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Supercoppa Sammarinese: Tre Penne bis con poker alla Fiorita

I festeggiamenti del Tre penne
Il Tre Penne si cuce sulla maglia la Supercoppa sammarinese per il secondo anno consecutivo. Trionfo del Club di San Marino Città sulla Fiorita con un perentorio 4 a 0

Adesso il Tre Penne ha un grosso problema; quello di dimostrare di essere capace di gestire le responsabilità. I venti soffiano tutti verso il club della Capitale di San Marino: Folgore, Fiorita, Libertas, ossia le più accreditate avversarie per la corsa allo scudetto, dopo quello che hanno visto al Federico Crescentini di Fiorentino, non hanno più dubbi, solo il Tre Penne può perderlo. La finale della Supercoppa Sammarinese, se guardata dal punto di vista del risultato non ha avuto storia, se la guardiamo nel suo andamento, la Fiorita, al netto di due pedine fondamentali come Olivi e Rinaldi, ha avuto sull'1 a 0 almeno tre occasionissime per riaprirla. Sull'errore di Hirsh e l'immediato raddoppio di Paganelli i titoli di coda su questa Supercoppa sammarinese per la terza volta nella sempre meno impolverata bacheca del Tre Penne, quarta se si considera anche il defunto Trofeo Federale. Luigi Bizzotto gode di una rosa ampia e della sua capacità di ruotare le pedine. Nicola Berardi sa perfettamente di avere la così detta panchina corta ed è questa la netta differenza tra le due assolute protagoniste del calcio sammarinese. Tre Penne – Fiorita ormai è un classico, con due “S” perchè con una “S” sola lo usano già da un'altra parte, ma quando si parla di calcio sammarinese queste due ci sono sempre come fosse un mantra. Patregnani, due volte Paganelli, poi il goal dell'ex Marco Martini, per un poker troppo severo nei confronti della squadra di Montegiardino punita oltre misura, ma consapevole dei propri limiti attuali. Adrian Ricchiuti ha provato a trascinarsi la squadra sulle spalle, ma non è bastato dialogare con Loiodice, Hirsh e in parte anche con l'ottimo Samuel Pancotti classe 2000; troppi limiti davanti dove Guidi,si è dato un gran da fare, ma non è ne Andy Selva ne Danilo Rinaldi, e soprattutto troppi limiti dietro dove la mancanza di Olivi si è fatta sentire oltre misura. Per il Presidente Fabrizio Selva altre interessanti statistiche da archiviare anche se il piatto forte non è a settembre ma a maggio.

L.G