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La straordinaria America: la terra delle opportunità, il dono che continua a donare

Traduzione dell’articolo apparso sul San Marino Journal USA Extra Vol. 89 del Dottore Carlo Dall’olmo

Con l'alba di una generazione nuova e benestante di giovani sul Titano, che sono spesso colpiti da diverse ideologie politiche, alcune apertamente ciniche e ostili nei confronti dell'America e del suo sistema politico, è importante ricordare loro il ruolo miracoloso che l'America ha giocato per i sammarinesi della generazione del dopo guerra, che hanno portato alla rinascita di Titano. È interessante notare che si tratta di un ruolo che continua a giocare oggi per i giovani del Titano. Quando si considerano i notevoli benefici che l’America ha potuto dare a molte generazioni di Sammarinesi, si può veramente chiamare la terra delle opportunità e del dono che continua a dare. Diamo un'occhiata ad alcuni fatti storici, fatti che sembrano incomprensibili nell'odierna San Marino.
Si consideri la povertà che esisteva sul Titano negli anni del dopo guerra. I giovani benestanti di oggi vedono pocho, se li vedono, i segni della povertà che esisteva allora; forse la foto di una casa in pietra vecchia, isolata e fatiscente, l'unico vestigio di quel periodo, ma non ci sono più i volti di coloro che hanno sofferto la fame. Le sigarette allora erano scarse e fumate fino alla fine, ma non tutte in una volta. Spesso erano spente a metà e messe in tasca solo per essere accese di nuovo nel corso della giornata. Dotazioni date per scontate oggi, non erano a disposizione per molte persone: elettricità, acqua pulita, forni e impianti idraulici per citarne solo alcuni.
Poi è arrivata la più grande generazione di sammarinesi - quelli con la forza e il coraggio di viaggiare verso l’America, la terra delle opportunità - in cerca di una vita migliore tra gli anni 1945-1975. Le strade erano piene di oro, così molti fantasticavano mentre compivano durante il viaggio che li portava verso una realtà più cruda, quella per cui per creare la propria fortuna avrebbero dovuto lavorare ore e ore facendo mestieri manuali che non avevano mai sognato di fare. Ma è ciò che hanno fatto. Questa grande generazione ha superato ogni sfida per avere successo e non ha mai dimenticato la propria patria, inviando migliaia e migliaia di dollari per aiutare le famiglie rimaste a casa. Quella generazione fu responsabile dell’avvio di una rinascita miracolosa di San Marino. Il loro coraggio di andare verso l'ignoto, di sfidare il futuro, di perseverare di fronte alle difficoltà e alla solitudine li ha portati ad avere successo oltre le aspettative. Furono grandi sostenitori della costituzione del Partito della Democrazia Cristiana, un partito che purtroppo, anni dopo, li avrebbe traditi e trasformarti in cittadini di serie B.
Guardando indietro, l'emigrazione avrebbe potuto essere chiamata la politica estera non ufficiale di San Marino. E' stata la strada principale per aiutare finanziariamente chi è rimasto indietro. Dai “Garzoni” - i bambini lavoratori - mandati a lavorare dagli agricoltori ricchi di Ravenna ai minatori di carbone in Belgio e in Francia, tutti provvidero aiuti finanziari alle proprie famiglie, ma nessuno nella misura della più grandiosa generazione di emigranti che è venuto in America nel gli anni del dopo guerra.
E sorprendentemente, non finisce qui. L’America continua a contribuire al benessere del Titano. Il dieci per cento di coloro che vivono sul Titano oggi hanno la cittadinanza statunitense grazie ai loro familiari che hanno lavorato negli Stati Uniti e sono poi tornati a San Marino. Il risultato è che la loro cittadinanza e i suoi privilegi e le pensioni che hanno maturato e i benefici dell’American Social security continuano ad arrivare a loro, qualcosa che non è andato perso dal governo sammarinese durante le dure lotte economiche degli ultimi anni. Come un membro fedele della famiglia, l'America, anche se non riconosciuta, continua ad essere il regalo che continua a dare.
Le opportunità offerte dall'America non si sono limitate solo a coloro che sono venuti negli anni del dopo guerra. Sono a disposizione di qualsiasi oggi sammarinese, specialmente ai giovani. Consideriamo ad esempio Martina Zafferani, una sammarinese giovane e brillante, che il prossimo 6 maggio si laurerà tra i migliori del suo corso all’Albion College. Ho conosciuto Martina cinque anni fa quando ha visitato gli Stati Uniti con uno dei miei parenti, Federica Arzilli. Aveva espresso il desiderio di studiare negli Stati Uniti, ma era incerto su quale college scegliere. Ho suggerito un college di tutto rispetto nel Michigan, Albion College, perché ha una grande reputazione nazionale e ha professori veramente interessati al successo degli studenti. Martina ha fatto domanda ed è stata accettata. Ha ricevuto una borsa di studio parziale e poi, al di fuori dell’orario scolastico, ha lavorato come consulente per gli studenti per pagare la retta. Presto darà lustro a tutti sammarinesi, dal momento che il suo eccezionale rendimento scolastico le varrà un posto in cima alla Dean’s List, un onore concesso agli studenti con un maggior rendimento scolastico. La storia non finisce qui, continua a migliorare. Con una laurea in Chimica, il suo rendimento scolastico ha portato a Martina ricevere una borsa di studio per un master alla Duke University in North Carolina, una delle prime dieci università in tutti gli Stati Uniti. Tutti sul Titano, dai suoi insegnanti ai suoi genitori, possono essere molto orgogliosi di questo.
L'America permette a noi Sammarinesi all’estero di creare opportunità per i giovani di San Marino, come la borsa di studio Lear Corporation di due mesi, offerta ogni anno ai due studenti della Scuola di Design Industriale dell’Università di San Marino. Questa borsa di studio è una straordinaria opportunità di lavorare nella capitale automobilistica del mondo, Detroit, e sarà oggetto di un altro articolo. Quelli di noi che hanno sperimentato i benefici di questa grande nazione e sono lieti di lavorare per aiutare gli altri a godere di queste meravigliose opportunità.
Recentemente Peggy Noonan, giornalista del Wall Street Journal vincitrice del premio Pulitzer, ha scritto che il sogno americano riguarda l'aspirazione e la possibilità che, con dedizione e attenzione, possa diventare realtà. Non si trattava di cose materiali, come una grande casa o una bella macchina. Si tratta di un immigrato che ha iniziato con niente e l’America ha permesso a lui e alla sua famiglia di crescere. Dietro il sogno c’era una convinzione: l'America era straordinariamente libera, egualitaria e predisposta ad accogliere il talento. Questo distingue l'America dalla vecchia Europa, da cui si scappava. Là i titoli, le famiglie e la ricchezza ereditata dettavano legge. Chi li aveva, era sempre al top. Chi non li aveva era sempre in fondo alla scala sociale. Questo sistema statico faceva crescere il risentimento. Un sistema più dinamico avrebbe fatto crescere speranza. Ci sono molti sul Titano oggi che hanno vissuto quel sogno. Ci sono i giovani di oggi, come Martina, che vivono quel sogno. La base è una cultura della famiglia e un genitore o genitori che offrono una direzione ai loro figli. Con la cultura nichilista di oggi, i bambini senza tale guida avranno difficoltà nel comprendere il sogno, ma in America c’è ancora la possibilità di viverlo per coloro che aspirano a sognare.

Prof Carlo A Dall’Olmo
April 7, 2017