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Sci, gigante di Lenzerheibe alla Worley. Male le italiane

27 gen 2018
Tessa Worley
Tessa Worley
Con la Shiffrin fuori fase – e solo settima – il gigante di Lenzerheide non può che essere preda di Tessa Worley, detentrice degli ultimi due ori mondiali e della Coppa del Mondo di specialità. Stavolta però la francese la spunta d'un soffio, regolando di appena 7 centesimi la tedesca Viktoria Rebensburg.

Un podio che sarebbe la fotocopia di quello della prima manche, non fosse per il cambio tra Federica Brignone e Meta Hrovat. Partita con 1” 25 di distacco dalla Worley, nel secondo giro l'azzurra cerca di tenere la linea ma fatica parecchio, scivolando al nono posto. E lasciando il terzo gradino alla Hrovat, che viceversa sfodera il rimontone e guadagna ben 11 posizioni.

La discesa della slovena spiazza tutte fino alla Rebensburg, che nella prima manche era stata l'unica a tenersi a meno di un secondo da una Worley perfetta nel domare il ripidissimo muro. La neve morbida della seconda prova non agevola la rimonta, la tedesca però non se ne cura e tira fuori uno di quei temponi che lasciano i giochi aperti. Manca solo la Worley, che contribuisce alla suspance bruciandosi quasi tutto il vantaggio già al primo intermedio. In quelli successivi però si rimette in carreggiata, così, nonostante qualche brivido finale, trova il suo 12° successo in gigante, su 12 totali. Per le italiane invece, detto della Brignone, è un'ecatombe: fuori la Bassino – sesta nella prima manche – la Moelgg – partita col pettorale n°1 e durata il tempo di qualche porta – e la Goggia.

RM

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