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Consiglieri DC autosospesi: saranno in Aula, ma da indipendenti

PDCS
Gasperoni, Lonfernini, Mularoni e Zafferani motivano alla Reggenza le proprie scelte

"La nostra è una contestazione politica, nessuna battaglia personale". I 4 consiglieri democristiani sgomberano il campo da possibili strumentalizzazioni e accuse di potere. Hanno spiegato ai Capitani Reggenti, prima, e ai giornalisti, poi, quale sarà la loro posizione in seno al Consiglio Grande e Generale. “La decisione di auto sospendersi è stata sofferta, ma necessaria per dare uno scossone al partito”, ecco perché durante i lavori consiliari interverranno non come gruppo consiliare, ma da indipendenti. Cesare Gasperoni ripercorre le ragioni che hanno portato all’autospensione, dal mancato chiarimento per la sconfitta elettorale, alle nomine di capogruppo e ufficio di segreteria. Infine, le reticenze sul caso Scaramella: la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Siano dei separati in casa” - conclude Gasperoni. Tengono a ribadire che non sono battaglie personali, solo politiche. Una azione che finora ha trovato una dirigenza Dc arroccata su se stessa. Pier Marino Mularoni ipotizza scenari preoccupanti, riferendosi agli incontri di politici sammarinesi con Mario Scaramella: “Vogliamo sapere se ci sono stati condizionamenti esterni sulla vita politica sammarinese o sulle vicende in casa democristiana” si domanda, non escludendo la possibilità di membri del governo straordinario sotto controllo, attraverso cellulari o posta elettronica. "L’autosospensione – ribadisce Rosa Zafferani – è un gesto estremo per portare il partito e la sua base a riflettere. Non c’è alcuna volontà di minare l’unità del partito", che viene invocata continuamente dai vertici di via delle Scalette. Sono due i fattori principali che hanno portato i 4 consiglieri a questa scelta: Giovanni Lonfernini cita la natura politica della loro azione, che si potrebbe riassumere nella frase di uno dei padri della Democrazia cristiana, Giuseppe Dossetti: “Siamo indipendenti, ma dipendentissimi dalla nostra coscienza”. Il secondo fattore: le recenti vicende rimbalzate sulla stampa locale e nazionale sui legami oscuri con Mario Scaramella. Situazione, secondo i 4, mai chiarita dalla dirigenza. La decisione di Gasperoni, Lonfernini, Mularoni e Zafferani è stata discussa e condivisa anche da una parte della base e dei firmatari del documento dei 21.