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Emirati: sostegno alla Nato dei Paesi arabi

Anwar Gargash @thenational.ae
La corrispondenza di Elisabetta Norzi

A fronte di una situazione internazionale tanto fluida, difficilmente l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite potrà quest'anno essere decisiva. Sono le parole del Ministro degli Esteri emiratino, Anwar Gargash, in occasione dell'appuntamento della diplomazia mondiale in corso questa settimana a New York, che vede sul tavolo temi cruciali per questa area del mondo.

Gargash ha sottolineato in una lunga intervista esclusiva rilasciata al quotidiano The National, la necessità di continuare a costruire relazioni tra i Paesi e rafforzare il sistema multilaterale dell'Onu, al quale gli Emirati danno appoggio.

Due i punti nodali per il Paese, evidenziati dal Ministro. Innanzitutto la necessità di interventi ancora più decisi verso l'Iran e il suo programma missilistico che, secondo Gargash, come dimostrano Yemen e Siria, non ha nessun intento difensivo, ma esclusivamente bellico. "La preoccupazione principale - ha sottolineato il ministro - dovrebbe essere che l'Iran e le sue interferenze in vari paesi, dal Libano alla Siria, dal Bahrain allo Yemen, sono la dimostrazione evidente dell'approccio iraniano nella regione, che deve finire".

Secondo punto, sul quale il ministro ha insisto particolarmente, è la volontà di proseguire il discorso avviato prima dell'estate, di creare una sorta di Nato araba. Formalmente nota come Alleanza strategica del Medio Oriente, o Mesa, dovrebbe comprendere i Paesi del Golfo, tranne il Qatar, l'Egitto, la Giordania e forse il Marocco, supportata dagli Stati Uniti che hanno chiaramente l'interesse a costruire un baluardo forte contro l'Iran. L'obiettivo, quello di dare ai Paesi arabi un ruolo di primo piano nella risoluzione dei conflitti in Medio Oriente.

Il Ministro ha sottolineato come negli ultimi mesi si sia fatta sempre più nitida la consapevolezza che i paesi arabi debbano lavorare maggiormente insieme per portare la loro voce nelle varie crisi che li circondano. Con l'obiettivo a lungo termine non solo di porre fine a guerre e tensioni politiche, ma anche di avviare una solida cooperazione economica.

Insomma, il messaggio alla comunità internazionale sembra chiaro: il futuro del mondo arabo deve ritornare saldo nelle mani della sua stessa gente.