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Rinascita Democratica Sammarinese

LA DEMOCRAZIA DIRETTA
(L’ISTITUTO DEL REFERENDUM)
Da anni assistiamo alla graduale e a tutt’oggi irreversibile crisi dei partiti
politici che hanno via via perso di vista le ragioni e i valori fondanti, cedendo
spesso alla deriva puramente elettorale o, peggio, a quella affaristica.
Il connubio politica/affari ha contribuito notevolmente alla perdita di
credibilità da parte della politica e allo sgretolamento dei partiti, piombati nel
tunnel dell’appiattimento e del conformismo e con distinzioni e differenze
anche ideologiche sempre meno percettibili.
Tutto questo ha prodotto disorientamento e confusione, sono venuti a
meno punti di riferimento essenziali sul piano dei principi e dei valori e
personaggi la cui dirittura morale ed autorevolezza avrebbero potuto
illuminare, come in passato, il cammino della nostra Repubblica.
La pesante crisi economica ha ancor più acutizzato lo stato di emergenza
del Paese, mentre l’attuale classe di governo, operante ormai da anni nella cosa
pubblica, ha dimostrato limiti impressionanti ed imbarazzanti, risultando di
fatto incapace di risolvere i problemi con i quali il Paese e i Sammarinesi sono
chiamati a misurarsi quotidianamente, a cominciare dal cancro della
disoccupazione.
I nostri cittadini sono sempre più distanti dalla politica e dalle istituzioni
e stanno mostrando malumore e rabbia ormai in modo palese.
Le stesse coalizioni che si presentano alle prossime Elezioni Politiche
Generali sono nate accorpando sigle e ponendo veti, in un pericoloso gioco di
puro potere. La complessità della difficilissima situazione in cui versa San
Marino, avrebbe, a nostro avviso, imposto la ricerca di coalizioni coese, il cui
cemento avrebbero dovuto essere la condivisione forte delle cose da fare e
come farle, anteponendo gli interessi generali agli interessi particolari. Un
esempio illuminante, che va invece in senso contrario, ne è la collaborazione tra
“Sammarinesi senza confini”, composta da concittadini residenti all’estero, che
entrano nell’agone politico dopo aver recuperato, grazie al Comitato
Promotore, il voto di preferenza e Noi Sammarinesi, che sul referendum per la
preferenza unica si sono schierati fortemente contro asserendo che “Il quesito
che reintroduce il diritto di preferenza ANCHE per i cittadini residenti all’estero, limita il
rinnovamento in politica, ostacolando in particolare i giovani, donne e volti meno noti, mal
si concilia con il nostro sistema elettorale” (maggio 2016).
Invece, ancora una volta si è voluto costruire la casa partendo dal tetto e
non dalle fondamenta e, inevitabilmente, i risultati, purtroppo per tutti noi, non
potranno che essere la conseguenza di errori che probabilmente sono stati
anche della così detta “vecchia politica”, ma che di certo lo sono della così detta
“nuova politica.”
E allora noi di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE riteniamo di
essere giunti ad un bivio ben preciso e che per uscire dalla crisi che attanaglia
la nostra Repubblica ci sia necessità di tutti, nessuno escluso e che sia giunto
dunque il momento di rendere i cittadini più partecipi nelle scelte di fondo del
Paese.
Noi riteniamo che per uscire dal tunnel vi sia la necessità di cambiare
profondamente il nostro sistema ricorrendo più frequentemente alla
democrazia diretta, facendo divenire il cittadino più padrone del proprio
destino.
D'altronde la Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi
fondamentali dell’ordinamento sammarinese, a cui s’informa l’organizzazione e
l’azione dei poteri costituzionali, all’art. 2 recita: “La sovranità della Repubblica
risiede nel popolo, che la esercita nelle forme statutarie della democrazia rappresentativa.
La Legge disciplinerà l’Arengo e gli altri istituti di democrazia diretta.”
La Legge Qualificata 29 maggio 2013, n.1, regolamenta infatti l’esercizio
diretto della sovranità da parte del popolo attuata attraverso gli strumenti del
Referendum e dell’Iniziativa Legislativa Popolare.
Con il Referendum dunque la sovranità popolare, normalmente esercitata
attraverso la democrazia rappresentativa, viene delegata direttamente al
popolo.
Ora, noi di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE riteniamo che
quando il popolo è chiamato ad esprimersi su temi oggetto di referendum sia
sempre un fatto positivo, mentre invece la storia ci insegna che i vari governi di
turno hanno sempre temuto l’istituto del referendum. Prova ne sia la
legislazione in merito, portata avanti a fatica nei primi anni “80 dai Consiglieri
Pietro Giancecchi e Simone Rossini (PSDS) e dal Consigliere indipendente
Cristoforo Buscarini, e le sue successive modifiche, che hanno sempre previsto
lacci e lacciuoli tesi a rendere la celebrazione del referendum una sorta di
difficile corsa ad ostacoli. In pratica a San Marino è previsto l’istituto
referendario ma si cerca in tutti i modi di ostacolare l’iter di ogni referendum
proposto.
Questa è per noi una impostazione sbagliata, non si deve mai temere il
giudizio dei cittadini, anzi lo si deve sollecitare fornendo l’informazione
rinnovamento in politica, ostacolando in particolare i giovani, donne e volti meno noti, mal
si concilia con il nostro sistema elettorale” (maggio 2016).
Invece, ancora una volta si è voluto costruire la casa partendo dal tetto e
non dalle fondamenta e, inevitabilmente, i risultati, purtroppo per tutti noi, non
potranno che essere la conseguenza di errori che probabilmente sono stati
anche della così detta “vecchia politica”, ma che di certo lo sono della così detta
“nuova politica.”
E allora noi di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE riteniamo di
essere giunti ad un bivio ben preciso e che per uscire dalla crisi che attanaglia
la nostra Repubblica ci sia necessità di tutti, nessuno escluso e che sia giunto
dunque il momento di rendere i cittadini più partecipi nelle scelte di fondo del
Paese.
Noi riteniamo che per uscire dal tunnel vi sia la necessità di cambiare
profondamente il nostro sistema ricorrendo più frequentemente alla
democrazia diretta, facendo divenire il cittadino più padrone del proprio
destino.
D'altronde la Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi
fondamentali dell’ordinamento sammarinese, a cui s’informa l’organizzazione e
l’azione dei poteri costituzionali, all’art. 2 recita: “La sovranità della Repubblica
risiede nel popolo, che la esercita nelle forme statutarie della democrazia rappresentativa.
La Legge disciplinerà l’Arengo e gli altri istituti di democrazia diretta.”
La Legge Qualificata 29 maggio 2013, n.1, regolamenta infatti l’esercizio
diretto della sovranità da parte del popolo attuata attraverso gli strumenti del
Referendum e dell’Iniziativa Legislativa Popolare.
Con il Referendum dunque la sovranità popolare, normalmente esercitata
attraverso la democrazia rappresentativa, viene delegata direttamente al
popolo.
Ora, noi di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE riteniamo che
quando il popolo è chiamato ad esprimersi su temi oggetto di referendum sia
sempre un fatto positivo, mentre invece la storia ci insegna che i vari governi di
turno hanno sempre temuto l’istituto del referendum. Prova ne sia la
legislazione in merito, portata avanti a fatica nei primi anni “80 dai Consiglieri
Pietro Giancecchi e Simone Rossini (PSDS) e dal Consigliere indipendente
Cristoforo Buscarini, e le sue successive modifiche, che hanno sempre previsto
lacci e lacciuoli tesi a rendere la celebrazione del referendum una sorta di
difficile corsa ad ostacoli. In pratica a San Marino è previsto l’istituto
referendario ma si cerca in tutti i modi di ostacolare l’iter di ogni referendum
proposto.
Questa è per noi una impostazione sbagliata, non si deve mai temere il
giudizio dei cittadini, anzi lo si deve sollecitare fornendo l’informazione
adeguata, corretta, puntuale, al fine di tracciare un quadro pluralista capace di
formare le libere scelte degli elettori.
Qualcosa però recentemente è successo. Gli elettori hanno dimostrato,
nell’ultima tornata referendaria del 15 maggio 2016, grande partecipazione e
l’esito dei referendum, soprattutto di taluni particolarmente importanti anche
sul piano culturale oltra che su quello pratico, hanno dimostrato che le cose
forse hanno davvero cominciato a cambiare.
Gli uomini della nostra lista, RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE,
e non è la prima volta, sono stati gli artefici principali dei Referendum per la
Preferenza Unica e per il Tetto agli Stipendi, quindi la nostra lista può
considerarsi una garanzia per la gente di San Marino poiché ha sempre creduto
nell’Istituto del Referendum dimostrandolo con i fatti e non con le chiacchiere,
e ora si impegnerà nel Paese, nel Consiglio Grande e Generale, se i
sammarinesi gli forniranno i consensi necessari per essere rappresentati, al fine
di rendere sempre più protagonisti della vita politica, sociale e culturale di San
Marino, i cittadini!
L’autoreferenzialità, la supponenza e la scarsa considerazione degli
elettori, dimostrate ampiamente anche nel corso dei dibattiti consiliari svolti
sull’esito dei referendum del 15 maggio scorso, da parte di taluni
rappresentanti consiliari sia di maggioranza che di opposizione, impongono una
risposta decisa da parte dei sammarinesi. I cittadini devono poter contare di più
e la volontà espressa dal popolo va rispettata senza se e senza ma!
Le cose nel nostro Paese non vanno certamente bene. La classe dirigente
attuale fa acqua da tutte le parti, il Governo uscente si è rivelato uno dei
peggiori degli ultimi trent’anni, i rischi che noi tutti stiamo correndo sono tanti,
c’è bisogno di tutti. Ben venga dunque il parere dei sammarinesi, non se ne
abbia timore.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE intende proporre un dialogo
diretto con i cittadini, attraverso il potenziamento dell’Istituto del Referendum
e quindi del ruolo degli elettori sulle scelte più importanti per la nostra
Repubblica.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE porterà nel Paese e nel
Consiglio Grande e Generale precise proposte perché:
- Sia stabilito “Il giorno del referendum” e che la settimana del 25 marzo di
ogni anno sia possibile svolgere una tornata referendaria su temi e scelte
oggetto di maggiore importanza ed attualità, utilizzando le nuove
tecnologie (voto telematico) e quindi abbattendo spese e disagi
organizzativi.
- In linea con quanto previsto dalla Carta dei Diritti e con lo spirito della
Legge sul Referendum, il Consiglio Grande e Generale, Organismo
legislativo, si limiti ad attenersi a quanto deciso dai cittadini con semplice
presa d’atto, evitando così tentativi di manipolazione, aggiustamento o
aggiunte, ai quali, solitamente i consiglieri contrari all’esito del
referendum, non riescono a sottrarsi, e i dibattiti successivi alla
consultazione referendaria del 15 maggio 2016 ne sono un esempio
clamoroso ed inaccettabile;
- Siano apportate tutte quelle modifiche di legge necessarie per la
sburocratizzazione del ricorso all’Istituto del Referendum, rendendo
questo strumento di democrazia diretta previsto dal nostro ordinamento
perfettamente accessibile ai cittadini;
- Siano fornite alle parti in campo pari opportunità, al fine di garantire agli
elettori una informazione chiara, pluralista e completa, attraverso la
quale maturare le proprie libere scelte;
- Si faccia definitivamente largo una cultura più diffusa e cosciente della
partecipazione dei sammarinesi alle scelte del nostro Paese, quale
momento alto di democrazia e libertà, svincolato da interessi particolari e
proteso al bene della comunità.

