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Caldo torrido: i consigli dell’APAS per proteggere gli amici a quattro zampe

L’estate è arrivata e con essa il caldo torrido, a cui ci opponiamo con condizionatori, ventilatori, docce, in abbondanza e ricerca di ogni possibile luogo fresco. L’uomo insomma trova sempre il modo di difendersi dagli eccessi climatici, ma molto spesso non offre la medesima possibilità ai propri compagni pelosi. Il pelo di cani e gatti che si dirada parecchio all’inizio dell’estate durante la muta, rappresenta per loro un buon isolante termico. In genere però gli animali a pelo lungo soffrono in misura maggiore le temperature elevate e i cani in particolare se lasciati in luoghi molto caldi o esposti al sole (terrazzi, cortili con pavimento in cemento, cucce non ombreggiate) possono andare incontro a colpi di calore con conseguenze talvolta fatali.
Si raccomanda perciò in questo periodo estivo di evitare anche per brevi momenti gli abitacoli delle automobili, luoghi davvero pericolosi nelle giornate torride per l’effetto serra che vi si produce a causa dei vetri e del metallo. In queste condizioni bastano anche solo 10 minuti di sosta per causare gravi danni alla salute dell’animale!
Diversi animali di affezione, i più fortunati, vivono in casa e beneficiano di attenzioni indispensabili per il loro benessere, molti altri invece, quelli che vivono all’esterno dell’abitazione o addirittura in zone agricole più lontane, non sempre vengono custoditi in modo adeguato, in contrasto alle leggi vigenti.
Nel caso del cane ecco le norme indispensabili al suo benessere qualora non viva in famiglia con noi
Collocare la cuccia, possibilmente in legno e sollevata dal suolo, in un luogo fresco, riparato dal sole;
Assicurargli ogni giorno cibo adeguato in qualità e quantità e acqua fresca, che in questa stagione dovrà essere rinnovata più spesso;
Proteggere il suo recinto con ombreggianti, (da preferire i materiali naturali come ad esempio le stuoie);
Pulire lo spazio tutti i giorni, se possibile rinfrescandolo con acqua, approfittando anche di far uscire il cane per una corsa in giardino o una passeggiata al guinzaglio;
Se ama particolarmente l’acqua, dotare il recinto di una vasca in cui possa bagnarsi.

Gatto vagante? Non sempre è un randagio

Dovrebbe essere noto a tutti che i gatti di proprietà, per indole ed etologia, amano ispezionare il territorio circostante e spesso possono allontanarsi parecchio dal luogo in cui vivono, attirati dagli odori dei propri simili e di altri animali. Un gatto adulto, anche se sterilizzato e soprattutto se maschio, ispeziona ampie zone del territorio circostante, prediligendo alcuni tratti di strada, marciapiedi, caseggiati, cortili, giardini, orti, da cui spesso viene allontanato, altre volte invece accolto con simpatia e persino coccolato e sfamato. I gatti amano gironzolare e addirittura schiacciare pisolini davanti all’ ingresso di una casa di loro gradimento, non per questo però dovremo scambiarli per randagi, prelevarli e conferirli immediatamente al gattile, pensando che siano gatti smarriti o abbandonati.
Alcune persone, per quanto in buona fede, pensano di “salvare” il povero gatto da un tragico destino, invece condannano un gatto di proprietà, a una vita da recluso al gattile o peggio, a essere adottato da sconosciuti, i quali magari non avendo un giardino lo confineranno per sempre in casa!
Seguendo tale logica solo nel 2017 sono giunti al Rifugio APAS ben 40 gatti adulti, la maggior parte dei quali molto probabilmente gatti padronali.
Attenzione quindi quando incontra un gatto vagante: prima di agire occorre accertarsi di chi possa essere, tornando il giorno successivo per appurare l’eventuale presenza del gatto, se possibile mettere un annuncio su Facebook con foto e indicazioni di dove si trova, in modo da allertare l’eventuale proprietario. Qualora, dopo accertamenti il legittimo proprietario non venisse rintracciato, specialmente se l’animale non sembra in buone condizioni di salute, potrà essere segnalato o recuperato e conferito al Rifugio.

Il Rifugio APAS in cifre


Al 31 dicembre 2017 al Rifugio APAS erano presenti 52 cani, 70 gatti, 4 conigli, 1 gallo e 1 nutria.

Nel corso del 2017 si sono registrati 99 ingressi, un numero superiore di 7 unità rispetto al 2016, soprattutto a causa di rinunce di proprietà. Nell’anno appena trascorso hanno trovato una nuova famiglia 46 cani, mentre 49 sono stati riconsegnati al proprietario, grazie al microchip, che ne ha permesso la restituzione immediata. Per quanto riguarda invece il triste capitolo dei decessi, nel 2017 ci hanno lasciato 13 cani, solo alcuni morti per malattia, la maggior parte di essi per le patologie della vecchiaia.
Nel 2017 sono arrivati al Rifugio 174 gatti, uno in meno rispetto al 2016. I gatti affidati hanno raggiunto quota 149 (28 adulti e 122 gattini). Deceduti 14 gatti adulti e 7 neonati.

SOS fauna selvatica

La neve e il freddo stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di tanti animali domestici e selvatici. Però, mentre i domestici possono contare sulle cure dell'uomo, i selvatici, peraltro già provati dalla stagione venatoria non ancora conclusasi, con questo freddo e il manto nevoso non avranno grandi speranze di vita. E' importante che ognuno di noi si faccia carico nell'ambito delle proprie possibilità, di sostentare la fauna selvatica con scorte di cibo. In particolare: semi (grano, riso, lino, girasole), frutta secca e/o disidratata tritata finemente, (evitare pane e prodotti da forno), tutto questo da offrire agli uccelli. Per i caprioli va bene fieno e verdure. Per gli altri ungulati i mangimi, ma anche tuberi, pane e frutta, graditi anche da istrici, tassi e volpi.

