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Prima riunione del Governo; domani la seduta del Congresso

Il Congresso di Stato

La 29esima legislatura inizia a tutti gli effetti a quattro giorni dalla fine dell'anno. I sette Segretari hanno giurato ed ora sono pronti ad assumere piene funzioni. A mezzogiorno l'insediamento, un incontro informale per una disanima generale legata a logistica e modalità di lavoro. Domani la seduta del Congresso. Si stanno completando gli staff e c'è già chi è a buon punto, con la prima riunione operativa di Segreteria Cultura e Istruzione. Per Podeschi il passaggio più soft, considerando che il suo predecessore, Morganti, fa parte della stessa Coalizione. Gli occhi di opposizioni e cittadini sono tutti puntati sul primo semestre di Governo. Un patto nero su bianco con scadenze delle cose da fare. Uno dei primi punti è stato annunciato ieri dal Segretario alle Finanze: entro gennaio – ha promesso Celli - verrà posto a iter istituzionale il provvedimento per l'abolizione del raddoppio del contributo ai partiti in caso di elezione. Ci sarà anche una ricognizione su bilanci e liquidità di Stato ed Enti, rendendo disponibili e trasparenti tutti i dati. Nei primi sei mesi importanti novità anche all'Iss, con la sostituzione del Comitato Esecutivo e il trasferimento della Segreteria di Stato. Ancora nulla di certo sulla sede, anche se da indiscrezioni dovrebbe trovare casa al Turismo. Si parla, però, di soluzione temporanea. Tornando al Consiglio, sostituiscono i Segretari di Stato sette volti nuovi: 4 uomini e 3 donne. Per Ssd: Stefano Spadoni, Alessandro Izzo e Fabrizio Francioni. Per Repubblica Futura: Fabrizio Perotto e Mara Valentini. Per Civico10 Marica Montemaggi e Monica Zafferani. Nominati Sindaci di governo Michele Muratori di Ssd e Stefano Palmieri di Repubblica Futura. Entrano nella delegazione consiliare per l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa: Vanessa d'Ambrosio per Ssd, Marco Gatti per il Pdcs, Roger Zavoli per Repubblica futura e Marco Nicolini per Rete che nel frattempo alza, critica, la propria voce. Il movimento definisce il nuovo Governo un renzismo in salsa sammarinese. Parla di continuità col passato, anche su temi centrali come Europa, Iva e smac fiscale. Si dice perplessa dai profili di alcuni Segretari. Rispolvera nomi scomodi come Carrirolo, Gatti. Ricorda il conto Mazzini. “Il tratto comune tra chi, dei nuovi segretari, ha avuto ruoli di prestigio nei partiti più inguaiati – scrive – è che ognuno di loro sostiene di non avere mai visto né sentito nulla”. Rete si augura una stagione di avanzamento sui diritti civili e vuole che la rappresentatività ottenuta dal movimento venga riconosciuta negli organismi istituzionali. Infine annuncia che depositerà un progetto di legge che assegni alle opposizioni la presidenza delle commissioni consiliari.

Monica Fabbri