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Psd: l'addio di Stolfi

Psd: l'addio di Stolfi

Storia chiusa, finita. Dopo la sospensione stabilita dai Garanti il 9 settembre scorso, si conclude ogni rapporto tra il Partito dei socialisti e dei democratici e Fiorenzo Stolfi. Lo sottolinea una nota della direzione, prendendo atto delle dimissioni presentate dall'ex leader del partito dei socialisti e dei democratici, revocando la sua adesione. Il Paese è ancora in emergenza, scrive il Psd, e il partito deve esprimere un rinnovamento profondo, non solo generazionale, ma di elaborazione di progetti sui quali aprire un confronto con tutte le forze politiche. Intanto rinnova la volontà di continuare nell'azione di governo, sottolineando di non stare nella coalizione "Bene Comune" solo per lealtà, ma perchè - scrive - "crediamo in quello che stiamo facendo". Dall'analisi del voto delle Giunte il psd ha capito di avere lasciato troppo spazio ad altri nella sinistra. Quindi deve riconquistare e rigenerare la base con un progetto politico che allarghi la partecipazione a tutte le forze e alle persone riformiste, dovunque siano collocate. Festeggia invece l'esito elettorale il Consiglio Direttivo dell'Upr che aveva 9 candidati in 6 castelli. 6 gli eletti ad Acquaviva, Borgo Maggiore, Chiesanuova, Domagnano, Serravalle.  “Per essere un movimento in svendita, come ironizzava qualcuno – commenta il Presidente Marco Podeschi - siamo soddisfatti del risultato raggiunto. Fa riflettere, ironizza, l’atteggiamento di chi ha lanciato allarmi prima delle elezioni sul rischio “politicizzazione” e poi non ha perso l’occasione per politicizzarle prima e dopo. Sul tavolo anche il bilancio di previsione 2015 e l’attuale situazione politica. Perplesso il coordinatore, Nicola Renzi, sulle politiche che si intendono perseguire per lo sviluppo e per l’atteggiamento del governo su alcuni enti, Poste, Centrale del latte, Azienda dei Servizi. Vedremo, dice, cosa accadrà nel confronto chiesto dalla maggioranza.

Sonia Tura