No al circo con gli animali

Nonostante il Rapporto EURISPES 2015 rilevi che il 68,3% degli italiani sia contrario all’uso di animali nei circhi, la legge italiana è rimasta praticamente immutata dal 1968. In Italia non esistono restrizioni quantitative o di specie all’uso di animali nei circhi, i quali possono contare anche su finanziamenti pubblici milionari erogati ogni anno direttamente a specifiche strutture circensi dal Ministero dei Beni Culturali, Spettacolo e Turismo. La LAV ha stimato, tramite un monitoraggio sul territorio, che attualmente ci sono circa 2000 animali detenuti in poco più di 100 circhi, rilevando inoltre che i circhi italiani detengono un numero elevatissimo di animali provenienti da specie in via di estinzione quali elefanti, tigri e leoni, ippopotami, rinoceronti e altri. I circhi viaggiano continuamente in Italia e all’estero, trasportando per migliaia di chilometri animali in gabbie e camion e forzandoli ad esibirsi e fare spettacoli per sopravvivere, in condizioni che non hanno nulla in comune con le loro esigenze etologiche. I circhi a volte cambiano nome e insegne o si raggruppano tra loro, spesso possono affittare animali da altri circhi o spettacoli. I controlli e la tracciabilità sono quindi particolarmente difficili. Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, autrice di libri e di articoli su riviste di psicologia, promotrice di un documento sottoscritto da oltre 650 psicologi che mette in guardia sugli spettacoli che utilizzano animali , afferma:
“Pur essendo il circo uno spettacolo tutelato dalla legge nazionale, autorevoli interventi ministeriali e proposte di legge giacenti in Parlamento esprimono contrarietà alla detenzione di animali nelle strutture circensi, sottolineando che il circo con animali non è educativo poiché trasmette al pubblico un messaggio di sfruttamento e di violenza nei confronti degli animali. Al circo, gli animali perdono la loro dignità, costretti a esibirsi in numeri innaturali, a sottoporsi a tecniche di addestramento che prevedono percosse, privazioni di cibo e vari tipi di violenze fino a piegarsi al volere del domatore. I circensi trovano che ciò sia naturale e normale, negano i maltrattamenti e le prevaricazioni nei confronti degli animali, ma chi ha un briciolo di sensibilità e di curiosità nell’informarsi, sa che dietro quella facciata di lustrini e divertimento c’è una realtà drammatica. Oltre allo stress delle esibizioni e dell’addestramento, nel resto del tempo e negli spostamenti, gli animali rimangono in gabbie anguste, non adatte a soddisfare le più elementari esigenze etologiche, a volte incatenati, soggetti all’eccessivo caldo e freddo. Sono sempre più numerose e pressanti le richieste, i presidii, le proteste di chi ha capito che cosa si nasconda dietro il “divertimento” del circo con animali. Cresce il numero dei Paesi che aboliscono o legiferano duramente sull’uso degli animali al circo, valorizzando piuttosto il talento e la maestria di giocolieri, trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti, musici: questa è la direzione da seguire, l’unica civile”
In merito al Circo con uso e sfruttamento degli animali anche la Federazione dei Veterinari Europei FVE chiede di vietarne l’impiego. http://www.essereanimali.org/2015/08/circhi-con-animali-veterinari-europei-chiedono-divieto L’ organo di riconosciute posizioni non propriamente animaliste si è schierata contro queste esibizioni e lo ha fatto senza mezzi termini, con parole forti e un chiaro invito, rivolto ai paesi europei, a superare una praticata ‘antiquata’. La Federazione, che rappresenta 46 organizzazioni veterinarie in 38 paesi, raccomanda nel documento: ‘FVE position on the use of animals in travelling circuses’ di proibire l’utilizzo di animali esotici nei circhi viaggianti attraverso l’Europa perché, avendo questi animali lo stesso corredo genetico dei loro simili selvatici «non c’è in alcun modo la possibilità che i loro bisogni, fisici, fisiologici e mentali vengano rispettati». Una dichiarazione importante, che si spinge però anche oltre, in quanto riporta che «l’utilizzo di qualsiasi specie animale, inclusi i volatili, i rettili e le specie domestiche in qualsiasi forma di intrattenimento, trasporto o in altro modo, dovrebbe essere soggetta a valutazioni di tipo scientifico ed etologico». Nell’accusa verso l’utilizzo di animali nei circhi, FVE riporta anche motivazioni legate alla sicurezza per i frequenti incidenti che possono ferire persone o animali. Un’altra ombra buia avvolge quindi questa pratica, oggi fortemente messa in discussione da gran parte dell’opinione pubblica, sempre più contrariata da esibizioni le cui conseguenze per gli animali sono la reclusione a vita in gabbie, piccoli recinti o container durante il trasporto per il tour di spettacoli e un addestramento coercitivo, che induce anche gli animali più feroci o di grossa mole a compiere acrobazie innaturali. In Italia nonostante il 68,3 % delle persone sia contraria all’utilizzo degli animali in questi spettacoli, circa 2.000 animali selvatici vengono utilizzati in spettacoli realizzati da un centinaio di circhi, che ricevono anche contributi pubblici erogati tramite il Fondo Unico dello Spettacolo (FUS). Constatazioni che, anche alla luce della dichiarazione della FVE, mostrano come la legislazione italiana in materia di circhi sia inadeguata, anni luce indietro rispetto a quella di altri paesi europei come Grecia e Malta, o sudamericani, come la Bolivia, che hanno già proibito qualunque spettacolo con animali, o anche altri che in tutto il mondo stanno legiferando ponendo i primi divieti che, anche se rivolti ai soli animali selvatici, hanno lo scopo di mettere progressivamente la parola fine ad ogni forma di spettacolo con animali.
Se non bastano i pareri di psicologi e veterinari, affidiamoci a una commovente e significativa poesia della grande poetessa polacca Wislawa Szymborska, Premio Nobel della Letteratura 1996.
Gli animali del circo
Gli orsi battono le zampe ritmicamente,
la scimmia in tuta gialla va in bicicletta,
il leone salta nel cerchio fiammeggiante,
schiocca la frusta e suona la musichetta,
schiocca e culla gli occhi degli animali,
l’elefante regge un vaso sulla testa,
e i cani ballano con passi uguali.
Mi vergogno molto, io – umano.
Divertimento pessimo quel giorno:
gli applausi scrosciavano a cascata,
benché la mano più lunga d’una frusta
gettasse sulla sabbia un’ombra affilata.

