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Nicolini da domani in giacca e cravatta

Emanuele Nicolini
La sensazione di vuoto è la stessa ogni volta che lascia un campione. Il nuoto brucia presto i suoi eroi; 28 anni sono pochi, i muscoli integri, ma tutte quelle ore in vasca pesano come un macigno.

Esce dall’acqua un atleta simbolo, per otto anni punto di riferimento di giovani, sportivi e appassionati. La sua nuotata imperiosa è esplosa ai Giochi dei Piccoli Stati di San Marino.
Poco più che ventenne le sue bracciate tagliano l’acqua della piscina del Multieventi. Vola, è primo nei 200 farfalla, secondo nei 1500 e 400 stile, terzo nella staffetta 4 x 200.
E’ diventato grande e affianca nelle competizioni internazionali l’amico Diego Mularoni del quale poi raccoglierà il testimone.
Due anni più tardi si conferma a Malta. Due argenti ai Giochi di Malta 2003 nei 200 farfalla e 400 stile libero, fino ad Andorra 2005. Non tradisce le attese, ha la preparazione, la classe, l’età giusta per fare il pieno. E fa il pieno. Secondo nei 200 farfalla, terzo nei 200 stile, secondo nei 400 stile. Incanta nei 1500 e conquista una splendida medaglia d’oro.
A Monaco nel 2007 la solita, splendida sinfonia. Gli ori sono due 400 e 1500 stile.
Ha nuotato nelle acque olimpiche di Atene, è passato attraverso mondiali, europei, campionati italiani.
Ha chiuso a Pechino, non all’altezza delle attese. Emanuele ha già la testa fuori dall’acqua clorata, e pensa al domani. Perché tra una bracciata e l’altra non ha mai chiuso i libri e oggi è pronto per un altro tuffo. Quello nella carriera forense. Magari rivederlo in cravatta un po’ di effetto lo farà, come sarà dura abituarsi a non leggere più il suo nome negli ordini d’arrivo. Ma uscire di scena quando la stella brilla ancora è intelligenza che pochi sportivi possono vantare. Scelta della quale Lele potrà andare per sempre fiero.