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Opposizione chiede comma urgente su caso Pierfelici; maggioranza boccia, "dobbiamo arrivare preparati"

Civico 10

A Palazzo si respira un'aria è pesante. L'Aula risente delle tensioni sulla giustizia. In apertura di lavori viene convocato un Ufficio di Presidenza. Le opposizioni, compatte, chiedono venga inserito immediatamente un comma per dibattere su quanto deliberato in Consiglio Giudiziario Plenario. Per i capigruppo di minoranza non è solo opportuno ma assolutamente urgente. “Occorre informare l'Aula e i cittadini di quanto avvenuto – dice Alessandro Mancini – perché tutto il paese ne parla e forse ne stanno parlando anche fuori dai confini”.
Viene criticato anche l'aver reso pubblico un dispositivo che – attacca Pedini Amati – doveva rimanere riservato. Semmai si poteva pensare di informare l'Aula convocando il Consiglio in seduta segreta. Elena Tonnini chiede alle istituzioni di farsi carico di questo argomento fornendo un quadro completo, non di parte. “Ciò che è stato pubblicato – avverte – non rappresenta la verità assoluta”. Si associa Dalibor Riccardi: “l'urgenza nasce dal fatto che stampa e popolazione sono stati resi partecipi dei lavori di Commissione e Consiglio Giudiziario. Abbiamo il dovere di affrontarlo in maniera democratica con contraddittorio”. La maggioranza in ufficio di presidenza si dice disponibile ad inserire un comma specifico nella prossima seduta del Consiglio. “Lunedì – fa presente Alessandro Cardelli – è stato convocato un Consiglio Giudiziario Plenario per sostituire la Pierfelici. Non ritenete opportuno discuterne prima della nomina di un nuovo magistrato dirigente?” L'opposizione si dice preoccupata dallo scontro istituzionale che si sta consumando, ma la maggioranza, pur condividendo l'esigenza di un dibattito sul tema, ritiene che occorra arrivare preparati. “Se vogliamo un dibattito serio – dice Matteo Ciacci – dobbiamo approfondire, capire e studiare. L'obiettivo – chiede – è alzare i toni fin da oggi? Senza adeguata preparazione – afferma - non si offre un buon servizio al paese e si cade nella strumentalizzazione. Ritiene poi la pubblicazione dell'odg un elemento di chiarezza. “Non è vero che non si doveva pubblicarlo – aggiunge Roberto Giorgetti – sono decisioni che si possono prendere a seconda dell'opportunità. Oggi, dopo tante illazioni e giudizi, abbiamo un documento ufficiale che riporta quanto deciso. Atto dovuto – conclude – nei confronti dei cittadini”. Si vota. Servono i 2/3 dell'Aula. Non passa per 24 sì e 30 no. Si apre il comma sul Casale la Fiorina. Santi ricostruisce la storia dell'unificazione delle case di riposo. “Con il passaggio di consegne tra il vecchio e nuovo governo – afferma – il percorso era fermo al palo. Le tempistiche di adeguamento della nuova struttura, la complessità gestionale del trasferimento di soggetti molto fragili – spiega - hanno determinato una ridefinizione degli step e dei relativi tempi di unificazione. Del resto non era un semplice trasloco ed è stato preparato con grande attenzione per ridurre al minimo i disagi. Tornando alle proteste e denunce di disservizi, per Santi “non si possono accettare attacchi indiscriminati che colpiscono per slogan senza dati e senza contezza della reale situazione”.
Punta il dito contro chi “trascende dal confronto corretto e costruttivo, avvertendo che “un servizio di assistenza cosi importante e complesso non può essere sottoposto alla mercé di un click su una manina stilizzata. Assicura poi che nel mettere a punto il complesso piano operativo del trasferimento si è operato con metodo e perizia, ragionando su numeri e modalità organizzative validate da comparazioni con strutture equivalenti, con studi e prassi consolidate. Riguardo al personale, il rapporto tra ospiti ed operatori socio sanitari sono “ampiamente superiori – afferma - agli standard previsti. Credo che sia doveroso da parte di chi amministra la cosa pubblica – conclude Santi - adoperarsi per verificare il più oggettivamente possibile sia il livello di assistenza richiesta dalle peculiarità dei singoli ospiti che i carichi di lavoro necessari a farvi fronte. Nessuno ha mai messo in dubbio il raggiungimento di questo obiettivo, tanto meno l'ISS. Riguardo infine al servizio di refezione, definisce il menù “appropriato alle esigenze degli ospiti”. Giudizio – manda a dire – che non spetta né alla politica, né al Sindacato, né ai famigliari degli ospiti. Riferisce, infine, sugli ultimi incontri con sindacati e famigliari. Si stanno cogliendo disponibilità per introdurre miglioramenti ritenuti più opportuni nella speranza che presto la situazione si normalizzi. La Dc attacca il Governo di immobilismo, di gestione fallimentare della sanità. Per Rete una buona dirigenza avrebbe risolto da tempo le criticità e accusa di aver a lungo minimizzato o ignorato i problemi. Il Ps si dice stufo che ogni critica venga vissuta come lesa maestà. La maggioranza fa quadrato, Civico 10 parla di mera strumentalizzazione politica e stigmatizza chi lancia allarmi senza verifiche. Per Ssd sono temi su cui non ci possono essere tifoserie e fazioni. Nel trasferimento ci sono state sicuramente difficoltà, errori ed incomprensioni – ammette Rf - che però invita la politica ad interrompere un gioco al massacro in cui le vere vittime sono famiglie ed anziani.