Convivere con i piccioni

La convivenza con i piccioni è in molte città e comuni italiani piuttosto discussa e complessa, poiché, se da un lato questi intelligenti e adattabili uccelli vengono invogliati ad approfittare delle abbondanti derrate di cibo che i cittadini amanti della specie forniscono loro, dall’altra essi subiscono vere e proprie persecuzioni, da coloro che vedono in essi solo un problema di tipo igienico e sanitario. Anche a San Marino si verifica la medesima dicotomia, tanto che spesso l’APAS viene consultata o chiamata in causa per dirimere i contenziosi fra residenti dovuti ai piccioni o per dare indicazioni sulle modalità di contenimento e controllo della specie. Riguardo a questo ci preme precisare che i metodi di controllo che prevedono interventi volti alla loro eliminazione, non possono essere eticamente e umanamente accettabili, anche perché fra l’altro non risulterebbero efficaci a risolvere il problema del sovrannumero.
Lo sterminio dei piccioni, oltre a essere un metodo crudele, è  inefficace in quanto i piccioni, forti di un ambiente caratterizzato da un’enorme capacità portante e dotati di notevoli capacità riproduttive, riescono in breve tempo a ritornare alla densità iniziale annullando il risultato dell’intervento. (“homing”).
I piccioni sono spesso considerati un nemico, si dice che sporcano, che portano malattie, che sono troppi. La specie umana, che più di ogni altra sta massacrando la Terra, si rivolge spesso alle altre specie dicendo che sono nocive, cosa che merita di sicuro una profonda riflessione. Purtroppo il nostro non è un mondo a misura di animale e quindi per il loro bene bisogna in ogni caso intervenire controllandone il numero. Per quanto riguarda le malattie, l’allarmismo è stato soprattutto diffuso da chi trae profitto dal loro allontanamento. I piccioni non sono portatori di malattie per l’uomo né per gli animali domestici: sono animali per i quali vanno prese le stesse precauzioni da prendere quando si viene a contatto con gli altri esseri viventi. Sono uccelli che si conoscono poco, sui quali gravano parecchi pregiudizi. Ad esempio, la città di Basilea  ha adottato le torri colombaie dal 1988 ottenendo in un anno la riduzione del 50% del numero di uccelli e il suo esempio  è stato seguito nel 2003 anche da Parigi, Londra, Oslo, Sydney e Nottingham. Il Comune di Padova si è così espresso sulla gestione dei piccioni in città “Non bisogna mirare alla eliminazione dei colombi liberi dalla città; l'obiettivo da raggiungere è il mantenimento in un numero tale da essere in equilibrio con l'ambiente urbano (densità stimata in circa 300/400 ind/Km2). Non esiste una sola metodologia valida per contenere una popolazione di piccioni ma vanno adottate più tecniche. Le azioni vengono distinte in: interventi conoscitivi (es. censimenti, monitoraggi sanitari), misure indirette (es. ordinanze di divieto alimentazione colombi, posizionamento di dissuasori, chiusura siti di nidificazione ed eliminazione posatoi, ecc.), misure dirette (es. prelievi mirati, alimentazione medicata, ecc.). Le misure indirette hanno una’ elevata efficacia, perché agiscono proprio sulla limitazione del cibo e dei siti di ricovero, cioè su quei fattori che predispongono alla crescita demografica. In particolare è considerata un'azione corretta la riduzione delle risorse alimentari, evitando distribuzioni di cibo non controllate o abbandoni di scarti alimentari”.
Dunque, le soluzioni ci sono, basta agire con volontà e senso civico, con tolleranza e accettazione, ricordando che il pianeta non appartiene solo alla nostra specie ma anche a tutte le altre, con le quali dobbiamo sapere convivere in armonia.

AAA Volontari cercasi

L'A.P.A.S. cerca volontari per un percorso di formazione progressivo e continuo, con l’obiettivo di fornire conoscenze di base per una corretta e sicura interazione con i cani, migliorare la qualità di vita in canile, aumentare la possibilità dei cani di venire adottati, capire la tipologia di famiglia adatta in base alla personalità del cane.
Periodo: un pomeriggio al mese (generalmente il sabato) a partire da Maggio fino ad Ottobre (escluso Agosto)
Modalità di partecipazione: la partecipazione è gratuita ed è rivolta agli operatori ed ai volontari del canile, ma anche ai cittadini che vorranno intraprendere questo percorso. Indispensabile essere maggiorenni.
Argomenti del corso: comprendere la comunicazione del cane, valutare lo stato d’animo per agire in maniera adeguata; come creare una relazione che migliori il benessere del cane; proporre attività adeguate per ogni cane.
Ciascun partecipante lavorerà con un particolare cane
Formatori: Claire Chiaruzzi e Cristina Bonini
Ottobre 2016: fine settimana con Giusy d’Angelo per la valutazione del lavoro svolto e per eventuali ulteriori indicazioni in merito.
Iscrizioni entro il 30/04/2016 telefonando al 366 7302066