POLITICA ESTERA
Con l’obiettivo di favorire il progetto economico della Repubblica di San
Marino, la politica estera deve, in questo complesso momento storico, essere
impostata con visione economica, al fine di creare le condizioni più favorevoli
per il mantenimento del nostro sistema sociale e per garantire lo sviluppo
economico della nostra Repubblica.
Differenziando nettamente tra Diplomazia e Politica Estera, riteniamo che
la politica estera sammarinese debba definire le sue priorità ed interessi
nell’ambito delle relazioni con la Comunità Internazionale (Stati, Organizzazioni
internazionali, Aziende multinazionali), e pertanto debba elaborare proposte e
attuare specifiche strategie.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene che la percezione del
loro specifico ruolo, da parte delle differenti Segreterie di Stato, sia molto
carente e ciò è sovente dimostrato dagli incontri di “ministri” sammarinesi con
sindaci e con presidenti delle regioni limitrofe, quando invece il loro ruolo
prevede l’interfacciarsi con i loro omologhi.
Altri fattori condizionanti della politica estera sono la realtà
internazionale, con i vincoli che essa pone, e la capacità delle Segreterie di
Stato di definizione degli obiettivi e della loro natura. La Politica Estera di San
Marino deve essere lo strumento con cui il nostro Paese elabora una specifica
concezione del modo in cui proiettarsi verso l’esterno ed agire nella vita
internazionale, creando convergenze, cooperando in ambito internazionale,
mantenendo buone relazioni con il maggior numero di paesi possibile.
In merito alla paventata associazione di San Marino all’Unione Europea,
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene necessario verificare se il
percorso in atto, intrapreso dal Governo e dall’attuale maggioranza senza
coinvolgere adeguatamente forze politiche e cittadini, possa garantire la tutela
della sovranità troppo spesso dimenticata in questi anni, riservare adeguati
spazi di autonomia e assicurare l’identità della nostra millenaria Repubblica.
In ogni caso riteniamo che il percorso intrapreso dall’U.E. non sia
perfettamente in linea con gli ideali europei delle origini, presenti nel
“Rapporto Delors”, che auspicava, una “unione tra diversi”, basata sui conclamati
principi di giustizia, fraternità, libertà, cooperazione, solidarietà e pace.
L’europeista K. Adenauer scriveva: “viviamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non
tutti abbiamo lo stesso orizzonte.” Il cielo dell’Unione Europea avrebbe dovuto
accogliere i tanti orizzonti differenti e ricomporli nel mosaico di una umanità
molteplice e unita. Ma è a tutti evidente che così non è. Abbiamo tutti visto,
quale esempio, in che modo, in Grecia, lo Stato sia stato privato della sua
sovranità, o cosa stia succedendo con l’epocale fenomeno dei migranti che
fuggono dalle loro difficili realtà.
In merito ai rapporti con l’amica e vicina Italia va impostato un nuovo
rapporto che preveda la individuazione di ambiti di sviluppo e di rilancio
dell’economia sammarinese alla luce delle nuove realtà createsi nell’ultimo
decennio; in particolare pensiamo che TURISMO, SANITA’, CULTURA,
UNIVERSITA’ E RICERCA, TELECOMUNICAZIONI e SPORT, siano gli ambiti in
cui la statualità di San Marino possa offrire nuove opportunità.
E’ dunque necessario sapere finalmente che cosa si vuole, a quale
progetto organico e complessivo punta San Marino. Progetto che va elaborato,
ovviamente, tenendo conto del rapporto privilegiato esistente con l’Italia.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene necessario un nuovo
accordo forte, forse una nuova Convenzione, ispirata alle nuove realtà presenti
nei due Paesi, la cui estensione dipenderà dalla capacità di trattativa dei nostri
negoziatori credibili rispetto all’interlocutore.
Chiaramente ciò che non sarà oggetto di accordo, diventerà terreno
fertile per possibili accordi con altri paesi europei ed extraeuropei
eventualmente interessati. D'altronde la diversificazione e
l’internazionalizzazione della nostra economia stanno diventando una esigenza
sempre più pressante per lo sviluppo economico ed il mantenimento degli
attuali livelli di benessere sociale. La presenza di San Marino in tutti gli
Organismi internazionali può favorire il raggiungimento di tali obiettivi.
Potrebbe comunque essere utile fin da ora avviare un dialogo di
partenariato commerciale con l’Unione Euroasiatica, con la concreta prospettiva
di entrare in contatto con una, per San Marino, nuova organizzazione a cui
partecipano Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Armenia e kirghizistan.
La rete diplomatica e consolare va ampliata e riorganizzata prevedendo
obiettivi ed una periodica verifica del lavoro svolto.
E’ altresì necessario affidarsi a negoziatori professionisti e creare la figura
dell’Incaricato d’Affari. E’ inoltre indispensabile valorizzare i nostri
“ambasciatori naturali” costituiti dai numerosi sammarinesi residenti all’estero,
alcuni dei quali molto considerati nei paesi in cui vivono, con lo scopo di aprire
nuove possibili strade e nuove possibili opportunità a livello economico,
turistico e culturale.

