|

Home >  Politica >  2006 >  Notizia

Scontro in casa PDCS: 5 auto-sospensioni dagli organismi di partito

PDCS
Cesare Gasperoni, Rosa Zafferani, Pier Marino Mularoni, Giovanni Lonfernini e Sante Canducci, già firmatari del "Manifesto dei 21" annunciano la propria sospensione da tutti gli organismi DC, compreso il gruppo consiliare. "In questa fase - dicono - non c

Una spaccatura che era nell’aria e che si formalizza alla vigilia del secondo incontro di chiarimento interno alla Democrazia Cristiana. 5 dei firmatari del cosiddetto manifesto dei 21 annunciano la loro sospensione da tutti gli organismi di partito, fino a quando non sarà fatta chiarezza su quelle vicende che sembrano coinvolgere alcuni dirigenti democristiani. In una lettera inviata a Presidente, Segretario e Capogruppo espongono la decisione e ribadiscono il loro disagio per quella che definiscono una fragilità nella gestione del partito, la mancanza di una linea politica certa e coerente. Sono l’ex Presidente Cesare Gasperoni, gli ex Segretari di Stato, Rosa Zafferani, Pier Marino Mularoni, Giovanni Lonfernini e Sante Canducci. 4 di loro siedono attualmente in Consiglio Grande e Generale e con questa decisione si autosospendono anche dal gruppo consiliare democristiano. Il dibattito interno di lunedì sera non li ha soddisfatti e parlano di clima di incomprensione, di evidenti ed imbarazzate reticenze, di silenzi significativi. "In questa fase – scrivono - non possiamo condividere la gestione del partito. Una fase – spiegano nella lettera – in cui alcune personalità di vertice sono chiamate in causa dalla stampa nazionale italiana e da quella locale per presunte contiguità con l’ex consulente della Commissione Mitrokhin. Sentiamo l’esigenza di differenziarci" – dichiarano, denunciando quelli che ritengono tatticismi di corto respiro e mancanza di obiettivi di media e lunga prospettiva. Si dichiara fortemente dispiaciuto il segretario della DC, Pier Marino Menicucci: "La loro scelta di autosospendersi dagli incarichi – afferma – mi sembra lasci intendere ci siano le condizioni per non chiudere il confronto, che ci sia cioè un piccolo margine di dialogo, attraverso il quale ricercare insieme le ragioni dell’unione. E’ questo un obiettivo molto importante per la DC – aggiunge Menicucci - e tutti dobbiamo lavorare per raggiungerlo".