Iscriviti all'APAS

Gli animali potranno avere un amico in più:
Categorie e quota annuale:
Socio effettivo (18 anni in su) € 20
Socio junior (14-17) € 10
Socio Pulcino (età inferiore ai 14 anni) nessuna quota
Adozione a distanza di un cane o un gatto del Rifugio: € 30
Puoi iscriverti, rinnovare, effettuare adozioni e donazioni nei seguenti modi:
ASSET BANCA - IBAN: SM40O0326209802000020300848
CARISP - IBAN: SM88V0606709808000080148522
intesta ad Associazione Sammarinese Protezione Animali, specificando:
nome, cognome, indirizzo,causale di versamento.
Al Rifugio-APAS (feriali e festivi nelle mattinate);
Casalinghi “Lara per” a Borgo Maggiore, P.zza Grande 17;
Impronte Brillanti Via del Serrone, 26 San Marino;
Edicola-cartoleria “Quadrifoglio” Via Piana, 93 San Marino;
Bau Bau Micio Micio Via Impietrata 86 Fiorentino;
Scodinzolando Via 28 Luglio, 101 Borgo Maggiore;

Adozioni al rifugio APAS

Tito: è un giovane meticcio buono e bello, gli piace stare con le persone, quindi
sarebbe perfetto come compagno di vita, ma è ancora al canile… Offrigli un’opportunità, non te ne pentirai è un cane davvero dolcissimo.
Macchia: è un cucciolone con tanta voglia di correre e giocare. Sarebbe magnifico se una famiglia lo accogliesse. Passeggiare, giocare, coccole sul divano in pieno relax… sono ciò che più desidera, inoltre è molto socievole anche con gli altri cani.
Omar: ha conosciuto la vita di cane randagio e nonostante sia un cagnolino buono e socievole un umano disumano l’ha abbandonato. Al canile ha accettato i suoi simili e le persone, riacquistando fiducia e sicurezza.
Per informazioni contattare il RIFUGIO APAS dalle ore 8 alle 14; tel 0549/996326
info@apasrsm.org

Non solo cani e gatti...

Al Rifugio APAS trovano soccorso e protezione tanti altri animali che la gente ci porta, perché trovati feriti o vaganti nei luoghi più disparati, in pericolo di vita,
oppure rinunciati da chi pensava di prendersene cura. Si tratta in genere di conigli, tartarughe d’acqua e di terra, di merli, storni, uccellini canori ancora da imboccare, di piccioni con zampette o ali spezzate. Vengono curati e accuditi e se possibile liberati in natura, come nel caso degli uccelli, in altri casi affidati a volontari, in ultima istanza restano al Rifugio custoditi in spazi dedicati.

Cresce la sensibilità sui diritti animali

È stato presentato nei giorni scorsi a Roma il Rapporto Italia 2015 dell’EURISPES, un documento che ogni anno cerca di inquadrare le visioni degli italiani su molti temi di economia, politica, attualità ed etica. Tra questi ultimi anche quelli legati agli animali e al loro utilizzo in questa società. Il nuovo rapporto 2015 evidenzia ancora una volta come una schiacciante maggioranza di persone sia contraria agli allevamenti per pellicce, alla sperimentazione animale e alla caccia e in generale testimonia una crescita di sensibilità su molti altri temi. Ma allo stesso tempo mostra anche quanto il mondo della politica sia sordo di fronte ad un innegabile cambiamento etico.
Due i segnali particolarmente positivi legati alle campagne nazionali che si stanno portando avanti. Un aumento di ben il 13% degli italiani che chiedono di equiparare gli equidi agli animali d’affezione e vietarne la macellazione, risultato che arriva poco dopo la diffusione sui principali media italiani della campagna di investigazione Viaggi Senza Ritorno e le conseguenti iniziative di sensibilizzazione al riguardo. Ma anche il raggiungimento di un davvero significativo 90,7% di persone che vorrebbero la chiusura degli allevamenti di visoni.
Questo rapporto mostra un paese in cui i temi dei diritti animali trovano sempre più sostenitori, in cui il lavoro delle associazioni in loro difesa sta creando un concreto cambiamento sociale, dal quale non può che derivare anche un cambiamento nelle scelte personali e si spera prima o poi in quelle istituzionali.
Ecco cosa dicono i dati:
NO allevamenti di animali da pelliccia 90,7% – (85,5% nel 2014)
NO macellazione cavalli 64,4% – (51,9% nel 2014)
NO alla sperimentazione animale 87% – (81,6% nel 2014)
NO alla caccia 78,8% – (74,3% nel 2014)
NO agli animali nei circhi 68,3% – (65% nel 2014)
NO ai delfinari 64,8% – (43% nel 2014)
NO agli zoo 53,3% – (42,2% nel 2014)
SI all’accesso degli animali da compagnia nei luoghi pubblici 56,5%
SI anche nelle strutture ricettive 56,8%
L’obiettivo è quello di rendere questi numeri in fatti concreti, ma perché succeda c’è bisogno dell’impegno e della partecipazione di ognuno, ognuno di noi con l’esempio personale può fare la differenza.

Prevenire è meglio che... pestare!

Raccogliere le deiezioni solide del proprio cane o del cane che si ha in custodia è principalmente una questione di rispetto verso gli altri, verso l’ambiente e verso gli stessi cani, che per questo non saranno oggetto di intolleranza da parte delle persone. Chi non provvede in tal senso, disattende la Legge 30 Luglio 2012 art 4 comma e, incorrendo nella sanzione prevista. Portare con sé durante la passeggiata il sacchettino per la raccolta, dovrebbe divenire abitudine naturale di tutti coloro che passeggiano col cane. Sarebbe molto utile se le Giunte di Castello lo ricordassero ai propri residenti, prendendo esempio dalla Giunta di Città che annualmente invita i possessori di cani alla raccolta delle deiezioni.