ECONOMIA

Il sistema San Marino è ormai un sistema vecchio, superato dai tempi,
fatto per la gestione di un paese che era una volta e che oggi non esiste più.
Ora la Repubblica di San Marino, messa di fronte alla realtà, ha scoperto
di essere rimasta indietro ad ogni livello, mentre invece il mondo ha camminato
velocemente, è andato avanti, si è modernizzato.
L’inerzia e la palese inadeguatezza del Governo nel proporre soluzioni
hanno fatto piombare San Marino in un vero e proprio vortice: molte aziende
hanno chiuso i battenti, a centinaia, e tantissime professionalità hanno dovuto
trovare nuova occupazione in Italia e all’estero e chi, per diversi motivi, non ha
potuto allontanarsi da San Marino, è ora disoccupato.
E’ altissimo, per la nostra piccola realtà, il numero di disoccupati (ormai
2.000), ai quali vanno sommati i giovani inoccupati alla ricerca di prima
occupazione. Ogni famiglia ormai conta almeno un disoccupato e molti di questi
hanno esaurito gli ammortizzatori sociali rimanendo privi di ogni fonte di
sostegno economico. La gravità della situazione comporta l’attuazione di
interventi che portino a fare ripartire l’occupazione nel nostro Paese.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE pensa che le Istituzioni, le
Organizzazioni sindacali dei lavoratori ed anche le associazioni delle imprese,
debbano mettere al centro del dibattito questi temi e farsene carico per
giungere ad atti concreti. A tutti è richiesto un impegno e l’assunzione di
responsabilità affinchè, ciascuno per le proprie competenze, si adoperi per
favorire la nascita di luoghi della ricerca e dell’innovazione che possano
determinare occasioni e opportunità per la nascita di nuove imprese e dunque
di nuova occupazione.
E’ necessario mettere in atto politiche di sviluppo che rendano più agevoli
la creazione di condizioni che favoriscano nuovi posti di lavoro per chi lo avesse
perso, ma anche e in particolare, di opportunità concrete di lavoro per ragazze
e ragazzi, ciò a fronte soprattutto degli investimenti che le famiglie hanno
dovuto accollarsi, spesso in situazioni di grave difficoltà economica, per
l’istruzione dei propri figli. E non c’è altra risorsa che per San Marino possa
costituire ricchezza: lo studio e la capacità di creare!
Occorre dare vita a nuovo sviluppo, nuovo reddito, nuovo lavoro, nuova
occupazione sostenendo, con politiche mirate, snellezza decisionale e
sburocratizzazione della P.A., l’imprenditorialità, dall’industria all’agricoltura,
all’artigianato, al commercio, al turismo, ai servizi.
E’ necessario porre in essere interventi, anche a tempo determinato,
riferiti a prodotti specifici per promuovere il commercio e il consumo.
E’ indispensabile rivedere accordi, trattati e intese internazionali bilaterali
fra Italia e San Marino aventi per oggetto idrocarburi e tabacchi. Occorre
verificare, attraverso uno studio approfondito, affidato a professionisti
sammarinesi qualificati, eventuali costi e benefici legati all’istituzione della
dogana commerciale.
E’ altresì necessario approfondire le possibilità legate all’ipotesi di
creazione di una società di gestione dei fondi di investimento, attraverso il
circuito bancario sammarinese.
Occorre mettere allo studio la possibilità di creare a San Marino, al pari di
altre città italiane e di regioni a statuto speciale, il Porto Franco, fissandone gli
opportuni tetti.
Oggi le opportunità di lavoro vanno ricercate fra le “nuove” professioni
che sono in grado di creare maggiori opportunità di impiego, nuove forme di
occupazione, che per un motivo o per l’altro non vengono prese in
considerazione.
E’ evidente che il mercato del lavoro sia decisamente statico rispetto
all’urgenza e ai numeri della domanda. Questo fenomeno avviene per una
cianotica mancanza di iniziativa, spesso, arenata in sabbie mobili, a causa di
pregiudizi e preconcetti. Si è portati a pensare che il lavoro, l’occupazione seria
sia offerta solo dal settore pubblico, che il posto sicuro per antonomasia sia
quello statale, quello concesso dal lasciapassare delle stabilizzazioni.
Un tempo è stato così, la situazione era questa, il quadro piuttosto chiaro
e definito, anche se spesso gestito da logiche clientelari e poco trasparenti,
attraverso favori elargiti dalla burocrazia di partito. E’ necessario oggi stabilire
garanzie senza aumentare la discrezionalità, sia nel settore pubblico sia nel
settore privato.
Mentre permangono a tutt’oggi categorie privilegiate non ancora toccate
dalla crisi, che causano una evidente disparità fra lavoratori, è necessario
affermare che il mercato del lavoro richiede oggi una adattabilità da parte delle
persone, dei giovani soprattutto e anche dei meno giovani, quegli adulti
giovanili saltati a piè pari dal collocamento e che oggi, con molta fatica,
conducono la loro vita professionale.
Nello scenario attuale si ritiene necessario orientarsi verso altre forme di
occupazione, che siano autonome rispetto a quelle garantite, a questo punto
non si sa fino a quando, dallo Stato.
Occorre dare vita a nuovo sviluppo, nuovo reddito, nuovo lavoro, nuova
occupazione sostenendo, con politiche mirate, snellezza decisionale e
sburocratizzazione della P.A., l’imprenditorialità, dall’industria all’agricoltura,
all’artigianato, al commercio, al turismo, ai servizi.
E’ necessario porre in essere interventi, anche a tempo determinato,
riferiti a prodotti specifici per promuovere il commercio e il consumo.
E’ indispensabile rivedere accordi, trattati e intese internazionali bilaterali
fra Italia e San Marino aventi per oggetto idrocarburi e tabacchi. Occorre
verificare, attraverso uno studio approfondito, affidato a professionisti
sammarinesi qualificati, eventuali costi e benefici legati all’istituzione della
dogana commerciale.
E’ altresì necessario approfondire le possibilità legate all’ipotesi di
creazione di una società di gestione dei fondi di investimento, attraverso il
circuito bancario sammarinese.
Occorre mettere allo studio la possibilità di creare a San Marino, al pari di
altre città italiane e di regioni a statuto speciale, il Porto Franco, fissandone gli
opportuni tetti.
Oggi le opportunità di lavoro vanno ricercate fra le “nuove” professioni
che sono in grado di creare maggiori opportunità di impiego, nuove forme di
occupazione, che per un motivo o per l’altro non vengono prese in
considerazione.
E’ evidente che il mercato del lavoro sia decisamente statico rispetto
all’urgenza e ai numeri della domanda. Questo fenomeno avviene per una
cianotica mancanza di iniziativa, spesso, arenata in sabbie mobili, a causa di
pregiudizi e preconcetti. Si è portati a pensare che il lavoro, l’occupazione seria
sia offerta solo dal settore pubblico, che il posto sicuro per antonomasia sia
quello statale, quello concesso dal lasciapassare delle stabilizzazioni.
Un tempo è stato così, la situazione era questa, il quadro piuttosto chiaro
e definito, anche se spesso gestito da logiche clientelari e poco trasparenti,
attraverso favori elargiti dalla burocrazia di partito. E’ necessario oggi stabilire
garanzie senza aumentare la discrezionalità, sia nel settore pubblico sia nel
settore privato.
Mentre permangono a tutt’oggi categorie privilegiate non ancora toccate
dalla crisi, che causano una evidente disparità fra lavoratori, è necessario
affermare che il mercato del lavoro richiede oggi una adattabilità da parte delle
persone, dei giovani soprattutto e anche dei meno giovani, quegli adulti
giovanili saltati a piè pari dal collocamento e che oggi, con molta fatica,
conducono la loro vita professionale.
Nello scenario attuale si ritiene necessario orientarsi verso altre forme di
occupazione, che siano autonome rispetto a quelle garantite, a questo punto
non si sa fino a quando, dallo Stato.
Le nuove professioni sono tante e diverse e vanno al passo con le nuove
tendenze sociali e in relazione ai bisogni più attuali delle persone. Le nuove
occasioni occupazionali sono tendenzialmente legate ad alcune aree
professionali precise: Web e Nuove Tecnologia/Comunicazione Digitale; Valorizzazione
del patrimonio storico, culturale, ambientale, artistico ed architettonico e il Turismo
congressuale; Viaggi e Turismo consapevoli ed ecosostenibili; Servizi alle persone;
Gastronomia e Alimentazione; Cura e benessere della persona.
E’ dunque importante favorire e creare le condizioni per la nascita di
centri del benessere e di centri della salute, utilizzando al meglio i servizi
disponibili in territorio arricchendoli con collaborazioni ad hoc. E’ quanto mai
opportuno potenziare le iniziative sportive anche al fine di migliorare l’offerta
complessiva sammarinese e sviluppare ulteriormente il settore del Turismo.
Il Turismo è sempre stato uno dei pilastri naturali dell’economia di San
Marino ed è più che mai necessario, anziché magnificare un improbabile “Polo
della Moda, porre in essere una politica organica di valorizzazione del comparto
Turistico-Commerciale e di sviluppo del grande, naturale ipermercato all’aperto
costituito dalle varie attività esistenti nel Centro storico, oggi Patrimonio
dell’UNESCO.
E’ auspicabile favorire iniziative tese a creare nuovi posti di lavoro anche nel
campo dei servizi, in particolare: Arbitrati Internazionali; Media-conciliazione; Trust.
Banca Centrale Sammarinese deve, in collaborazione con le Segreterie di
Stato competenti, promuovere iniziative finanziarie internazionali per favorire
la crescita dei nostri Istituti di Credito.
Le banche devono erogare più credito a favore della media e piccola
impresa.
E’ opportuno studiare e proporre forme di leasing immobiliare agevolato
per la ricollocazione, riconversione e utilizzo dei tanti capannoni industriali
inutilizzati.
E’ abbastanza scontato, ma va ribadito con forza, sostenere che le
Telecomunicazioni sia elemento fondamentale di una economia moderna ed
efficiente, e anche nel settore Sicurezza, San Marino è fortemente impreparata
poiché mancano specializzazioni ormai irrinunciabili e manca la Centrale Unica
delle Informazioni.
Manca un progetto di comunicazione per rilanciare l’immagine della
Repubblica di San Marino all’estero, prospettando un Paese ospitale ed
accogliente e supportando l’attività degli imprenditori. Questo stimolerebbe il
processo di crescita delle eccellenze sammarinesi in campo economico e
professionale. Le Comunità di Sammarinesi all’estero potrebbero essere di
supporto anche in questo ambito.
Manca un progetto di promozione per l’insediamento in territorio di Centri
di eccellenza nella ricerca e nello sviluppo, così come mancano offerte che
prevedano l’uso degli spazi già disponibili e pronti, come capannoni e altri
edifici ove insediare Centri di ricerca, laboratori, sviluppatori in campo farmaceutico,
automobilistico, energie rinnovabili, in campo sportivo, nel settore del benessere, della
salute, della moda e in ambito alberghiero, in onore della nostra tradizione turistica.
Inoltre RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE è dell’idea che
necessariamente occorrerà procedere ad una immediata sburocratizzazione
della p.a., poiché la snellezza, l’efficienza e la rapidità decisionale possono e
devono divenire, per gli operatori economici, un valore aggiunto importante
dell’offerta complessiva sammarinese.
Un’Agenzia del lavoro deve curare la diffusione delle opportunità di lavoro
disponibili in territorio, ma anche di quelle dei territori limitrofi; deve rendere
disponibile l’elenco dei concorsi e delle selezioni pubbliche con possibilità di
scaricarne la modulistica; deve organizzare dei Career Days durante i quali
viene data la possibilità ai lavoratori e ai datori di lavoro, appartenenti a
specifici settori, di incontrarsi, di svolgere colloqui e di lasciare i propri
curriculum.
Un’Agenzia del Lavoro che sia di supporto alle aziende nello svolgimento
delle pratiche amministrative e che sia di supporto ai giovani futuri lavoratori,
pianificando e programmando le prospettive lavorative.
Le politiche sociali riferite all’ambito previdenziale tendono negli ultimi
anni a rinviare l’età pensionabile e ad accumulare ulteriori anni di lavoro, quindi
di versamenti. Queste politiche aprono sempre più in ritardo le porte per
l’occupazione dei giovani.
Infine rimane valida l’idea di una sanatoria edilizia che potrebbe fruttare
allo Stato parecchi milioni di Euro, da destinare completamente e
immediatamente per la concretizzazione di un Progetto di intervento pubblico
per la manutenzione degli edifici di proprietà dello Stato (Scuole, Teatri, Palestre
ecc.ecc.).

TURISMO
Quando nell’anno 2006 i nostri uomini denunciavano il fatto che in 10
anni San Marino aveva perso almeno 1.000.000 di visitatori nessuno,
associazioni di categoria in testa, ha fatto una piega e tutto è continuato a
scivolar via come se tutto andasse a gonfie vele.
Il settore del turismo è storicamente sempre stato di primaria importanza
per l’economia del nostro Paese. Purtroppo da troppi anni pare vi sia molta
distrazione rispetto al settore, mancano idee, manca competenza, mentre la
superficialità la fa da padrone.
Le risorse finanziarie vengono spesso utilizzate per iniziative di facciata
davvero poco utili alle esigenze del Turismo degli anni 2.000, mentre quelle
umane non sono valorizzate a sufficienza, basti pensare all’Ufficio del Turismo,
spesso scavalcato dalla Segreteria competente prodiga di convenzioni a favore
di figure professionali già esistenti nell’organico dell’ufficio.
E non è davvero con i denari usati per la Moto GP o quelli assai più
consistenti dell’Expò di Milano, che si riesce a portare turisti e visitatori a San
Marino.
Secondo RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE in un momento di
crisi economica come quella che sta attraversando il nostro Paese, le risorse
disponibili devono essere mirate a poche ma importanti iniziative capaci di far
riversare davvero turisti nella nostra Repubblica.
Infatti il settore sta risentendo enormemente della crisi in atto ormai da
diversi anni e gestire una attività turistico commerciale è divenuto sempre più
difficile. Per contro, il Governo uscente, anziché sostenere il settore, lo ha
costantemente mortificato con controlli polizieschi e con trovate tipo l’utilizzo
della Smac per fini fiscali, attraverso un sistema macchinoso che rallenta il
lavoro e che non incentiva più gli acquisti. Il Governo uscente e le forze
politiche che lo hanno sostenuto, si sono particolarmente distinti per la
capacità di creare nuovi problemi agli operatori turistici già in grande difficoltà
grazie all’enorme calo di visitatori registrato e alla diminuita capacità di spesa
rispetto al passato.
Infatti attualmente il maggior problema per il nostro turismo è quello di
riuscire a riportare più visitatori nella nostra Repubblica, e a dire ciò sono i dati
che forse non tutti conoscono.
E allora è bene ricordare che il 1995 fu l’anno record per San Marino che
contò 3.500.000 turisti saliti sul Monte Titano. Ma anche negli anni successivi e
fino al 1999, i visitatori superarono i 3.000.000. Nel 2006, i turisti a San Marino
erano scesi a 2.300.000. Alla fine del 2015 i visitatori della nostra Repubblica
sono risultati 1.880.000.
In 20 anni dunque, il nostro Paese, nell’indifferenza generale, ha perso
almeno 1.500.000 visitatori!
Di fronte a tali inconfutabili, drammatici dati, le chiacchiere stanno a zero
e il vero problema del turismo sammarinese appare in tutta la sua gravità. E’
dunque necessario trovare il modo di far tornare San Marino il centro turistico
attrattivo che la sua storia, la sua tradizione e le sue caratteristiche impongono.
Invece che cosa ha fatto il Governo uscente per invertire la tendenza in
atto in questi anni? Praticamente nulla! Ha cercato di imporre ai commercianti
l’apertura forzata nelle ore notturne; ha agevolato in tutti i modi il “trenino
della discordia” favorendo gli interessi di un singolo imprenditore a discapito
degli interessi di centinaia di commercianti; ha intensificato i controlli degli
scontrini fiscali arrivando ad importunare i turisti; ha messo in mano a privati,
esautorando l’ufficio competente, la politica congressuale della cui eventuale
attività nessuno se ne accorge.
Non è certamente così che si risollevano le sorti del turismo
sammarinese.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene che:
- Si debba sviluppare una politica di coinvolgimento diretto di tour
operetor cercando di inserire nuovamente San Marino nei loro circuiti,
ricavando le risorse finanziarie necessarie dalla razionalizzazione della
spesa del settore, che deve mettere al bando le uscite per iniziative inutili
al raggiungimento dell’obiettivo di attirare nel nostro Paese un maggior
numero di visitatori;
- Sia necessario puntare a poche manifestazioni ma importanti e di qualità,
che possano crescere nel tempo creando un indotto e rappresentino un
biglietto da visita qualificato per la nostra Repubblica, ponendo quindi
fine al sovvenzionamento della miriade di piccole e insulse iniziative di
tipo propagandistico e clientelare;
- Si debba abolire la Smac Card fiscale, tornando alla sua utilizzazione
originaria tesa a farne uno strumento di incentivazione degli acquisti da
estendersi, con forme studiate ad hoc, ai turisti in visita a San Marino;
Infatti attualmente il maggior problema per il nostro turismo è quello di
riuscire a riportare più visitatori nella nostra Repubblica, e a dire ciò sono i dati
che forse non tutti conoscono.
E allora è bene ricordare che il 1995 fu l’anno record per San Marino che
contò 3.500.000 turisti saliti sul Monte Titano. Ma anche negli anni successivi e
fino al 1999, i visitatori superarono i 3.000.000. Nel 2006, i turisti a San Marino
erano scesi a 2.300.000. Alla fine del 2015 i visitatori della nostra Repubblica
sono risultati 1.880.000.
In 20 anni dunque, il nostro Paese, nell’indifferenza generale, ha perso
almeno 1.500.000 visitatori!
Di fronte a tali inconfutabili, drammatici dati, le chiacchiere stanno a zero
e il vero problema del turismo sammarinese appare in tutta la sua gravità. E’
dunque necessario trovare il modo di far tornare San Marino il centro turistico
attrattivo che la sua storia, la sua tradizione e le sue caratteristiche impongono.
Invece che cosa ha fatto il Governo uscente per invertire la tendenza in
atto in questi anni? Praticamente nulla! Ha cercato di imporre ai commercianti
l’apertura forzata nelle ore notturne; ha agevolato in tutti i modi il “trenino
della discordia” favorendo gli interessi di un singolo imprenditore a discapito
degli interessi di centinaia di commercianti; ha intensificato i controlli degli
scontrini fiscali arrivando ad importunare i turisti; ha messo in mano a privati,
esautorando l’ufficio competente, la politica congressuale della cui eventuale
attività nessuno se ne accorge.
Non è certamente così che si risollevano le sorti del turismo
sammarinese.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene che:
- Si debba sviluppare una politica di coinvolgimento diretto di tour
operetor cercando di inserire nuovamente San Marino nei loro circuiti,
ricavando le risorse finanziarie necessarie dalla razionalizzazione della
spesa del settore, che deve mettere al bando le uscite per iniziative inutili
al raggiungimento dell’obiettivo di attirare nel nostro Paese un maggior
numero di visitatori;
- Sia necessario puntare a poche manifestazioni ma importanti e di qualità,
che possano crescere nel tempo creando un indotto e rappresentino un
biglietto da visita qualificato per la nostra Repubblica, ponendo quindi
fine al sovvenzionamento della miriade di piccole e insulse iniziative di
tipo propagandistico e clientelare;
- Si debba abolire la Smac Card fiscale, tornando alla sua utilizzazione
originaria tesa a farne uno strumento di incentivazione degli acquisti da
estendersi, con forme studiate ad hoc, ai turisti in visita a San Marino;
- L’eventuale mantenimento di uno scontrino fiscale debba essere legato
ad un sistema efficiente e rapido, in grado di abbattere i tempi di attesa
che, in ambito turistico e non solo, sono controproducenti; e debba essere
modificata la Legge tributaria, al fine di uniformare le aliquote fiscali oggi
diversificate: a parità di reddito parità di aliquote;
Sia assolutamente necessario recuperare una politica degna del nostro
Paese e delle esperienze del passato, affidando tale compito alle
professionalità esistenti presso l’Ufficio del Turismo, creando una
apposita sezione;
- Sia opportuno intensificare la collaborazione con la Riviera Adriatica e il
Montefeltro, al fine di produrre una offerta turistica sinergica, basata su
divertimento, mare, monti, arte e statualità;
Sia indispensabile individuare un paniere di prodotti di interesse turistico
defiscalizzati o a fiscalità agevolata, al fine di rinverdire il vecchio e
fortunato slogan: “San Marino conviene…”, producendo di certo un effetto
positivo sugli acquisti in Repubblica.

