduta, riunita per approvare alcune modifiche tecniche alla legge elettorale 2007, ha apportato una modifica alla legge sulla cittadinanza del 2000, abrogando la famigerata ed incostituzionale art, 7, che penalizzava i giovani residenti all’estero, fra i quali alcuni avevano in atto un ricorso, che di grado in grado, poteva arrivare fino alla Corte di Strasburgo.
Questa delibera accontenta doppiamente i cittadini residenti all’estero, dopo una lotta durata otto anni, dando ai giovani il diritto di voto ed evitando all’amata Repubblica un sicuro monito da parte della Comunità Europea.
La gioia di questo riconoscimento è stata vanificata da un emendamento, approvato a maggioranza trasversale, che ha tolto il diritto di esprimere le preferenze agli elettori residenti all’estero.
In pratica in quella seduta si è abrogato un articolo di legge incostituzionale, inserendone un altro, altrettanto incostituzionale.
Le Comunità dell’anello italiano, nella riunione del 12 luglio nel loro documento dichiaravano “Preso atto della sterilità di posizioni così totalmente divergenti e nel tentativo di manifestare a un tempo la disponibilità al dialogo e la dignità di mostrarsi al di fuori di logiche ricattatorie, decide a maggioranza, di chiedere l’abolizione dell’art. 7 e la concessione del VOTO A DISTANZA, senza la possibilità di esprimere preferenze”.
Questo documento è stato superato dagli avvenimenti già citati, che però non soddisfano, in quanto è stato abolito il diritto di dare le preferenze, accettabile dalle comunità italiane solo se contestualmente si stabilisce, per l’estero, il voto a distanza, la qual cosa darebbe la possibilità a tutti i cittadini esteri di partecipare alle elezioni, senza gravi sacrifici economici e soprattutto perché a questo emendamento sono state date motivazioni offensive, seguite da dichiarazioni trionfalistiche, spacciando questo avvenimento come la panacea di tutti i mali della Repubblica.
Questi soggetti ignorano volutamente che i mali del Paese si curano con altri mezzi, uno dei quali è stato suggerito da un grande filosofo, che ha detto: la miglior politica è l’onestà.
La legge elettorale italiana vigente, prevede il voto di lista senza esprimere le preferenze, ma a differenza di San Marino, è uguale per tutti i cittadini residenti e non. Tale legge è stata definita dallo stesso Ministro che l’ha presentata “una porcata”. Traducendo questo termine dal dialetto sammarinese in un italiano maccheronico, si può definire “una baghinata”.

Paolo Ghiotti (cittadino sammarinese residente a Bologna)