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Decreto sicurezza, ok unanime del governo: stretta a immigrazione e permessi umanitari

Palazzo Chigi
Per il ministro Salvini "Così l'Italia è più sicura", ma alcuni passaggi del decreto sollevano dubbi

Il consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il decreto sicurezza.

17 articoli, che secondo il ministro dell'Interno Matteo Salvini sono “un passo avanti per rendere l'Italia più sicura, combattere mafiosi e scafisti e ridurre i costi di una immigrazione esagerata”.
Intanto addio alla protezione umanitaria, la più diffusa misura concessa ai richiedenti asilo: i permessi di soggiorno per motivi umanitari sono sostituiti da permessi speciali, ma solo per chi versa in gravi condizioni di salute, chi proviene da paesi colpiti da calamità naturali, o a chi si è distinto per spiccato valore civile. Il via libera alla norma non è scontato, poiché sia Quirinale sia la Giustizia hanno evidenziato la necessità di rispettare i trattati e le norme internazionali che prevedono una rosa molto più ampia di possibilità.
Viene revocata la cittadinanza per gli stranieri che commettono reati anche non gravi e perfino per chi torna al proprio Paese per un breve periodo. La cittadinanza comunque è inserita tra i diritti inviolabili, dunque non si potrebbe sospendere. Per avere la cittadinanza bisognerà avere assenza di condanne, condotta irreprensibile, reddito minimo, assolvimento degli obblighi fiscali. Vietato il reingresso dello straniero espulso da altri Paesi aderenti a Schengen.
Sul fronte antiterrorismo, il decreto prevede una stretta sul noleggio di veicoli commerciali quali furgoni e tir, per evitare attentati stile Nizza o Berlino. Il Daspo si estende per i reati di terrorismo, e per i corrotti non si attenderà il terzo grado di giudizio. Anche qui, sarebbe comunque violata la presunzione di non colpevolezza. Si vedrà.

Francesca Biliotti