RIFORME ISTITUZIONALI
Sul piano istituzionale RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE
ritiene sia giunto il momento di cambiamenti radicali, attualizzando il
patrimonio storico, culturale e specifico della nostra Repubblica,
rispetto all’evoluzione generale dalla quale il nostro Paese non può
essere tagliato fuori.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE propone:
- La riduzione del numero dei consiglieri;
- La riduzione dei membri del Congresso di Stato;
- La eliminazione delle Commissioni Politico-Consiliari Permanenti,
valorizzando il Consiglio Grande e Generale;
- La incompatibilità del ruolo di membro del Consiglio Grande e
Generale con quello di membro del Congresso di Stato;
- La valorizzazione del cittadino attraverso una maggiore
partecipazione alle scelte di fondo del Paese, attraverso gli istituti di
democrazia diretta, in particolare lo strumento del referendum;

SANITA’
(MIGLIORE E SOSTENIBILE)

Il sistema di Sanità e Sicurezza Sociale è stata una delle più importanti
riforme attuate nel nostro Paese, che ha permesso la tutela dei propri cittadini
lungo l’arco della loro intera vita.
D’altronde il bene più prezioso di uno stato è indubbiamente la “salute” e
in questa ottica la Sanità, che un tempo rispondeva a pieno alle esigenze della
popolazione, in questi ultimi anni sta attraversando momenti difficili per
diverse ragioni ed in particolare: Crisi economico-finanziaria; Graduale ma
inarrestabile perdita di risorse umane.
La ricchezza di un ospedale non sta solo nelle pur importanti attrezzature
o macchinari moderni e costosi, ma bensì, principalmente, nel personale medico
e infermieristico. Un ospedale è “buono” se i suoi medici sono bravi.
Da diverso tempo si discute non poco dei costi della sanità, della sua
sostenibilità e mantenimento del livello assistenziale. In questi anni abbiamo
assistito a tagli progressivi sulle prestazioni, ai quali non ha fatto riscontro un
aumento né qualitativo né numerico del personale medico ed infermieristico.
Sono stati rivisti alcuni servizi ma con un aumento di costi e più volte è
stato paventato l’ingresso dei tickets, che potrebbero anche essere accettabili
solo se congrui e come deterrente a richieste senza senso e fuori linee guida,
ma che in un momento di contrazione della nostra economia e dell’erosione del
potere di acquisto, metterebbe in difficoltà i pazienti e fra loro, in particolare, i
più deboli finanziariamente.
Nella logica “taglio uguale risparmio” è necessario verificare le sacche di
sprechi esistenti, al fine di apportare i correttivi necessari per ottimizzare
l’utilizzo del pubblico danaro e di mantenere, e se possibile migliorare, il livello
assistenziale.
Si è voluto riprodurre nel nostro ospedale il modello italiano che, così
come concepito, può essere economicamente sostenibile solo su grandi numeri
e comunque risulta essere costoso.
RIFORME ISTITUZIONALI
Sul piano istituzionale RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE
ritiene sia giunto il momento di cambiamenti radicali, attualizzando il
patrimonio storico, culturale e specifico della nostra Repubblica,
rispetto all’evoluzione generale dalla quale il nostro Paese non può
essere tagliato fuori.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE propone:
- La riduzione del numero dei consiglieri;
- La riduzione dei membri del Congresso di Stato;
- La eliminazione delle Commissioni Politico-Consiliari Permanenti,
valorizzando il Consiglio Grande e Generale;
- La incompatibilità del ruolo di membro del Consiglio Grande e
Generale con quello di membro del Congresso di Stato;
- La valorizzazione del cittadino attraverso una maggiore
partecipazione alle scelte di fondo del Paese, attraverso gli istituti di
democrazia diretta, in particolare lo strumento del referendum;
Più volte è stato ribadito, anche dalla stessa Direzione Generale, che non
vi sono i numeri e che in Italia una struttura ospedaliera di dimensioni
identiche alla nostra, in un’ottica di risparmio, sarebbe stata chiusa, o, al
massimo, potrebbe contare su di un pronto soccorso e di un’ambulanza.
Occorre però tenere conto che San Marino è uno Stato autonomo e
l’Ospedale di Cailungo è l’unico ospedale esistente in territorio, che in passato
riusciva a mantenersi con costi indubbiamente alti ma accettabili nel contesto
economico di allora. In questi anni di crisi si è voluto invece copiare il modello
delle USL italiane, davvero poco compatibile con le risorse economiche
disponibili.
Nell’immediato occorre comunque ottimizzare le risorse di cui si dispone,
privilegiando il territorio all’ospedalizzazione (oggi l’80% dei ricoveri sono per
anziani con patologie riacutizzate, mentre l’ospedale dovrebbe essere ricovero per pazienti
acuti). E’ dunque necessario puntare sulla medicina territoriale, che va
sistemata, così come bisogna investire su
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene che:
- sia necessario semplificare la gestione della sanità, riducendo il numero dei
dirigenti e passando ad una gestione meno burocratica e più essenziale, vicina
alla case di cura di livello;
- sia indispensabile rendere competitive le nostre strutture sanitarie, al fine di
portarle nuovamente alla pari, se non superarle, a quelle italiane, così come è
stato fatto in passato in settori come, ad esempio, l’Ortopedia, creando
nuovamente un’import pagante grazie ai professionisti del nostro Ospedale.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE propone:
- Eliminazione della politica dalla gestione della Sanità;
- Snellimento di tutte le procedure burocratiche che allo stato attuale rendono
complicata anche la sostituzione di una segretaria e creano disagi ai cittadini,
soprattutto agli anziani;
- Individuazione di Direttori di Dipartimento qualificati, possibilmente
sammarinesi, meglio se formatisi in anni di ospedale, se presenti su territorio;
- Progressivo ridimensionamento del ricorso a consulenti, in quanto i servizi
che abbiano raggiunto un organico devono dimostrare, dopo adeguato lasso di
tempo, di aver raggiunto l’autonomia necessaria, ricorrendo all’esterno solo per
casi selezionati e necessità ultra specialistiche che per numeri e casistica non
conviene sviluppare. Nel caso di necessità di rapporti di consulenze, privilegiare
i professionisti sammarinesi che si contraddistinguono o si sono contraddistinti
(pensionati) per professionalità e capacità, e possono essere ancora utili e fedeli
Più volte è stato ribadito, anche dalla stessa Direzione Generale, che non
vi sono i numeri e che in Italia una struttura ospedaliera di dimensioni
identiche alla nostra, in un’ottica di risparmio, sarebbe stata chiusa, o, al
massimo, potrebbe contare su di un pronto soccorso e di un’ambulanza.
Occorre però tenere conto che San Marino è uno Stato autonomo e
l’Ospedale di Cailungo è l’unico ospedale esistente in territorio, che in passato
riusciva a mantenersi con costi indubbiamente alti ma accettabili nel contesto
economico di allora. In questi anni di crisi si è voluto invece copiare il modello
delle USL italiane, davvero poco compatibile con le risorse economiche
disponibili.
Nell’immediato occorre comunque ottimizzare le risorse di cui si dispone,
privilegiando il territorio all’ospedalizzazione (oggi l’80% dei ricoveri sono per
anziani con patologie riacutizzate, mentre l’ospedale dovrebbe essere ricovero per pazienti
acuti). E’ dunque necessario puntare sulla medicina territoriale, che va
sistemata, così come bisogna investire su
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene che:
- sia necessario semplificare la gestione della sanità, riducendo il numero dei
dirigenti e passando ad una gestione meno burocratica e più essenziale, vicina
alla case di cura di livello;
- sia indispensabile rendere competitive le nostre strutture sanitarie, al fine di
portarle nuovamente alla pari, se non superarle, a quelle italiane, così come è
stato fatto in passato in settori come, ad esempio, l’Ortopedia, creando
nuovamente un’import pagante grazie ai professionisti del nostro Ospedale.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE propone:
- Eliminazione della politica dalla gestione della Sanità;
- Snellimento di tutte le procedure burocratiche che allo stato attuale rendono
complicata anche la sostituzione di una segretaria e creano disagi ai cittadini,
soprattutto agli anziani;
- Individuazione di Direttori di Dipartimento qualificati, possibilmente
sammarinesi, meglio se formatisi in anni di ospedale, se presenti su territorio;
- Progressivo ridimensionamento del ricorso a consulenti, in quanto i servizi
che abbiano raggiunto un organico devono dimostrare, dopo adeguato lasso di
tempo, di aver raggiunto l’autonomia necessaria, ricorrendo all’esterno solo per
casi selezionati e necessità ultra specialistiche che per numeri e casistica non
conviene sviluppare. Nel caso di necessità di rapporti di consulenze, privilegiare
i professionisti sammarinesi che si contraddistinguono o si sono contraddistinti
(pensionati) per professionalità e capacità, e possono essere ancora utili e fedeli
al nostro Paese anche per assistere e formare il nuovo personale medico.
Infatti, in virtù delle leggi vigenti, si verifica che medici sammarinesi in
pensione trovati ad esercitare la libera professione in Italia si sono visti
sospendere la pensione “sammarinese”, mentre medici italiani in pensione
vengono a San Marino a farsi una seconda carriera. Per meglio rendere l’idea, ci
risulta che in sostituzione di un medico allergologo di 65 anni in forza a San Marino, sia
stato assunto un medico italiano allergologo di 66 anni.
- Poiché la sanità può rappresentare una risorsa e non solamente una spesa,
sarebbe opportuno, secondo RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE:
- L’apertura di convenzioni a strutture private in territorio e fuori territorio, al
fine di, se necessario, ridimensionare la struttura ospedaliera ed i costi di
mantenimento, favorendo l’allargamento della scelta di professionisti per i
pazienti;
- Ricucire un rapporto di fiducia e di soddisfazione con la classe medica e
infermieristica, venutosi a deteriorare dopo la notevole confusione creata con
la legge sulla libera professione. A tale proposito riteniamo sia indispensabile
predisporre una chiara regolamentazione della libera professione;
- Svincolare la Sanità dalla Pubblica Amministrazione (almeno medici e infermieri),
in quanto l’attuale situazione ha determinato un rallentamento nel processo di
stabilizzazione di personale importante e formato, creando, per queste
particolari categorie, contratti ad hoc che superino l’attuale situazione che
scoraggia i medici nel venire a San Marino e allontana i nostri che preferiscono,
quando riescono, entrare in specialità e continuare a fare la loro carriera in
Italia.
- La professione medica dovrebbe rispondere ad un Ordine professionale che
comprenda tutti i medici operanti sul territorio.

