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CGG: in Comma Comunicazioni economia, banche ed emergenza migranti

I lavori consiliari

In Comma comunicazioni per la Maggioranza Mara Valentini ricorda la partecipazione di San Marino all'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e la sua adesione alla Pam, sottolineando i valori di un piccolo Stato che può svolgere un ruolo importante nel dialogo, nella pace e nella cultura. Per Mariella Mularoni a poco servono gli incontri internazionali e gli sforzi di Renzi se poi non c'è riscontro fuori dai confini. Fa riferimento alla perdita di 14 posizioni nel report Doing Business e la revoca dell'American Express. Andrea Zafferani chiede però serietà, ricordando che i dati a cui fa riferimento Banca Mondiale riguardano il periodo pre elettorale e subito dopo il voto. “In sei mesi – afferma – non si possono fare riforme sostanziali. Ci prendiamo un' eredità di una posizione che non ci soddisfa”. Più che guardare al ranking – rimarca Pierluigi Zanotti - occorre guardare al punteggio del nostro paese. Gli indicatori sono costanti. Siamo scivolati giù perché hanno migliorato gli altri”.
Spiegazione che non convince Pasquale Valentini. “Quanto detto e fatto nel sistema bancario nei primi sei mesi del 2017 – manda a dire - non sono stati positivi per chi ci guardava. Il fattore decisivo per accreditare il sistema -aggiunge -è bcsm. Come funziona – chiede - la vigilanza in questo momento? Con quale metodo avvengono nomine e allontanamenti? E senza presidente quale ruolo sta svolgendo il Consiglio Direttivo rispetto al direttore?
Sulla vicenda American Express interviene Marco Nicolini. “Sono bancario – dice - e non ho ancora un'idea precisa alla pubblica gogna cui ci costringe American Express. Ci chiude la porta in faccia come titolari di una finanza appestata.”
Fa poi notare che nella repubblica centro africana, paese più povero al mondo, si può richiedere e ottenere ogni tipo di carta di credito. Un turista americano che volesse fare shopping a San Marino – ironizza - non potrebbe neppure pagare un taxi per andarsene. E aggiunge: c'era un sonoro mea culpa da fare. “L'American Express rappresenta circa il 2% delle transazioni nazionali”, precisa Marco Podeschi ma questo “non ci esime da intervenire anche per una questione di immagine”. Spiega che Bcsm sta agendo per risolvere in tempi brevi problemi tecnici”. Per Teodoro Lonfernini è un “altro tonfo nel vuoto della credibilità del sistema del nostro paese. Apprendiamo che che Bcsm sta facendo la sua parte. Ma il governo dov'è?”. Iro Belluzzi chiede alla politica uno scatto di orgoglio rispetto alle impostazioni di tecnici italiani e a non rassegnarsi a ricette altrui. Propone la sua: “Carisp potrebbe diventare una popolare partecipata da tutti i cittadini e con pacchetto azionario di qualche privato. Non mi scandalizzerei”. Temi come banche ed economia riaccendono lo scontro. In Aula arriva anche l'articolo del Fatto Quotidiano su Bcsm.
Nicola Selva, Tony Margiotta e Dalibor Riccardi chiedono alla politica di interrompere la guerra al massacro e aprirsi al dialogo. Ma per Denise Bronzetti diventa difficile il confronto quando ciò che viene portato all'attenzione dell'Aula viene definito dalla maggioranza falso o frutto di complotto.

Si parla anche di emergenza migranti, una tragedia che riporta al messaggio della Reggenza, al suo invito ad affrontare la sfida.
“Non c'è mai stato tanto bisogno di compassione e solidarietà”, dice Marina Lazzarini. Non bastano però carità e altruismo, “occorre parlare di dignità”. Che si traduce in formazione professionale e nell'offerta di un lavoro. C'è l'invito ad elaborare un progetto che individui una possibilità di accoglienza compatibile col territorio. Mirko Tomassoni presenta un odg della maggioranza sui migranti aperto alla condivisione di tutte le forze di opposizione. “Siamo chiamati a promuovere piani di sostegno e di aiuto compatibili con le nostre possibilità. Ogni paese – aggiunge - ha bisogno di una politica globale, di una strategia comune, i trattati devono essere universalmente ratificati. Ogni stato deve sentirsi moralmente impegnato. Se rimaniamo inattivi siamo noi ad ergere un muro invisibile fra noi e loro”. Legge i contenuti dell'odg ma la volontà è quella di riscriverlo con l'opposizione, affinché sia espressione di tutto il parlamento.
“Al di là del sostegno politico nei consessi internazionali – rimarca Guerrino Zanotti – è necessario un impegno più fattivo rispetto all'accoglienza, considerando risorse e possibilità che possiamo destinarle. Sappiano bene – aggiunge - che non è aiutandoli a casa loro che risolviamo problema. Dobbiamo farci carico dell'emergenza attuale”.
Alessandro Cardelli non risparmia critiche: “non possiamo permetterci di accogliere migranti con un ordine del giorno che non prevede limiti. Fa paura scritto così. San Marino ha già abbastanza problemi. Se si vuole aiutarli lo si faccia nei paesi di origine.” L'argomento è delicato, tocca sensibilità diverse. Si cerca in questa sessione di arrivare ad un dispositivo condiviso senza colori politici.