Una nuova coscienza per la tutela degli animali

La Repubblica di San Marino a partire dai primi anni ‘90 si è dotata di efficaci normative a tutela degli animali che sanzionano o perseguono chi si rende responsabile di omissioni o reati contro di essi. Si tratta di un’importante conquista civile per il nostro Paese, eppure ogni giorno diveniamo testimoni di episodi di maltrattamento, intolleranza, incuria, sopraffazione, verso animali di ogni specie. I casi più diffusi riguardano cani e gatti, gli animali di affezione più vicini all’uomo, che se da un lato vengono esaltati e persino umanizzati, dall’altro sono le vittime più ricorrenti dell’insensibilità e della follia umana. Poi vi sono gli animali selvatici, i quali quasi sempre vengono visti come antagonisti dell’uomo nella contesa delle risorse e degli spazi, cosa che legittima il ricorso alla loro eliminazione scientifica e programmata, deliberata dalle istituzioni stesse. A farne ancora le spese sono animali che vivono accanto a noi da sempre, come ad esempio i piccioni che molte persone, non si fanno scrupoli ad eliminare o a ferire gravemente per allontanarli. L’uomo si ritiene il padrone indiscusso della Terra e considera le altre specie inferiori, poiché diverse, nate per servirsene a piacimento, da uccidere per sfruttarne ogni parte o da maltrattare per puro piacere. Il merlo dell’immagine è stato vittima della stupidità e della tracotanza di un automobilista, che sorpassando a tutta velocità in salita e in divieto di sorpasso un’altra auto, lo ha travolto nel momento in cui il povero volatile cercava di alzarsi dalla strada per spiccare il volo…! A cosa servono dunque le leggi a difesa degli animali se l’uomo non impara a rispettare ciò che è diverso, ad apprezzare l’unicità e il ruolo che ogni animale occupa in natura o nel proprio ambiente, se non si rende conto che anche gli altri animali, sono esseri senzienti, con pieno diritto alla libertà e alla vita su questa pianeta?

Cane vagante, che fare?

Un cane che vaga liberamente è fonte di preoccupazione, in particolare quando costeggia la strada, o peggio, si sposta incerto sulla carreggiata. Le normative in materia prevedono che i cani non possano vagare liberi al di fuori della proprietà privata, se non condotti dal proprietario o detentore, pena, la sanzione amministrativa per cane vagante. Eppure nonostante ciò, troppi dimenticano le prescrizioni e lasciano andare liberamente a spasso il proprio cane, esponendolo al rischio di essere investito e al fatto che possa minare l’incolumità delle persone. La situazione diviene più critica nelle ore serali e notturne, quando al cane si concede la “libera uscita” prolungata. Molti cittadini, preoccupati nel vedere un cane vagante in circostanze di rischio, chiamano l’APAS per chiedere cosa fare, tuttavia, nel premettere che da sempre molto irresponsabilmente da parte dello Stato non è stato mai previsto un servizio di recupero serale, notturno e festivo dei cani vaganti, si è costretti a rispondere che la sorte dei cani vaganti in tali circostanze è affidata alla fortuna, al buon cuore delle persone, ai volontari dell’APAS, per un eventuale recupero. Alla luce di questa inqualificabile trascuratezza istituzionale, cosa fare allora quando ci si imbatte in un cane vagante esposto a pericolo? Si possono comunque chiamare le Forze dell’Ordine, in particolare Polizia Civile (0549/887777) o Gendarmeria (0549/888888) poiché in grado di intervenire sul posto col lettore del microchip. Qui i casi sono due: se il chip corrisponde a un proprietario rintracciabile, questi viene subito allertato per il recupero del cane; in caso contrario, e qui viene il bello…..il cittadino, purché consenziente, potrà caricare il cane sulla propria auto a suo rischio e pericolo e scortato dalla pattuglia delle Forze dell’Ordine, dotate di chiavi fornite appositamente dall’APAS per l’accesso ai box d’emergenza, trasportare il cane al canile. In caso di cane accidentato, le stesse Forze dell’Ordine, dovranno chiamare il veterinario di Stato reperibile, che sarà tenuto ad accorrere tempestivamente sul posto, per prestare le cure necessarie all’animale.

Perchè un cane, se non hai tempo?

Decine le segnalazioni che arrivano ogni settimana al Rifugio per denunciare la cattiva custodia di un cane o il suo maltrattamento. La casistica riguarda cani tenuti sui balconi, fra gli escrementi, spesso senza cuccia e il più delle volte, secondo le testimonianze senza l’indispensabile “sgambata” giornaliera e la relazione con la famiglia. Altre segnalazioni, riguardano i cani da caccia, assemblati in gabbiotti maleodoranti, senza il necessario movimento, con rare uscite a discrezione del proprietario concentrate solo nel periodo di caccia consentita. Oppure cani tenuti in un angolo isolato del giardino, con cibo, acqua e qualche sporadica carezza attraverso la rete del piccolo box, ma guai ad aprire il cancello, si potrebbe rovinare il prato inglese…e della passeggiata neppure parlarne, ma chi ha tempo? Se poi i cani, così reclusi o isolati abbaiano,combinano guai, reclamando in tal modo le dovute attenzioni,vengono sgridati e persino puniti o picchiati! Desideriamo al contrario ricordare che la legge è dalla loro parte, che il cane ha diritto alle dovute attenzioni, materiali e relazionali da parte della sua famiglia umana, in base all’art 25 della Legge 23/04/91 e all’art 282 bis C.P e che non ha chiesto lui di essere acquistato o adottato…. Chi non ottempera a quanto sopra è perseguibile con sanzioni amministrative e atti penali.

Guida contro il caldo estivo

Non lasciate mai un animale incustodito dentro l'auto. Con il caldo forte la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini socchiusi trasformando la vettura in un vero e proprio forno. In queste condizioni, bastano anche solo 10 minuti per condannare il vostro animale ad una morte orribile.

Se notate un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole occorre rintracciare al più presto il proprietario del veicolo e se non reperibile, chiamate immediatamente le forze dell'ordine cercando nel frattempo di creare ombra (mettendo ad esempio giornali sul parabrezza) e se possibile, di versare dell'acqua all'interno per bagnare l'animale o farlo bere attraverso un'eventuale fessura del finestrino.