POLITICHE DEL LAVORO
Allo stato attuale delle cose, la funzione di intermediazione tra domanda
e offerta di lavoro, nonché tutti i servizi concernenti il mercato del lavoro, sono
di interesse pubblico e si svolgono sulla base dei dati contenuti nell’Anagrafe
del Lavoro, prevalentemente attraverso l’utilizzo di un’infrastruttura
informatica che consenta ai lavoratori un'assistenza diretta e ai datori di lavoro
di visualizzare i dati relativi alle professionalità esistenti in base alle esigenze
produttive. Al fine di agevolare lo snellimento delle procedure burocratiche e
favorire l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali, nonché per rendere più
sostenibile il rapporto di competitività, è indispensabile istituire uno sportello
unico di servizio alle imprese finalizzato alla riduzione della tempistica nel
rilascio delle patenti di esercizio e fornire tutte le soluzioni più adeguate alla
realizzazione del “core business”.
A giudizio di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE la direzione da
intraprendere per il rilancio e lo sviluppo del tessuto socio-economico
sammarinese nonché per raggiungere la piena occupazione è quello di
aumentare i profili delle competenze, diversificare le professionalità ed
investire sulla Green Economy. Da uno studio Italiano nel settore è emerso che
le imprese produttrici di beni e servizi sostenibili e quelle che hanno investito in
eco-innovazione, hanno più probabilità di crescita perché rispondono meglio
alle domande dei mercati. Le priorità necessarie per rendere maggiormente
efficiente il meccanismo del mercato del lavoro, si traducono nella
riformulazione delle normative che disciplinano i rapporti da lavoro
subordinato, il sistema di erogazione degli ammortizzatori sociali per il
reinserimento lavorativo, gli incentivi per la formazione/riqualificazione
professionale e per l’autoimprenditorialità.
Collocamento
L’Iscrizione alle graduatorie del collocamento, deve essere consentita a tutti
coloro che sono alla ricerca di lavoro (frontalieri inclusi), facendo decadere
l’autorizzazione della Commissione per il Lavoro relativamente alle assunzioni
POLITICHE DEL LAVORO
Allo stato attuale delle cose, la funzione di intermediazione tra domanda
e offerta di lavoro, nonché tutti i servizi concernenti il mercato del lavoro, sono
di interesse pubblico e si svolgono sulla base dei dati contenuti nell’Anagrafe
del Lavoro, prevalentemente attraverso l’utilizzo di un’infrastruttura
informatica che consenta ai lavoratori un'assistenza diretta e ai datori di lavoro
di visualizzare i dati relativi alle professionalità esistenti in base alle esigenze
produttive. Al fine di agevolare lo snellimento delle procedure burocratiche e
favorire l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali, nonché per rendere più
sostenibile il rapporto di competitività, è indispensabile istituire uno sportello
unico di servizio alle imprese finalizzato alla riduzione della tempistica nel
rilascio delle patenti di esercizio e fornire tutte le soluzioni più adeguate alla
realizzazione del “core business”.
A giudizio di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE la direzione da
intraprendere per il rilancio e lo sviluppo del tessuto socio-economico
sammarinese nonché per raggiungere la piena occupazione è quello di
aumentare i profili delle competenze, diversificare le professionalità ed
investire sulla Green Economy. Da uno studio Italiano nel settore è emerso che
le imprese produttrici di beni e servizi sostenibili e quelle che hanno investito in
eco-innovazione, hanno più probabilità di crescita perché rispondono meglio
alle domande dei mercati. Le priorità necessarie per rendere maggiormente
efficiente il meccanismo del mercato del lavoro, si traducono nella
riformulazione delle normative che disciplinano i rapporti da lavoro
subordinato, il sistema di erogazione degli ammortizzatori sociali per il
reinserimento lavorativo, gli incentivi per la formazione/riqualificazione
professionale e per l’autoimprenditorialità.
Collocamento
L’Iscrizione alle graduatorie del collocamento, deve essere consentita a tutti
coloro che sono alla ricerca di lavoro (frontalieri inclusi), facendo decadere
l’autorizzazione della Commissione per il Lavoro relativamente alle assunzioni
di personale frontaliero e, conseguentemente, le sentenze relative ai ricorsi
presentati dai lavoratori.
E’ necessario creare un Comitato Paritetico i cui compiti saranno i seguenti:
• Monitorare costantemente l’avviamento al lavoro mediante graduatorie; i
titoli di studio; i passaggi dei lavoratori tra diverse aziende; gli incentivi e
sgravi contributivi; le percentuali di invalidi da reinserire; i provvedimenti
da prendere sugli ammortizzatori sociali;
• Implementare la banca dati con informazioni relative a lavoratori
sammarinesi occupati in aziende estere, turn-over conseguente ai
collocamenti a riposo e percorsi formativi/scolastici dei soggetti iscritti
alle liste;
• Operare per l’orientamento professionale sulla base dei dati occupazionali
e dei profili ricercati dalle aziende;
• Provvedere ad una vera e propria analisi dei fabbisogni formativi rispetto
il mercato del lavoro sammarinese, che consenta così di raccordare
coerentemente i sistemi di istruzione e formazione rispetto all’effettivo
bisogno delle competenze professionali esistenti nella Repubblica di San
Marino;
• Effettuare l'attività di consultazione permanente rispetto alla
programmazione delle politiche del lavoro e della formazione,
garantendone operativamente la realizzazione attraverso la supervisione
di esponente del sistema scolastico sammarinese per favorire il raccordo
tra sistema formativo e mondo del lavoro;
• Approvazione di progetti specifici di riqualificazione e inserimento
lavorativo;
• Attività di vigilanza sull'attuazione di leggi/regolamenti o normative
concernenti le disposizioni in materia di lavoro subordinato, collaborando
attivamente con gli uffici Ispettivi del Lavoro e della sicurezza sociale.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE propone che le Segreterie di
Stato competenti, debbano effettuare annualmente una analisi di mercato di
concerto con la Sezione Orientativa dell’Ufficio del Lavoro e le Associazioni di
Categoria, finalizzato al censimento delle professionalità presenti in territorio,
ed incrociarle con i fabbisogni professionali necessari alle aziende. I fabbisogni
dovranno essere inviati alla dirigenza della Scuola Media Inferiore e Superiore
al fine di orientare gli studenti nelle scelte formative più adeguate alle
attitudini e ai titoli di studio che saranno conseguiti.
Formazione della forza lavoro
L’Ufficio del Lavoro, in collaborazione col Centro di Formazione
Professionale dovrà realizzare annualmente appositi corsi di formazione in
lingua inglese e in informatica di base differenziati per livello di preparazione.
In base alle conoscenze e competenze del lavoratore, debitamente
valutate dal CFP, la partecipazione ai corsi di formazione dovrà essere
obbligatoria sia per i beneficiari dell’indennità di disoccupazione, sia per i
pubblici dipendenti quando segnalati a seguito di test attitudinali dal Dirigente
dell’ufficio/servizio presso cui prestano la loro opera.
Il Centro di Formazione Professionale, in collaborazione con il Comitato
per la Formazione e il Lavoro, dovrà attivare ogni anno altri corsi formativi
legati alle effettive esigenze e richieste delle imprese che possano formare
competenze in tempi rapidi.
Ammortizzatori Sociali
Per quanto riguarda le indennità relative a Mobilità e Disoccupazione previste
dalla Legge n.73/2010, destinata a sostituire il reddito dei lavoratori per
l’assenza di lavoro, RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene debbano
essere trasformate in un’unica indennità di Disoccupazione collegata a percorsi
formativi mirati sulla base degli effettivi fabbisogni, escludendo i cittadini in
cerca del primo impiego, che sono iscritti alle liste di avviamento al lavoro e che
provengono da una precedente attività di impresa. L’erogazione di tale
indennità avrà durata massima triennale considerando l’ultima retribuzione
contrattualmente corrisposta quale indice di riferimento.

