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Arrivederci in Montenegro

Arrivederci in Montenegro

E' stata una festa, l'ultima. Forse la più chiassosa di una settimana di festa. Di sport, di sorrisi, di sfide, di amicizia e di rispetto. Il Parco Olimpico chiude con una cerimonia bella, essenziale, partecipata. Qualcosa in più del semplice passaggio di consegne, perchè per una settimana San Marino è stata qualcosa in più. Un'organizzazione più efficiente di ogni più rosa aspettativa, tante medaglie tra cui alcune inattese, un'apertura da Olimpiade e una partecipazione di massa. San Marino 2001 ha segnato un'epoca, San Marino 2017 l'ha riscritta. E' pienissimo il villaggio quando i tamburini della Federazione Balestrieri aprono la sfilata degli atleti. Il portabandiera di San Marino è l'uomo simbolo di questi Giochi: Federico Olei. Due ori a squadre e un argento individuale nel ciclismo. Tocca agli sbandieratori, lo spettacolo è emozionante mentre la gioia si vela e si mischia ad una passata di tristezza. L'ammainabandiera è infatti il segno che San Marino 2017 chiude. Che non si gioca più e che da domani, quindi da oggi, sarà tutto come 8 giorni fa. Tranne chi i Giochi li ha vissuti. Da atleta, dirigente, volontario, addetto ai lavori o tifoso. Che ha visto cosa vuol dire far sistema e quanto in realtà possa fare lo sport  per costruire un Paese più bello. Emozionato e soddisfatto il Presidente del Comitato Olimpico Gian Primo Giardi quando ringrazia le autorità politiche e sportive, Thomas Bach, i volontari, gli sponsor e tutti i sammarinesi. Ecco perchè è stata la festa di tutti. L'auspicio a tutti gli atleti, che le emozioni e i risultati abbiano ripagato sforzi e sacrifici. Non molliamo, non mollate....dice consegnando la bandiera a Dusan Simonovic Presidente del Comitato Olimpico Montenegrino.Dichiarazione sofferta e orgogliosa di chiusura con la fiamma olimpica che si spegne. E si riaccenderà in Montenegro nel 2019.