Assicuratevi che i vostri animali abbiano riparo dal sole cocente e sempre acqua fresca a disposizione. La cuccia del cane dovrà essere collocata all’ombra o ombreggiata.

Evitate le passeggiate col cane nelle ore più calde della giornata, dove aumenta il rischio di colpi di calore o quello di bruciarsi le zampe sul suolo caldo.
Se il vostro gatto vive in casa, cercate di farlo uscire solo nelle ore serali e più fresche della giornata.
Non radete il gatto a zero. Anche se potrebbe sembrare una cosa utile, il pelo funge da isolante e permette una piccola schermatura contro il calore.
Anche uccelli e criceti vanno riparati dal sole, quindi occorre posizionare la gabbia in un luogo fresco, arieggiato e ombreggiato.

I conigli soffrono molto il caldo per cui, se tenuti sul balcone, è bene ombreggiare al massimo e possibilmente scegliere di collocarli sul versante della casa più fresco ed arieggiato. Se invece vivono in giardino, fate in modo che abbiano un riparo all’ombra e la ciotola con acqua fresca.

Se avete un acquario con pesciolini o tartarughe è importante non tenerlo sotto il sole diretto e cambiare l'acqua con regolarità, avendo cura di togliere le alghe che si formano. Nel laghetto in giardino si dovrà rimboccare l’acqua spesso per compensare quella che evapora e sostituire l'ossigeno perso.

Lasciate a disposizione degli uccelli e degli animali selvatici ciotole di acqua fresca perché si possano abbeverare o bagnare nelle ore più calde della giornata.

Un uomo un giorno scrisse a un albergo di campagna...

.... in Irlanda, per chiedere se erano disposti ad accettare la presenza di un cane. Questa la risposta che ebbe: “Caro signore, lavoro negli alberghi da più di trent’anni. Fino ad oggi non ho mai dovuto chiamare la polizia nel cuore della notte per cacciare un cane ubriaco. Nessun cane ha mai tentato di rifilarmi assegni a vuoto. Mai un cane ha bruciato le coperte fumando a letto. Nessun cane si è mai infilato in valigia qualche asciugamano. Il suo cane è benvenuto. Se lui garantisce, può venire anche lei”.

A cura di APAS

Anacronistiche tradizioni

Feste della parrocchia, festa del Castello, festa di stagione, sagra di qualcosa… ogni fine settimana è buono per organizzare una festa. Fino qui nulla da dire, se non purtroppo, sul fatto che spesso il premio della festa è un animale o come recentemente riportato nella brochure di un Castello “un maialino in carne ed ossa”! Siamo nel terzo millennio, in un paese occidentale e civilizzato eppure, nonostante ciò, permangono tristemente nel sentire comune i retaggi di una cultura retrograda e antropocentrica, che pone gli animali alla stregua di oggetti inanimati, privi di ogni diritto e annientati nella loro dignità.

Servizio cinofilo: un servizio a metà

Il recupero dei cani randagi e vaganti spetta al Servizio per il controllo della popolazione canina, istituito per legge nel 1991 e configurato nell’organico del Dipartimento Sanità Pubblica e Servizio Veterinario di Stato. Prevede due guardie cinofile, che oltre a svariati compiti connessi legati alla prevenzione del randagismo e alle questioni di sanità pubblica, provvedono al recupero dei cani vaganti per ragioni di sicurezza e di benessere animale. Da oltre un anno però il Servizio è parziale, a causa del pensionamento di un operatore peraltro non ancora sostituito. Una guardia cinofila da sola non può coprire l’intera giornata lavorativa, tenendo conto poi, che quando usufruisce di ferie, permessi e malattia, il servizio è del tutto inesistente! Se a ciò si aggiunge l’annosa questione, giammai risolta del recupero dei cani nei fine settimana, nei festivi infrasettimanali e ogni giorno dopo l’orario di servizio delle guardie cinofile (oltre le 17,30 solo se in servizio entrambe le guardie cinofile) la carenza è davvero preoccupante. Nei comuni limitrofi al contrario il recupero dei cani è attivo 24 ore su 24, proprio per prevenire situazioni di rischio per l’incolumità di animali e persone. Nei fine settimana, alla sera, e nei festivi infrasettimanali, giungono all’APAS segnalazioni frequenti di cani che vagano in mezzo alla strada o in difficoltà e solo se il cittadino provvede lui stesso al recupero, o un volontario dell’Associazione (ma non dimentichiamo i fattori di rischio in tal caso, sia nella cattura che nel trasporto del cane per chi non è autorizzato o attrezzato) è possibile portarlo al canile, altrimenti ci si trova costretti a rispondere che non si può intervenire in quel momento, a causa della mancanza del Servizio preposto, risposta che lascia la persona piuttosto delusa se non addirittura indispettita. Questa situazione è nota da sempre alle Istituzioni, ai competenti settori di Stato e alle Forze dell’ordine ma si tende a ignorare il problema, in barba alla Legge 23/04/91 n.54 a prevenzione del randagismo, tutela della popolazione canina e della salute pubblica.

Turismo con animali

L’Estate 2013 segna un altro importante traguardo per i diritti degli animali nel nostro Paese, ovvero, la possibilità per i cani di accompagnare i loro proprietari, in vacanza a San Marino. Il Progetto, che si correderà prossimamente di una brochure informativa, nasce dalla collaborazione di APAS e San Marino Agility Dog con la Segreteria di Stato al Turismo, proprio per dare la possibilità al turista e a chiunque desideri portare con sé il proprio cane, di poter entrare nei ristoranti, hotel, bar, negozi, senza timore di essere rifiutato. Gli esercizi che aderiranno all’iniziativa esporranno sulla vetrata d’ingresso la vetrofania “Qui posso entrare!”