TERRITORIO E GREEN ECONOMY
Ampi spazi di discrezionalità del potere politico hanno permesso, grazie al
convenzionamento delle zone a “Piano Particolareggiato”, la speculazione e le
scorribande di gruppi politico-affaristici. Questo ha prodotto migliaia di
appartamenti sfitti a prezzi ancora proibitivi e la trasformazione di aree parco
in aree servizi (ad esempio, il Polo della moda).
La dismissione di terreni ed immobili di proprietà della Eccellentissima
Camera ritenuti “non strategici”, la superiore tassazione di immobili (per uso
privato o commerciale e industriale) sfitti da due anni, consentirebbe il ricavo di
quanto occorre per sostenere il recupero e la riqualificazione dell’edificato già
esistente.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene che il coordinamento e
la pianificazione dello sviluppo del territorio e l’attivazione del marketing
territoriale, potrebbero essere attivati grazie ad un Piano strategico di sviluppo
che contempli al proprio interno:
- Piano della viabilità, in grado di veicolare i flussi di traffico;
- Piano della mobilità, in grado di mettere in relazione la viabilità con altri
servizi (ad esempio, i parcheggi);
- Piano di sviluppo industriale, per ridurre al minimo il transito di mezzi pesanti
nel territorio e convertire aree industriali in disuso (ad esempio, la zona San
Michele);
,
- Piano acustico;
- Piano della rete fognaria, con bacini e impianti di depurazione delle acque
reflue prima che queste escano fuori confine, con specifica impiantistica per il
recupero energetico;
- Piano dei rifiuti, con la realizzazione di aree di stoccaggio delocalizzate e
l’attivazione della raccolta differenziata in modalità meccanico-biologica e
tecnologicamente “spinta”.
- Piano dei servizi pubblici e privati ed incentivazione dell’utilizzo di automezzi
elettrici e di automezzi alimentati a idrogeno;
- Piano della tutela ambientale e di sviluppo delle aree verdi;
- Piano dello sviluppo edilizio e della riconversione dell’esistente;
- Piano di valorizzazione del settore agricolo, agroalimentare e agrituristico.

EDUCAZIONE – UNIVERSITA’ – CULTURA
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE ritiene fondamentale la
formazione scolastica e universitaria. La scuola deve essere aperta, laica,
gratuita e inclusiva.
Le Comunità dei sammarinesi residenti all’estero potrebbero, se
adeguatamente coinvolti, incentivare gli scambi culturali.
L’incremento dei master e dei dottorati di ricerca aperti ai sammarinesi
ed in collaborazione con prestigiosi atenei stranieri, insieme con la verifica del
riconoscimento dei titoli sammarinesi in paesi extra U.E., aiuterebbero lo
sviluppo della nostra Università.
Volano per una nuova economia sarà sicuramente la maggiore sinergia
con il territorio della Valmarecchia, del Montefeltro e della Valconca e la
valorizzazione ulteriore del patrimonio storico, culturale, ambientale, artistico
ed architettonico insieme con il turismo congressuale, al quale la Repubblica di
San Marino può offrire un Palazzo dei Congressi già collaudato ed apprezzato.

SICUREZZA E CORPI DI POLIZIA
Anche nel campo della sicurezza è necessario attivarsi per recuperare il
tempo perduto. Infatti la criminalità organizzata ed anche quella semplice, ha
vissuto in questi anni un processo di evoluzione, utilizza modalità di azione
molto sofisticate e difficili da individuare. I “mafiosi”, riposto coppola e lupara,
oggi si confondono tra di noi, vestono in giacca a cravatta, sono i così detti
“colletti bianchi”.
Purtroppo, al di là delle chiacchiere spesso fatte in libertà anche da chi
dovrebbe rappresentare le istituzioni, RINASCITA DEMOCRATICA
SAMMARINESE crede sia necessario essere chiari e dire che San Marino è
fortemente impreparata in questo campo. Non possiede le specializzazioni
indispensabili per contrastare il fenomeno se si vogliono davvero ottenere
risultati significativi. Mancano uomini e mezzi!
Ecco perché, e non da ora, RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE
ritiene sia assolutamente necessario procedere al Riordino delle Forze di
Polizia, rimandato colpevolmente dal Governo nel corso di questi anni. Infatti
tutto si è fermato all’estate del 2012 e non si capisce davvero come lo Stato
intendesse far fronte ai fenomeni malavitosi organizzati e non.
Il Governo uscente è rimasto fermo, immobile, come del resto in ogni
altro settore della vita del Paese. Intanto la malavita non è rimasta inerte, ha
lavorato. Non vorremmo che i “dormienti” si accorgessero di tutto questo
quando potrebbe essere troppo tardi, quindi i nostri uomini e donne
continueranno con la denuncia così che ognuno sia costretto ad assumersi per
intero le proprie responsabilità di fronte al Paese.
Occorre creare una Centrale Unica delle Informazioni, già proposta negli
anni 2009/2010 dal Coordinatore del Dipartimento di Polizia, Sabato Riccio, ma
inspiegabilmente ignorata dai referenti istituzionali
E’ necessario favorire la massima cooperazione con le Forze di Polizia
degli altri stati, in particolare, per ovvi motivi, con le Forze di Polizia Italiane.
E’ opportuno procedere al completamento del Pacchetto di Leggi
Antimafia predisposto a suo tempo dal già Procuratore Nazionale Italiano
SICUREZZA E CORPI DI POLIZIA
Anche nel campo della sicurezza è necessario attivarsi per recuperare il
tempo perduto. Infatti la criminalità organizzata ed anche quella semplice, ha
vissuto in questi anni un processo di evoluzione, utilizza modalità di azione
molto sofisticate e difficili da individuare. I “mafiosi”, riposto coppola e lupara,
oggi si confondono tra di noi, vestono in giacca a cravatta, sono i così detti
“colletti bianchi”.
Purtroppo, al di là delle chiacchiere spesso fatte in libertà anche da chi
dovrebbe rappresentare le istituzioni, RINASCITA DEMOCRATICA
SAMMARINESE crede sia necessario essere chiari e dire che San Marino è
fortemente impreparata in questo campo. Non possiede le specializzazioni
indispensabili per contrastare il fenomeno se si vogliono davvero ottenere
risultati significativi. Mancano uomini e mezzi!
Ecco perché, e non da ora, RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE
ritiene sia assolutamente necessario procedere al Riordino delle Forze di
Polizia, rimandato colpevolmente dal Governo nel corso di questi anni. Infatti
tutto si è fermato all’estate del 2012 e non si capisce davvero come lo Stato
intendesse far fronte ai fenomeni malavitosi organizzati e non.
Il Governo uscente è rimasto fermo, immobile, come del resto in ogni
altro settore della vita del Paese. Intanto la malavita non è rimasta inerte, ha
lavorato. Non vorremmo che i “dormienti” si accorgessero di tutto questo
quando potrebbe essere troppo tardi, quindi i nostri uomini e donne
continueranno con la denuncia così che ognuno sia costretto ad assumersi per
intero le proprie responsabilità di fronte al Paese.
Occorre creare una Centrale Unica delle Informazioni, già proposta negli
anni 2009/2010 dal Coordinatore del Dipartimento di Polizia, Sabato Riccio, ma
inspiegabilmente ignorata dai referenti istituzionali
E’ necessario favorire la massima cooperazione con le Forze di Polizia
degli altri stati, in particolare, per ovvi motivi, con le Forze di Polizia Italiane.
E’ opportuno procedere al completamento del Pacchetto di Leggi
Antimafia predisposto a suo tempo dal già Procuratore Nazionale Italiano
Antimafia, Piero Luigi Vigna e dal suo staff, che prevedono interventi
nell’organizzazione del Tribunale e la creazione di una Struttura investigativa
adeguata alla realtà della Repubblica di San Marino. Lavoro misteriosamente
rimasto chiuso nei cassetti dei Segretari di Stato del Governo uscente e di cui
nessuno parla più, come se la criminalità organizzata non esistesse più nel
nostro Paese.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE continua, come hanno sempre
fatto da molti anni i suoi aderenti, a ritenere necessaria la costituzione di una
dimensionata Struttura di Intelligence, che possa esercitare anche funzioni di
controllo preventivo nei confronti di coloro i quali, a vario titolo, vogliano venire
a San Marino per vivere o investire. Noi riteniamo che così facendo una buona
parte di problemi con i quali San Marino ha avuto a che fare possano essere
risolti sul nascere.

PENSIONATI
Per quanto riguarda i pensionati non ci sono troppe cose da dire perché la
fotografia dello stato di cose esistente è chiarissima.
In particolare, con l’attuale situazione economica, con la crisi che morde
il nostro Paese da più di un lustro, con ormai un disoccupato in ogni famiglia,
gli anziani pensionati, padri e nonni, non solo si sono, come notorio, rivelati un
ingranaggio fondamentale della famiglia ma addirittura spesso hanno svolto e
svolgono, un ruolo importante anche dal punto di vista economico, fungendo da
ammortizzatore sociale.
Infatti è sempre più frequente che ad aiutare i giovani che formano una
nuova famiglia siano proprio gli anziani, attingendo qualche risorsa economica
dai propri risparmi o dalle proprie pensioni piccole risorse, senza le quali
difficilmente i giovani, con sempre maggiori difficoltà a trovare lavori
continuativi, potrebbero sbarcare il lunario.
Ecco perché RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE si batterà senza
riserve per difendere ad ogni costo le pensioni ed il loro potere di acquisto.
Inoltre va ricordato che gli anziani sono, senza dubbio alcuno, una risorsa
da valorizzare anche nel campo del volontariato, dell’associazionismo,
dell’attività sociale e culturale.
La loro presenza nella società, fatta di vita vissuta, di esperienza e di
saggezza, è per noi di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE un valore
aggiunto di grande peso in ogni campo.
PENSIONATI
Per quanto riguarda i pensionati non ci sono troppe cose da dire perché la
fotografia dello stato di cose esistente è chiarissima.
In particolare, con l’attuale situazione economica, con la crisi che morde
il nostro Paese da più di un lustro, con ormai un disoccupato in ogni famiglia,
gli anziani pensionati, padri e nonni, non solo si sono, come notorio, rivelati un
ingranaggio fondamentale della famiglia ma addirittura spesso hanno svolto e
svolgono, un ruolo importante anche dal punto di vista economico, fungendo da
ammortizzatore sociale.
Infatti è sempre più frequente che ad aiutare i giovani che formano una
nuova famiglia siano proprio gli anziani, attingendo qualche risorsa economica
dai propri risparmi o dalle proprie pensioni piccole risorse, senza le quali
difficilmente i giovani, con sempre maggiori difficoltà a trovare lavori
continuativi, potrebbero sbarcare il lunario.
Ecco perché RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE si batterà senza
riserve per difendere ad ogni costo le pensioni ed il loro potere di acquisto.
Inoltre va ricordato che gli anziani sono, senza dubbio alcuno, una risorsa
da valorizzare anche nel campo del volontariato, dell’associazionismo,
dell’attività sociale e culturale.
La loro presenza nella società, fatta di vita vissuta, di esperienza e di
saggezza, è per noi di RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE un valore
aggiunto di grande peso in ogni campo.

