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Mazzuca: “Morte spirituale per l’Europa che dimentica le sue radici”

Giancarlo Mazzuca
Nell’orazione ufficiale il direttore del “QN” cita Carducci, Spadolini e Fallaci e ricorda l’obiettivo della presidenza sammarinese al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa: il dialogo interreligioso

“Non sbiadire il pensiero democratico nella mortificante tolleranza. La libertà di pensiero e di azione non sono disgiunte dal rigore nel rispetto delle origini comuni”. E’ il pensiero del Carducci ad essere richiamato in tutta la sua attualità nell’orazione ufficiale tenuta da Giancarlo Mazzuca, direttore del “QN” e de “Il Resto del Carlino”. Quasi un monito, che ritorna davanti alle sfide dell’attualità: “ Una posta in gioco enorme, oggi, - dice Mazzuca – quando la crisi della dimensione di tolleranza nei rapporti, diviene un pericolo per l’occidente”. Dall’insegnamento di Carducci a quello della scrittrice da poco scomparsa, Oriana Fallaci: “L’appello a non dimenticare le nostre radici cristiane che più volte la Fallaci ha lanciato – dice Mazzuca – mi porta a fare un nesso con il pensiero del Carducci. L’Europa laica che rinuncia alla sue radici cristiane è destinata alla morte spirituale”. In questo senso viene, per Mazzuca, l’esempio di San Marino, che nei secoli ha mantenuto la propria indipendenza dalle usurpazioni, tenendo unita l’idea religiosa e quella politica. Poi un nuovo parallelo, quello con Spadolini, che, come Carducci, è stato, nel 1989, oratore ufficiale nella cerimonia di insediamento dei Capi di Stato: allora, nel chiudere l’orazione, Spadolini fece riferimento all’ONU, quale organismo sopranazionale democratico votato alla tutela dei diritti civili, la lotta al terrorismo e alla violenza. Un ruolo degli organismi sopranazionali ribadito dal direttore de “Il Resto del Carlino” anche oggi, quando San Marino si appresta ad assumere la Presidenza di turno del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa: “E’ con piacere – dice - che apprendo dell’impegno assunto dalla Repubblica, di fare del dialogo interreligioso la priorità del proprio mandato”.