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Consiglio: l'Aula sotterra l'ascia di guerra su Convenzione Istanbul e biologico

Consiglio: l'Aula sotterra l'ascia di guerra su Convenzione Istanbul e biologico

L'Aula ritrova il sereno su un tema che unisce tutti: la lotta alla violenza contro le donne. San Marino adegua le sue norme alla Convenzione di Istanbul e Margherita Amici, relatore unico della Commissione, spiega che il pdl non apporta sostanziali modifiche all'ordinamento sammarinese, ma differisce al 31 maggio il termine della delega che dà piena autonomia operativa all'authority per le pari opportunità. Vengono inoltre adeguate norme del codice penale per renderle più applicabili. Sottolinea, poi, il clima di collaborazione a dimostrazione che la classe politica su temi come questi può superare criticità e unirsi. Franco Santi precisa che è attivo un gruppo di lavoro che sta definendo in maniera organica il testo del decreto e a breve verrà presentato per dare piena attuazione alla Convenzione. Giovanna Cecchetti e Mariella Mularoni lo sollecitano a non differire più i termini e a procedere con la sua emissione. “Ci auguriamo – dice Marika Montemaggi - di poter prenderne visione a breve”.

L'Aula sotterra l'ascia di guerra anche sul progetto San Marino Bio. Arriva addirittura il plauso di Ps e Psd anche se Dc e Rete sollevano qualche perplessità. Il mercato del biologico in Europa – esordisce il Segretario al Territorio - continua a prosperare ed è l'unico settore alimentare che in periodi di crisi vanta un alto trend di crescita. In Italia, nel 2017, le vendite hanno superato il miliardo di euro, con un più 19,7% rispetto all'anno precedente. “Diventa urgente – spiega - definire e rendere applicativo un quadro normativo per il settore a tutela di consumatore ed imprese”. Ma quali opportunità può offrire un paese 100% bio? Ad esempio, a livello d'immagine, potremmo essere il primo stato in Europa e forse nel mondo. Migliorerebbero poi i redditi delle aziende agricole e la sostenibilità ambientale; verrebbe potenziato lo sviluppo del bio turismo. Cooperative e Consorzio hanno già manifestato alta sensibilità su questo tema. Il programma di trasformazione da convenzionale a biologico è articolato in 3 macro fasi: la prima verrà realizzata nel biennio 2018-2020 e prevede l'impiego di un team di dieci consulenti. “Questo progetto deve andare avanti e va sostenuto con forza”, dice Marina Lazzarini. Qui – spiega – non si punta sulla quantità ma sulla qualità della produzione. Potrebbe sembrare un'utopia – afferma Marika Montemaggi – ma e le scelte di governo e maggioranza stanno facendo fare al paese tanti piccoli passi e quell'utopia non è irrealizzabile. Da Iro Belluzzi il plauso del Psd. “Condividiamo la relazione di Michelotti, la volontà di ridisegnare il paese, seguendo un nuovo concetto di modernità. Siamo consapevoli che percorso è lungo. E al di là degli entusiasmi, dobbiamo contestualizzare le dimensioni della Repubblica. Il settore dell'agricoltura può incidere incidere sul pil in maniera minimale ma il valore sta nella promozione del paese”. Avanti tutta, dice Civico 10, ma Jader Tosi avverte: dovrà essere costruito in modo ineccepibile, dal quadro normativo ai controlli che dovranno gestirlo. San Marino non può, una volta aderito a quel percorso, mettersi a rischio. Se non gestito in maniera precisa e attenta potrebbe essere un boomerang non da poco. Si allinea Alessandro Mancini: “ciò che darà gambe al progetto – dice - sarà il monitoraggio. Arrivare alla certificazione sarà un processo lungo. Dobbiamo scongiurare il rischio di bruciare le tappe. Non correre, quindi, ma fare le cose bene". E quello che chiuderà il cerchio sarà l' accordo con Bruxelles. Rete però mette in guardia da un vizio di fondo: per un paese biologico – dice Marianna Bucci – occorre creare le condizioni. Fronte inquinamento, ad esempio, non c'è monitoraggio sul territorio, “i dati che arrivano da fuori dovrebbero indurci subito a prendere provvedimenti. Sull'acqua – aggiunge - paghiamo multe salatissime ogni anno per l'inquinamento dei nostri fiumi. Agire sulle cause è la conditio sine qua non per parlarne. Altrimenti è solo uno slogan”. “Il progetto parte dalla coda e non dalla testa”, rincara la dose Stefano Canti: è il prg l'ambito in cui discuterne. E deve prevedere il costante coinvolgimento delle associazioni di categoria che ad oggi pare mancare”. “Ne stiamo parlando da più di un anno – gli risponde il Segretario – le abbiamo coinvolte e ci hanno detto che sono d'accordo”. Il Segretario dà scadenze: dobbiamo partire ad aprile e tra 5 anni potremo già avere le certificazioni europee". L'Aula collabora anche sull'ordine del giorno – condiviso da tutta l'arco parlamentare – che impegna il Congresso di Stato a predisporre un decreto legge con modifiche all'articolo su sanzioni penali per mancato pagamento di contributi per reddito da lavoro dipendente. Tutto il Consiglio concorda sulla necessità di intervenire per risolvere criticità rilevate da categorie e aziende.