CREDITI NON PERFORMANTI
(NON PERFORMING LOANS)
E’ violentemente scoppiato anche a San Marino il problema dei così detti
Crediti non Performanti (NPL) che sono in pancia alle banche sammarinesi.
Il Fondo Monetario Internazionale ha stilato e resa pubblica una
graduatoria dei paesi sulla base della percentuale dei crediti deteriorati e la
Repubblica di San Marino figura al primo posto con il 46,70%.
I vertici delle banche sammarinesi affermano che “la preoccupazione del
sistema è alta ma meno allarmistica di quanto ci si aspetterebbe”, mentre altri tecnici
sammarinesi affermano che non si è tenuto conto del contesto sammarinese
perché in effetti quasi la metà dei crediti deteriorati sarebbero in carico ad un
unico istituto bancario e auspicano che la Segreteria di Stato competente e
Banca Centrale abbiano predisposto un piano operativo di gestione da
condividere con il sistema, altri ancora gridano al complotto. Nessuna delle
varie posizione risulta comunque molto tranquillizzante.
In verità, mentre il Segretario di Stato alle Finanze in Consiglio Grande e
Generale, in merito alla questione ha detto che ci sono “elementi di preoccupazione
per la stabilità dei conti pubblici” e che BCS gode di autonomia totale e deve quindi
farsi carico della regia, mentre la politica deve fornire l’indirizzo della linea per
“liberare i bilanci delle banche da questa massa tumorale “, il suo collega di Governo e
di Partito, il Segretario di Stato alla Cultura, Giuseppe Morganti, ha affermato
che fra mancata riscossione di crediti monofase e crediti deteriorati, il Paese si
trova di fronte al rischio “catastrofe”.
Comunque stiano le cose è accertato che l’ammontare dei crediti
deteriorato si aggira attorno ad 1.800.000.000/2.000.000.000 di Euro, cifre
imponenti per il nostro bilancio e molto preoccupanti per il sistema San Marino.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE non crede a complotti
esistenti fuori confine per spartirsi a poco prezzo le piccole banche sammarinesi
ma di certo qualche avvoltoio “nostrano” si sta aggirando per i cieli della
Repubblica non pago di ciò che fino ad oggi ha già avuto. E allora è necessario
essere vigili poiché le ipotesi di soluzione che sembrano profilarsi sono tre:
- Creazione di una Bad Bank sulla quale spostare tutte le sofferenze, i costi di
gestione non si capisce bene quali possano essere e su chi dovrebbero gravare.
Inoltre in questo casonon si risalirebbe alle eventuali responsabilità;
- Dare corso al Bail In, chiamando in causa gradualmente azionisti, poi
obbligazionisti e in fine risparmiatori;
- Dare corso al Bail Out, con il quale è lo Stato a coprire le perdite.
Comunque sia è chiaro che il problema si risolve solo tirando fuori un bel
pacco di soldi coprendo le perdite.
E allora RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE vuole che questa
pesante vicenda non ricada né sui risparmiatori né sui cittadini.
Ritiene necessario compiere una precisa ricognizione della qualità dei
crediti (mutui, finanziamenti, prestiti), e attivando la ormai famigerata Centrale dei
Rischi siano analizzate le varie situazioni, poiché sarebbe serio e doveroso
appurare, laddove ve ne siano, eventuali responsabilità per aver portato il
Paese di fronte a questa preoccupante situazione.

I.V.A.
L’introduzione dell’I.V.A. nel sistema sammarinese è argomento di grande
attualità.
RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE non ha posizioni preconcette
ed è disponibile ad ogni confronto, ritiene però sia necessaria una profonda
valutazione in quanto, essendo l’IVA in pratica una tassa, le modalità della sua
eventuale introduzione potrebbero riverberarsi negativamente sul potere di
acquisto dei sammarinesi.
Occorre dunque cautela predisponendo eventualmente uno strumento
che possa essere concepito anche per una opportunità di crescita economica
generale.

BANCA CENTRALE DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO
Fermo restando l’autonomia operativa della Banca Centrale di San
Marino, è necessario che la sua operatività sia uniforme a quelli che sono gli
indirizzi e le scelte politiche dello Stato.
Infatti troppo spesso e a vari livelli, nel nostro Paese viene male
interpretato il concetto di autonomia, soprattutto quando le risorse finanziarie
non sono estranee al Bilancio dello Stato e ogni problema complesso arriva
comunque sul tavolo della politica.
RINASCITA DEMOCRATICA SMMARINESE ritiene necessario:
- dimensionare la struttura di Banca Centrale alle reali esigenze del nostro
Paese, rivedendone compiti, funzioni e stipendi, eliminando doppioni e sperperi
di risorse.
- Instaurare con gli organismi finanziari internazionali, a cominciare da Banca
d’Italia, un confronto serio, collaborativo, eliminando ogni forma di sudditanza;
- Semplificare al massimo la burocrazia esistente fra BCS e istituti di credito
sammarinesi;
- Suggerire politiche di sviluppo che rendano più agevoli la creazione di nuove
iniziative atte a creare nuove opportunità di lavoro.

LE COSE DA FARE SUBITO
POLITICA ESTERA
1) Impostazione di una politica estera dinamica con visione economica, al fine
di sostenere le esigenze attuali del Paese, cercando convergenze, cooperazione
internazionale e buone relazioni con il maggior numero di paesi possibile.
2) Riorganizzazione della rete diplomatica e consolare coinvolgendo figure utili
al raggiungimento degli obiettivi individuati dalla Repubblica di San Marino;
Istituzione della figura dell’Incaricato D’Affari del Governo della Repubblica;
Valorizzazione della rete di ambasciatori naturali costituita dai nostri
concittadini residenti all’estero, al fine di promuovere nuove opportunità
economiche, turistiche e culturali per il nostro Paese.
3) Promuovere da subito forme di partenariato commerciale con l’Unione
Euroasiatica.
4) Impostazione di un nuovo Accordo con l’amica e vicina Repubblica Italiana,
che preveda la individuazione di ambiti di sviluppo e rilancio dell’economia
sammarinese, alla luce delle nuove realtà venutesi a creare negli ultimi lustri,
valorizzando il rapporto privilegiato nei confronti dell’Italia, fatto salvo il fatto
che tutto ciò che non sarà oggetto di accordo con l’Italia può divenire terreno
di possibile intesa con altri Paesi Europei ed extra Europei interessati.
ECONOMIA
1) Utilizzare le risorse finanziarie ottenute con la vendita dei frustoli di terreno
e la auspicabile sanatoria edilizia, per un piano di intervento pubblico su tutto il
territorio, relativo ad edifici statali come, ad esempio, Scuole, palestre, teatri
ecc. ecc.
2) Abolizione della Smac Card fiscale e ritorno allo strumento inteso a favorire
acquisti e consumi; Porre in essere interventi, anche a tempo determinato,
riferiti a prodotti specifici per promuovere il commercio in generale e i consumi
in particolare.
3) Sburocratizzare la P.A. per raggiungere, quale valore aggiunto, la snellezza
decisionale; Creazione di una Agenzia del Lavoro moderna a supporto sia dei
lavoratori che delle aziende; Favorire e sostenere le nuove professione dettate
dalle nuove tendenze sociali;
4) Predisporre la revisione degli Accordi Italo-Sammarinesi in materia di
Tabacchi e Idrocarburi e porre allo studio la possibilità di creare un portofranco,
al pari di altre città italiane, fissandone gli opportuni tetti.
TURISMO
1) Valorizzazione del grande Centro Commerciale all’aperto costituito dalla rete
di attività turistiche del Centro Storico (L1 e L2), che costituisce ancora,
nonostante il calo di turisti di questi anni, un serbatoio occupazionale ancora
considerevole che va preservato e salvaguardato nell’interesse dell’intera
economia sammarinese.
2) Coinvolgimento diretto, da parte dell’Ufficio del Turismo, di Tours
Operetors al fine di inserire la meta di San Marino nei loro circuiti, con l’intento
di recuperare rapidamente le migliaia di visitatori persi in questi anni,
recuperando le risorse finanziarie necessarie dalla razionalizzazione della
spesa, mettendo al bando uscite per iniziative inutili rispetto al raggiungimento
dell’obiettivo prefissato e ponendo fine al sovvenzionamento della miriade di
piccole e insulse iniziative di tipo propagandistico e clientelare.
3) Individuazione di un paniere di prodotti di interesse turistico defiscalizzati o
a fiscalità agevolata, al fine di rinverdire il vecchio e fortunato slogan “A SAN
MARINO CONVIENE”, provocando effetti positivi sugli acquisti in Repubblica.
SANITA’
1) Ripensare il modello organizzativo e la governance, riducendo il numero dei
Dirigenti ed individuando Direttori qualificati, meglio se sammarinesi, ed
eliminazione della politica dalla gestione dell’I.S.S.;
2) Ottimizzare le risorse disponibili, privilegiando il territorio
all’ospedalizzazione che dovrebbe essere ricovero per pazienti acuti, mentre
oggi l’80% dei ricoveri sono per anziani con patologie riacutizzate. E’ dunque
necessario puntare sulla Medicina Territoriale, che va sistemata, e investire su
Centri per la Salute.
riferiti a prodotti specifici per promuovere il commercio in generale e i consumi
in particolare.
3) Sburocratizzare la P.A. per raggiungere, quale valore aggiunto, la snellezza
decisionale; Creazione di una Agenzia del Lavoro moderna a supporto sia dei
lavoratori che delle aziende; Favorire e sostenere le nuove professione dettate
dalle nuove tendenze sociali;
4) Predisporre la revisione degli Accordi Italo-Sammarinesi in materia di
Tabacchi e Idrocarburi e porre allo studio la possibilità di creare un portofranco,
al pari di altre città italiane, fissandone gli opportuni tetti.
TURISMO
1) Valorizzazione del grande Centro Commerciale all’aperto costituito dalla rete
di attività turistiche del Centro Storico (L1 e L2), che costituisce ancora,
nonostante il calo di turisti di questi anni, un serbatoio occupazionale ancora
considerevole che va preservato e salvaguardato nell’interesse dell’intera
economia sammarinese.
2) Coinvolgimento diretto, da parte dell’Ufficio del Turismo, di Tours
Operetors al fine di inserire la meta di San Marino nei loro circuiti, con l’intento
di recuperare rapidamente le migliaia di visitatori persi in questi anni,
recuperando le risorse finanziarie necessarie dalla razionalizzazione della
spesa, mettendo al bando uscite per iniziative inutili rispetto al raggiungimento
dell’obiettivo prefissato e ponendo fine al sovvenzionamento della miriade di
piccole e insulse iniziative di tipo propagandistico e clientelare.
3) Individuazione di un paniere di prodotti di interesse turistico defiscalizzati o
a fiscalità agevolata, al fine di rinverdire il vecchio e fortunato slogan “A SAN
MARINO CONVIENE”, provocando effetti positivi sugli acquisti in Repubblica.
SANITA’
1) Ripensare il modello organizzativo e la governance, riducendo il numero dei
Dirigenti ed individuando Direttori qualificati, meglio se sammarinesi, ed
eliminazione della politica dalla gestione dell’I.S.S.;
2) Ottimizzare le risorse disponibili, privilegiando il territorio
all’ospedalizzazione che dovrebbe essere ricovero per pazienti acuti, mentre
oggi l’80% dei ricoveri sono per anziani con patologie riacutizzate. E’ dunque
necessario puntare sulla Medicina Territoriale, che va sistemata, e investire su
Centri per la Salute.
3) Valutare rapporti convenzionali aperti a strutture private in territorio e fuori
territorio, ridimensionando i costi della struttura ospedaliera;
4) Provvedere ad una seria e realistica regolamentazione della libera
professione.
SICUREZZA E CORPI DI POLIZIA
1) Riordino dei Corpi di Polizia e creazione della Centrale Unica delle
Informazioni, favorendo la massima cooperazione con forze di polizia di altri
stati, in particolare con l’Italia.
2) Completamento pacchetto leggi antimafia predisposto dal Dott. Vigna.
3) Costituzione di una dimensionata struttura di Intelligence, attraverso la
quale svolger una azione di prevenzione, risolvendo sul nascere buona parte dei
problemi con i quali San Marino ha avuto a che fare negli anni passati.
PENSIONATI
1) Difesa senza riserve delle pensioni e del loro potere di acquisto, già assai
ridottosi in questi anni di crisi economica.
2) Valorizzazione degli anziani e del ruolo insostituibile che hanno all’interno
della famiglia anche a livello economico, attraverso opportune politiche di
sostegno.

