|

Home >  Politica >  2018 >  Notizia

Direzione Pd: "Faremo opposizione seria e responsabile"

La sede del PD
Al vice segretario Martina il compito di condurre il partito in questa fase: "Chiedo unità"

Dalla direzione del Pd la linea emersa sembra essere quella di voler rimanere all'opposizione. Resta dunque alta l'incertezza sulla formazione del governo.

Non chiamatela resa dei conti in casa Pd, sembra essere l'imperativo al Nazareno, dove si è riunita la prima direzione post Renzi, assente all'assise, la cui lettera di dimissioni è stata letta dal presidente Matteo Orfini. Tutti sembrano concordi nel dire che il Pd starà all'opposizione. “Seri e responsabili”, ha puntualizzato Graziano Delrio, dato per favorito alla corsa della nuova segreteria. “Non cerchiamo un nuovo capo ma una nuova direzione – ha poi aggiunto – e ai militanti dico: il Pd c'è ancora, non siamo una sfumatura tra il giallo dei grillini e il blu dei leghisti”.
Il vice segretario Maurizio Martina ha spiegato che guiderà il partito in questa fase “col massimo della collegialità e col pieno coinvolgimento di tutti: chiedo unità”, è il suo appello. L'idea, ha continuato nella sua relazione, è che l'assemblea nazionale di aprile non debba avviare subito congresso e primarie, ma un progetto per una fase costituente e riorganizzativa. Sul nuovo governo, per ora l'unica data certa è il 23 marzo, prima riunione del Parlamento e l'elezione dei presidenti di Camera e Senato.
Matteo Salvini, Lega, ha fatto sapere di vedere di buon occhio una camera al suo partito e un'altra al M5S. Senza i due presidenti, non possono partire le consultazioni del presidente della Repubblica, che inizieranno presumibilmente dopo Pasqua. Presumibilmente perché, mentre per eleggere il presidente del Senato dopo la terza votazione si andrà al ballottaggio e un nome uscirà fuori, per la Camera serve la maggioranza assoluta, e potrebbero volerci anche mesi.
Tutto dipenderà dai numeri che si avranno, e sarà un buon banco di prova per una eventuale nuova maggioranza: Mattarella darà infatti l'incarico alla personalità, che potrebbe anche essere esterna al Parlamento, che riuscirà a garantire il 51% nelle due Camere.

Francesca Biliotti