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Elezioni, gli alleati del Pd spingono per avere Paolo Gentiloni in prima fila

Elezioni, gli alleati del Pd spingono per avere Paolo Gentiloni in prima fila
L'attuale presidente del Consiglio più acclamato rispetto a Renzi. Il centrodestra vede avvicinarsi la vittoria

Gli alleati del Pd premono per vedere Paolo Gentiloni in prima fila alle elezioni, mentre il centrodestra vede sempre più vicina la vittoria finale, mancherebbero solo 60 collegi.

All'improvviso tutti vogliono Gentiloni. Il presidente del Consiglio, ritenuto il leader più affidabile tra quelli attualmente in campo, raccoglie più consensi del suo segretario Matteo Renzi, e in molti vorrebbero che si mettesse in prima fila alle elezioni. Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda sono i ministri a lui più vicini, appoggiano anche la sua idea di esentare gli over 75 dal pagamento del canone Rai. “Il mio premier è Gentiloni – ha detto anche Emma Bonino, Più Europa – Renzi lo conosco appena”. Anche i prodiani della lista Insieme tifano per Gentiloni, e la ministra Lorenzin ha rincarato “Se lo volete al governo votate per noi, non posso che sostenere il mio presidente”. E a proposito di Prodi, che appoggia Insieme e dunque la coalizione di centrosinistra, per Massimo D'Alema “è un compagno che sbaglia. Votare Insieme è come votare Renzi e Berlusconi”, ha aggiunto, mentre Prodi gli ha replicato “Noi spingiamo il centrosinistra, lui invece?”.
Anche il M5S, secondo Repubblica, oltre ai bonifici mai restituiti dei suoi seguaci, sta inanellando una serie di no alle richieste di far parte dell'eventuale governo, lista che avevano promesso di presentare prima del 4 marzo. Pierluigi Cioccia, ex vice direttore generale di Banca d'Italia, avrebbe declinato l'offerta di diventare ministro dell'Economia, così come l'ambasciatrice Laura Mirachian quella di ministro agli Esteri. Il centrodestra è invece sempre più ottimista: solo 60 collegi in bilico, l'obiettivo è davvero a portata di mano, anche se Berlusconi non ha ancora ufficialmente indicato il suo candidato a presidente del Consiglio, e finora resta dunque Antonio Tajani il nome più probabile. Chi dovrà darsi da fare per evitare i brogli al voto estero è la Farnesina, che si è già messa in moto: useranno codici a barre e presidi per garantire la sicurezza al voto per corrispondenza. Si tratta di 18 seggi, 12 alla Camera e 6 al Senato, che potrebbero rivelarsi decisivi.

Francesca Biliotti