OBIETTIVI A MEDIO TERMINE
DEMOCRAZIA DIRETTA
Dare vita ad azioni di Arengo, di Iniziativa Legislativa Popolare e di
Referendum, al fine di affermare nel nostro Paese la cultura della
partecipazione dei cittadini alle scelte più importanti per la vita di San Marino e
dei sammarinesi, attraverso una maggiore e più agevole frequentazione della
democrazia diretta.
POLITICA ESTERA
1) Definire le priorità e gli interessi nell’ambito delle relazioni con la Comunità
Internazionale (Stati, Organizzazioni Internazionali, Aziende multinazionali) ed
elaborazione di proposte ed obiettivi con attuazione di specifiche strategie. Così
da divenire strumento attraverso il quale il nostro Paese Elabora una specifica
concezione del modo in cui proiettarsi verso l’esterno ed agire nella vita
internazionale, cercando convergenze, cooperando in ambito internazionale,
mantenendo buone relazioni con il maggior numero di Paesi possibili.
2) Impostare un nuovo Accordo con l’amica e vicina Repubblica Italiana, che
preveda la individuazione di ambiti di sviluppo e rilancio dell’economia
sammarinese, alla luce delle nuove realtà venutesi a creare nei due Paesi negli
ultimi lustri, valorizzando il rapporto privilegiato nei confronti dell’Italia, fatto
salvo il fatto che tutto ciò che non sarà oggetto di accordo può divenire terreno
di possibili intese con altri Paesi Europei ed extra Europei interessati.
3) Verificare se il percorso attuale di paventata associazione di San Marino
all’Unione Europea, intrapreso dalla maggioranza uscente, possa garantire la
OBIETTIVI A MEDIO TERMINE
DEMOCRAZIA DIRETTA
Dare vita ad azioni di Arengo, di Iniziativa Legislativa Popolare e di
Referendum, al fine di affermare nel nostro Paese la cultura della
partecipazione dei cittadini alle scelte più importanti per la vita di San Marino e
dei sammarinesi, attraverso una maggiore e più agevole frequentazione della
democrazia diretta.
POLITICA ESTERA
1) Definire le priorità e gli interessi nell’ambito delle relazioni con la Comunità
Internazionale (Stati, Organizzazioni Internazionali, Aziende multinazionali) ed
elaborazione di proposte ed obiettivi con attuazione di specifiche strategie. Così
da divenire strumento attraverso il quale il nostro Paese Elabora una specifica
concezione del modo in cui proiettarsi verso l’esterno ed agire nella vita
internazionale, cercando convergenze, cooperando in ambito internazionale,
mantenendo buone relazioni con il maggior numero di Paesi possibili.
2) Impostare un nuovo Accordo con l’amica e vicina Repubblica Italiana, che
preveda la individuazione di ambiti di sviluppo e rilancio dell’economia
sammarinese, alla luce delle nuove realtà venutesi a creare nei due Paesi negli
ultimi lustri, valorizzando il rapporto privilegiato nei confronti dell’Italia, fatto
salvo il fatto che tutto ciò che non sarà oggetto di accordo può divenire terreno
di possibili intese con altri Paesi Europei ed extra Europei interessati.
3) Verificare se il percorso attuale di paventata associazione di San Marino
all’Unione Europea, intrapreso dalla maggioranza uscente, possa garantire la
tutela della sovranità di San Marino troppo spesso dimenticata in questi anni e
riservare adeguati spazi di autonomia assicurando l’identità della nostra
millenaria Repubblica.
4) Favorire la diversificazione e l’internazionalizzazione della nostra economia,
esigenza sempre più pressante negli ultimi anni, per giungere allo sviluppo ed il
mantenimento degli attuali livelli di benessere sociale. La presenza di San
Marino in tutti gli organismi internazionali può facilitare il raggiungimento
dell’obiettivo.
ECONOMIA
- Occorre creare nuovo sviluppo, nuovo reddito, nuovo lavoro, nuova
occupazione sostenendo, con politiche mirate, snellezza decisionale e
sburocratizzazione della P.A., l’iniziativa imprenditoriale, dall’industria
all’agricoltura, all’artigianato, al commercio, al turismo, ai servizi.
- Porre in essere interventi, anche a tempo determinato, riferiti a prodotti
specifici per promuovere il commercio e il consumo in Repubblica.
- Recuperare il tempo perduto in questi anni e verificare rapidamente costi e
benefici legati alla istituzione della Dogana commerciale Sammarinese.
Verificare altresì l’opportunità di dare vita ad una società di gestione dei fondi
di investimento, attraverso il Circuito Bancario Sammarinese.
- Studiare la possibilità di creare a San Marino, al pari di altre città italiane e
Regioni a Statuto Speciale, il Porto Franco, fissandone gli opportuni tetti.
- Favorire e creare condizioni per la nascita di Centri Benessere, Centri della
Salute, ed almeno un albergo di qualità superiore.
- Svolgere una attenta analisi del settore bancario sammarinese e delle relative
Governance, che, in sinergia con Banca Centrale e le Istituzioni preposte,
favorisca la crescita dei nostri Istituti di Credito.
- Banca Centrale Sammarinese deve essere dimensionata nell’organico e
saldamente ancorata alla realtà costituita dalla Repubblica di San Marino.
- Le Telecomunicazioni costituiscono elemento fondante per una economia
moderna ed efficiente e San Marino deve su di esse costruire un progetto
strategico ben definito e degno di uno Stato.
- Promuovere ad ogni livello un progetto per l’insediamento nel nostro Paese di
Centri di Eccellenza nella ricerca e nello sviluppo, utilizzando anche spazi già
disponibili e pronti (capannoni ed edifici), ove poter insediare laboratori, sin
campo sportivo e nelle energie rinnovabili sviluppatori in campo farmaceutico,
automobilistico, della moda d alberghiero.
TURISMO
- Rilancio della politica congressuale, recuperandola alla professionalità
dell’Ufficio del Turismo e creando una apposita sezione.
- Puntare a poche manifestazioni ma importanti e di qualità, che possano
crescere nel tempo, creare un indotto e possano diventare un biglietto da visita
importante per la nostra Repubblica, ponendo fine al sovvenzionamento della
miriade di piccole e insulse iniziative di carattere propagandistico o clientelare.
- Favorire iniziative di livello legate al medioevo, che ben si stagliano sulle
caratteristiche del nostro centro storico. Altresì, e per intuibili ragioni, porre
particolare attenzione alle iniziative di carattere etnico.
- Promuovere la collaborazione sia con la Riviera Adriatica che con il
Montefeltro, al fine di produrre una offerta turistica complessiva sinergica,
offrendo divertimento, mare, monti, arte e statualità.
- Eliminazione della SMAC CARD fiscale, che nel settore del commercio turistico
produce i maggiori inconvenienti, a cominciare dal rallentamento del lavoro.
SANITA’
- E’ assolutamente necessario verificare le sacche di sprechi esistenti, al fine di
apportare i correttivi necessari per ottimizzare l’utilizzo del pubblico denaro e
di mantenere e possibilmente migliorare, il livello assistenziale raggiunto.
. Nell’Ospedale occorre rivedere il modello italiano che si è voluto riprodurre,
che, così come concepito, può essere sostenibile solo su grandi numeri e
comunque costoso. Ovviamente bisogna tener conto che San Marino è Stato
autonomo e che l’Ospedale di Cailungo è l’unico esistente in tutta la
Repubblica, In passato riusciva a mantenersi con costi alti ma accettabili nel
contesto economico di allora. In questi anni di crisi si è invece voluto copiare il
modello delle USL italiane davvero poco compatibile con le risorse economiche
disponibili.
- Snellimento di tutte le procedure burocratiche che allo stato attuale rendono
complicato anche sostituire personale di segreteria e creano disagi ai cittadini,
soprattutto agli anziani.
campo sportivo e nelle energie rinnovabili sviluppatori in campo farmaceutico,
automobilistico, della moda d alberghiero.
TURISMO
- Rilancio della politica congressuale, recuperandola alla professionalità
dell’Ufficio del Turismo e creando una apposita sezione.
- Puntare a poche manifestazioni ma importanti e di qualità, che possano
crescere nel tempo, creare un indotto e possano diventare un biglietto da visita
importante per la nostra Repubblica, ponendo fine al sovvenzionamento della
miriade di piccole e insulse iniziative di carattere propagandistico o clientelare.
- Favorire iniziative di livello legate al medioevo, che ben si stagliano sulle
caratteristiche del nostro centro storico. Altresì, e per intuibili ragioni, porre
particolare attenzione alle iniziative di carattere etnico.
- Promuovere la collaborazione sia con la Riviera Adriatica che con il
Montefeltro, al fine di produrre una offerta turistica complessiva sinergica,
offrendo divertimento, mare, monti, arte e statualità.
- Eliminazione della SMAC CARD fiscale, che nel settore del commercio turistico
produce i maggiori inconvenienti, a cominciare dal rallentamento del lavoro.
SANITA’
- E’ assolutamente necessario verificare le sacche di sprechi esistenti, al fine di
apportare i correttivi necessari per ottimizzare l’utilizzo del pubblico denaro e
di mantenere e possibilmente migliorare, il livello assistenziale raggiunto.
. Nell’Ospedale occorre rivedere il modello italiano che si è voluto riprodurre,
che, così come concepito, può essere sostenibile solo su grandi numeri e
comunque costoso. Ovviamente bisogna tener conto che San Marino è Stato
autonomo e che l’Ospedale di Cailungo è l’unico esistente in tutta la
Repubblica, In passato riusciva a mantenersi con costi alti ma accettabili nel
contesto economico di allora. In questi anni di crisi si è invece voluto copiare il
modello delle USL italiane davvero poco compatibile con le risorse economiche
disponibili.
- Snellimento di tutte le procedure burocratiche che allo stato attuale rendono
complicato anche sostituire personale di segreteria e creano disagi ai cittadini,
soprattutto agli anziani.
- Riduzione graduale di consulenti, favorendo eventualmente i professionisti
sammarinesi che per professionalità e capacità possono essere ancora utili al
Paese anche nella assistenza e formazione di nuovi medici.
- Svincolo della Sanità (Medici e Infermieri) dalla P.A., creando contratti ad hoc
che superino l’attuale scarso appeal.