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IL CONSIGLIO GRANDE E GENERALE

Aula del Consiglio Grande e Generale

Il Consiglio Grande e Generale è l'organo rappresentativo del corpo elettorale. Composto da 60 Consiglieri, eletti ogni 5 anni, il Consiglio Grande e Generale svolge la funzione di indirizzo politico e l'esercizio del potere legislativo (art.3 della della Dichiarazione dei Cittadini e dei Principi dell’Ordinamento Sammarinese).
Fra le sue attribuzioni compete al Consiglio l'elezione, fra i propri membri, dei Capitani Reggenti; ha, inoltre, funzioni amministrative e procede alla nomina di tutti gli organismi istituzionali: Ufficio di Segreteria del Consiglio Grande e Generale, Congresso di Stato, Consiglio dei XII, Sindaci di Governo, Commissioni Consiliari Permanenti, Commissioni Consiliari Speciali ed il Collegio Garante della costituzionalità delle norme.
Il Consiglio svolge anche una serie di attività attinenti all'amministrazione della giustizia. Rientrano in questo genere di attribuzioni il potere di concedere amnistie e indulti, la grazia e la riabilitazione.
Al Consiglio Grande e Generale sono riconosciuti anche poteri amministrativi. Tra i più significativi si possono ricordare gli atti di alienazione del patrimonio dello Stato, provvedimenti in materia di pubblico impiego, provvedimenti di organizzazione interna, ecc..

Requisiti necessari per essere eletto a Consigliere sono:
-saper leggere e scrivere;
-aver compiuto 25 anni;
-essere cittadino sammarinese (se donne straniere sposate con sammarinesi, aver acquisito la cittadinanza sammarinese da almeno 5 anni);
-non aver parentela in linea diretta con altro consigliere;
-non aver subito condanne penali;
-non essere interdetto per infermità mentale;
-godere dei diritti politici;
-non rivestire cariche ecclesiastiche, diplomatiche o consolari anche onorarie di stati esteri;
-non essere membro di una giunta di castello;
-non fare parte della Gendarmeria o della Polizia Civile.

IN PASSATO

Il Consiglio Grande e Generale si rinnova con elezioni popolari dal 1906, ma le sue origini possono collocarsi intorno al XI-XII secolo. Al sorgere della prima organizzazione comunale, infatti, il governo e la gestione della cosa pubblica erano affidate all’Arengo, assemblea dei Capi Famiglia, costituita da tutto il popolo attivo. Progressivamente l’Arengo iniziò a delegare le proprie funzioni a un organismo più ristretto che finì a breve per soppiantare l’assemblea popolare. Con la scomparsa dell’Arengo il Consiglio funzionò per secoli come organismo chiuso, espressione di una oligarchia locale che riuscì però a salvaguardare l’indipendenza del paese. Dal 1906, su forte istanza popolare, si arriva al sistema elettivo nella nomina del Consiglio Grande e Generale.