Nella loro nuova casa

Set ha sofferto molto. Adottato da cucciolo, non ha avuto l’amore che un cane avrebbe dovuto avere. E’ stato investito, ha subito un intervento alla zampa, poi rifiutato dalla sua famiglia è tornato al canile… Di nuovo un intervento, quindi la lenta guarigione ma la prospettiva di una vita ancora in canile, fino a quando sono arrivati loro, i nuovi genitori!! Che festa e che meraviglia questa nuova vita…. e il mare chi lo conosceva?!

Il menù vegetariano nelle scuole

E' stata avviata, presso il plesso scolastico della Scuola dell’Infanzia “La Margherita” di San Marino Città, una sperimentazione, in base alla quale sarà possibile richiedere, in alternativa al menù consueto, un menu vegetariano, in cui siano esclusi pesce e carne. Questo importante risultato rappresenta un traguardo significativo per quelle famiglie, che col pieno sostegno dell’APAS, hanno fatto valere presso l’Istituzione sanitaria il diritto ad alimentare i propri figli con alimenti che non prevedano crudeltà sugli animali. Si tratta di un piccolo passo, poiché al momento l’alternativa parte come sperimentazione in un solo plesso scolastico, ma ci impegneremo affinché venga estesa a tutta la Scuola dell’Infanzia ed Elementare nei prossimi mesi. La possibilità di scegliere il tipo di razione alimentare coerente coi propri principi etici e di salute, rappresenta un primo grande traguardo di libertà e civiltà di un popolo.
Il menu vegetariano è stato predisposto dal Servizio Dietologico dell’I.S.S. garantendo il giusto apporto nutrizionale. E’ possibile visionare il menù nella bacheca del plesso oppure consultando il sito della Scuola Infanzia www.educazione.sm/infanzia alla voce Sperimentazione MENU’ VEGETARIANO.

Educare i bambini al rispetto degli animali

Questo è lo scopo del nuovo Progetto che l’Associazione Sammarinese Protezione Animali ha rivolto ai bambini della Scuola Elementare, attraverso la realizzazione di un Opuscolo dal titolo “I Bambini e gli Animali”. Con testi semplici e colorate illustrazioni, si vuole far conoscere ai ragazzi la triste condizione degli animali abbandonati, la prigionia e lo sfruttamento nei Circhi, negli Zoo, la crudeltà delle pellicce, la distruzione del loro ambiente naturale ma al contempo, si vuole lanciare loro un messaggio di responsabilizzazione. L’Opuscolo ha ricevuto il Patrocinio della Segreteria Pubblica Istruzione ed è stato prodotto in collaborazione con: Fondazione San Marino CARISP, Titancoop, Agrigarden, Music-In, cui va il ringraziamento sentito dell’APAS. Le simpatiche illustrazioni e l’impaginazione sono opera dell’illustratrice Stefania Maragna, Socia APAS, cui va altresì il nostro grazie più sincero. E’ possibile visionare o scaricare l’Opuscolo dal sito dell’APAS. www.apasrsm.org

Cittadino educato, cane buon cittadino!

L’APAS si rende portavoce di un accorato appello proveniente da molti cittadini che giustamente lamentano la non raccolta delle deiezioni dei cani da parte dei proprietari. Non possiamo che essere dalla parte di coloro che richiamano al rispetto della normativa vigente e che pretendono, a ragione che questa venga rispettata. Invitiamo pertanto ad utilizzare gli appositi dispenser che forniscono guanto e sacchetto per la raccolta, o comunque a dotarsi di apposito sacchetto durante la passeggiata con il proprio cane. Non dimenticare: un cane buon cittadino è reso tale da un proprietario civile ed educato.

Cane identificato, cane ritrovato

Nonostante la normativa in materia, risalente al 1991 che prevede oltre agli aspetti di tutela di cani e gatti, l’iscrizione del cane all’anagrafe canina con l’identificazione indelebile, sono ancora una minoranza i cittadini che hanno provveduto allo stato attuale a “microchippare” il proprio cane. Per legge pena sanzioni, è d’obbligo iscrivere il proprio cane all’anagrafe e identificarlo entro l’età di sei mesi se cucciolo o entro sei mesi da quando se ne venga in possesso, se adulto. Tale lasso di tempo risulta a lato pratico un po’lungo, quindi per non rischiare nel frattempo di perdere il proprio cane, risulta molto utile dotarlo di un collare con medaglietta recante il nostro numero di telefono e se possibile l’indirizzo. Per ottemperare correttamente alla legge si consiglia poi di contattare il Servizio Veterinario di Stato, oppure il veterinario di fiducia al fine di provvedere alla collocazione del microchip, pratica assolutamente rapida e indolore per il nostro fedele amico.
Se non vuoi perdere il tuo fedele amico non aspettare iscrivilo subito all’anagrafe!
Per informazioni: Servizio Veterinario di Stato: Uffici 0549/994433; 0549/994431 Ambulatorio Lesignano (Fiorina) 0549/904614

Campagna di prevenzione del randagismo

L’Associazione Sammarinese Protezione Animali e il Servizio Veterinario di Stato promuovono anche per il 2012 la Campagna
“ + sterilizzazioni - abbandoni “
offrendo un contributo economico a chi sterilizza il proprio cane e il proprio gatto. Sterilizzare una cagna o una gatta è una procedura necessaria per evitare gravidanze indesiderate e nel contempo, previene all’animale diversi problemi di salute, quali i tumori mammari e all’utero. Inoltre, l’aspettativa di vita degli animali sterilizzati, sia maschi che femmine, aumenta notevolmente, in quanto vengono ridotti i rischi di malattie a trasmissione sessuale. Regolamento per usufruire del contributo
- Contributo di 50 euro per ogni gatta (disponibili 40 quote)
- Contributo di 90 euro per ogni cane femmina (disponibili 20 quote), con prenotazione per cittadini e residenti in territorio e non più di un contributo per nucleo familiare fino ad esaurimento quote, nei giorni: sabato 8 – 15 – 22 Settembre 2012
dalle ore 14,00 alle ore 18,00 telefonando al numero: 0549 992558 (Nadia). Il contributo verrà assegnato su presentazione della ricevuta del medico veterinario che ha eseguito l’intervento, purché questo sia avvenuto dopo la data di prenotazione. La presentazione del documento veterinario dovrà avvenire entro e non oltre il 20 Dicembre 2012. In caso di rimanenza quote, queste verranno assegnate a coloro che ne faranno richiesta entro l’arco di tempo in cui è attiva la Campagna sterilizzazioni, contattando il numero telefonico di cui sopra.

