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Riforma previdenziale: serata partecipata ma pochi giovani

Il segretari di Stato Santi
E' partito da Domagnano il ciclo di incontri nei Castelli

Tanti cittadini in sala a Domagnano per sentire parlare di pensioni, ma pochi giovani. E' il piccolo rammarico di Franco Santi. Si comincia così, spiegando la situazione prima di aprire la fase di concertazione con sindacati, categorie e politica. Obiettivo: portare la riforma in Aula entro l'anno. Essenziale, per il Segretario alla Sanità, fare maturare nella cittadinanza la consapevolezza che sia necessario intervenire perché i conti non tornano. Parlano i numeri: ogni anno il saldo previdenziale è negativo per più di 40 milioni di euro. Preoccupa il trend in forte crescita. “Questo – dice Santi - mette in crisi sistema previdenziale e bilancio dello Stato”. Se non si interverrà, fra 10 anni il saldo avremo esaurito la riserva tecnica che oggi è di circa 450 milioni. Chi va in pensione può vedersi riconosciuto un tasso di sostituzione vicino o a volte superiore all'ultima retribuzione. “Il punto – spiega il Segretario - è che oggi sappiamo che un giovane può aspirare ad un tasso di sostituzione che si aggira tra il 50 e il 60%”. Non c'è scampo, dobbiamo abituarci all'idea. “Ma proprio per questi dati – afferma - il sistema è profondamente iniquo. Occorre mettere ordine alla disparità di trattamento e lavorare sulla sostenibilità economica del sistema”. Il confronto in maggioranza è iniziato, le soluzioni dovranno essere ampiamente condivise. “Non vogliamo imporre nulla”, assicura. Si rende necessario un forte patto sociale, dato che verrà richiesto il contributo di tutti, indistintamente. “Deve essere chiaro – precisa - che quando si parla di previdenza l'intervento deve avere una visione molto più vasta”. La riforma del resto sarà parte integrante del piano di stabilità. In sala il pubblico è attento, c'è chi si dice preoccupato per l'innalzamento dell'età e chi, vicino alla pensione, teme di vedersi modificare le regole all'ultimo step. Santi rassicura: “ci saranno norme transitorie che regolamenteranno le varie situazioni più prossime all'acquisizione del diritto. L'idea generale è di introdurre un livello di flessibilità che possa intercettare le diverse esigenze”. Domani si replica a Serravalle, con la speranza che ci siano anche giovani.

MF