Animali da compagnia ancora più tutelati

Da fine luglio gli animali da compagnia possono beneficiare di un’ulteriore normativa, la Legge 30 Luglio 2012 n. 101 approvata all’unanimità in CGG, dal titolo“Disposizioni in materia di protezione degli animali da compagnia e di tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” L’articolato, predisposto dal Servizio Veterinario di Stato, dall’APAS e da veterinari liberi professionisti, pone in maniera più articolata l’attenzione al benessere animale, alla tutela delle persone in caso di cani con aggressività incontrollata e obblighi dei detentori degli animali da compagnia. Consta di una ventina di articoli che ribadiscono o completano le norme presenti nelle leggi già in vigore, ma che introduce aspetti nuovi e auspicati per garantire agli animali maggior maggior tutela e protezione. Con animale da compagnia si intende “l’animale domestico tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo,in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia. Le norme più importanti introdotte riguardano:
- la modalità di custodia, che naturalmente deve tener conto a priori dei bisogni fondamentali e primari dell’animale, ma anche delle sue caratteristiche specifiche ed etologiche;
-il divieto assoluto, peraltro già perseguito dal Codice Penale, nella comune custodia di un animale, nell’addomesticamento, esposizione ecc di utilizzare metodi che possano danneggiare la sua salute e il suo benessere, nonché l’impiego di metodi artificiali per costringere l’animale a prestazioni che superino le sue naturali capacità;
-il dichiarare all’Autorità competente, il commercio, l’allevamento, la custodia a fini commerciali, per poter verificare l’adeguatezza delle strutture di ricovero e allevamento, i flussi degli animali, ecc;
il divieto d spettacolo, pubblicità, esposizione, manifestazione con animali, a meno che non siano garantite le norme di benessere indicate nella presente legge e nelle normative affini;
il divieto di taglio delle orecchie e della coda, in quelle razze canine che fino ad oggi potevano essere mutilate per assurdi motivi di bellezza o di standard…! In tal senso la Repubblica di San Marino, supera ancora una volta la vicina Italia, dove questa materia è tuttora dibattuta soprattutto nel mondo cinofilo –venatorio dove per alcune razze, si ricorre in deroga al taglio della coda;.
-divieto di apposizione del collare elettrico, sia nella comune custodia che nell’addestramento;
L’obbligo di seguire corsi di formazione cinofila per quei proprietari che decidono di scegliere cani di razze cosiddette impegnative;
Le sanzioni previste quindi in caso di inottemperanza della presente legge vanno da un minimo di 500 a un massimo di 6000 Euro, ma le infrazioni che costituiscono reato, seguiranno l’iter penale e saranno perseguite in base all’art. 282 bis.

Volontari cercasi!

Abbiamo necessità di volontari al Rifugio APAS, soprattutto per il gattile, ora pieno di tanti cuccioletti bisognosi di cure. Se ami gli animali e hai tempo libero, soprattutto nelle mattinate di sabato, domenica e festivi contattaci al più presto. Noi e loro te ne saremo grati! Per info e/o disponibilità rivolgiti al numero: 335/7341940 (Fulvia)

No all'acquisto

Parte la campagna di sensibilizzazione contro l'acquisto di animali, particolarmente sentita in prossimità delle feste natalizie quando cani, gatti, criceti e compagnia bella vengono comprati e regalati come fossero panettoni. Non smetteremo mai di condannare il commercio di esseri viventi, allegramente praticato da molti sedicenti "amanti degli animali", mentre nei rifugi migliaia di cani, gatti, conigli languono in solitudine, in attesa di essere adottati.
E chi non è in condizione di adottare un animale per mancanza di spazio o di tempo, può sempre effettuare un'adozione a distanza per aiutare uno dei tanti rifugi che ogni giorno, fra mille difficoltà, si prendono cura degli invisibili.

Un semplice gesto, un grande aiuto

Desideriamo ringraziare tutte quelle meravigliose persone che recandosi a fare la spesa non dimenticano la condizione di tanti trovatelli che avevano una casa ma che ora non l’hanno più, a causa dell’”amico”in cui avevano riposto fiducia e amore. Altri invece, famiglia e casa non l’hanno mai avuta, poiché nati in strada, nei fossi, in vecchi ruderi, nel bosco, non hanno conosciuto l’amore e le cure dell’uomo, ma forse così, neppure i vergognosi tradimenti di cui è capace. Noi ci occupiamo di loro, li accogliamo offrendo riparo e protezione, cibo, cure e tanto affetto, ma soprattutto un’altra possibilità di vita, in cui possano credere ancora in questo strano “animale a due zampe”, così mutevole nei sentimenti, così crudele e insensibile, ma anche così pietoso, sensibile, solidale, disposto al sacrificio e all’abnegazione per restituire loro amore e dignità. Chi offre agli animali abbandonati anche solo un piccolo contributo, fa una grande gesto d’amore, perché partecipa assieme a noi ad aiutarli concretamente, consentendone la sopravvivenza. Grazie dunque, a tutti coloro che danno una mano a sfamare i cani e i gatti del Rifugio e tanti altri gatti delle colonie feline presenti in territorio. L’APAS ricorda che chi volesse contribuire, può trovare i contenitori predisposti alla raccolta del cibo presso i Centri commerciali SMA di Dogana e Fiorentino, presso Alimentari Discount Giorgetti e La Sociale di San Marino e presso Titancoop.