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Per San Marino

LE TRAIETTORIE DEL CAMBIAMENTO
Il Movimento “… per San Marino” si è costituto in seguito alla profonda crisi della partitocrazia che con le sue lotte di potere, col nefasto intreccio tra affari e politica, con un clientelismo esagerato, con errori di gestione enormi, ha portato il Paese al declino, ad una recessione economica che dura da cinque anni, ad un indebitamento colossale che mette a repentaglio la sopravvivenza della Repubblica.
Il Movimento “… per San Marino” intende dare il suo contributo per promuovere una profonda svolta morale, politica e culturale; partecipare ad un progetto decennale per costruire una nuova San Marino con un insieme di riforme coordinate e coerenti; impostare il buon governo nella libertà, nella solidarietà, nella sicurezza e nella giustizia sociale, con l’obiettivo di una concreta rinascita del Paese.
Il Movimento “… per San Marino”, nella piena convinzione che esistono le energie culturali e le risorse umane che possono avviare un radicale cambiamento, sostiene l’organizzazione di una comunità aperta che vede protagonisti i cittadini sammarinesi, le nostre giovani generazioni, sostenute dalla forza creativa e determinante delle nostre donne e dall’esperienza consolidata degli anziani, animate da una chiara visione di futuro.
Il Movimento “… per San Marino” ritiene essenziale costruire una democrazia sociale basata sulla legalità, sulla trasparenza, sulla partecipazione attiva dei cittadini sammarinesi alle grandi scelte politiche e alle attività economiche statali e private per unire l’intera comunità e diffondere l’orgoglio di essere sammarinesi.
Opera pertanto con l’obiettivo di realizzare l’alleanza tra le forze del lavoro, dell’impresa e delle professioni per esprimere la ferma volontà di realizzare una nuova San Marino onorata e rispettata.
Il Movimento “… per San Marino” si vuole realizzare una comunità dei doveri e dei diritti; affermare la laicità dello Stato; valorizzare l’impegno, il merito e l’intelligenza; difendere la dignità del lavoro; assicurare il rispetto della famiglia e il valore della persona; riconoscere ai sammarinesi nel mondo la pari dignità dei diritti di cittadinanza; dare priorità alla formazione e all’educazione attraverso un sistema scolastico pubblico, di alto livello, teso a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro; difendere la libertà della ricerca scientifica; affermare le pari opportunità anche con una forte attenzione al rapporto tra tempo di vita e tempo di lavoro.
Il Movimento “… per San Marino” ritiene pertanto che devono avere priorità assoluta la piena occupazione di tutti i lavoratori sammarinesi; la salvaguardia di un ambiente sano, dinamico e favorevole ad uno sviluppo economico sostenibile; la rifondazione etica del Paese impostata sullo stato di diritto, su istituzioni credibili ed autorevoli, su servizi di eccellenza.
Devono affermarsi una cultura di governo del territorio e dell’ambiente, nuovi metodi di gestione della cosa pubblica; una informazione libera e imparziale. Vanno contrastate duramente la criminalità organizzata, la presenza di comportamenti disonesti nella politica e nella Pubblica Amministrazione; i conflitti di interesse e le incompatibilità.

ECONOMIA, FINANZA, TERRITORIO
Il Movimento “… per San Marino” propone la definizione di un progetto decennale da revisionare ogni anno impostato su un nuovo modello economico caratterizzato dalla trasparenza e dalla legalità, con l’obiettivo di promuovere una crescita programmata e sostenibile; la piena occupazione di tutti i sammarinesi; la difesa e il rafforzamento dello stato sociale; la diffusione del benessere psicofisico e materiale; il bene comune.
Per calibrare la quantità e la qualità degli interventi è prioritaria la redazione di un rapporto completo sullo stato della finanza pubblica e privata avvalorato dal parere della Commissione di Controllo della Finanza Pubblica. Il rapporto dovrà illustrare la situazione del sistema bancario, finanziario e assicurativo, nonché la situazione debitoria complessiva dello Stato, le garanzie prestate impegnando il patrimonio pubblico, la liquidità effettiva di Tesoreria, i pagamenti e gli incassi da effettuare, l’incidenza di spesa della PA sulle uscite depurate delle partite di giro e dei trasferimenti alle Aziende Autonome e agli Enti.
Tale rapporto dovrà essere disponibile per tutti i cittadini.
Il declino dell’economia va fermato impostando:
1. un Piano delle Attività Produttive e dei Servizi per inserire nuove tecnologie e centri di ricerca scientifica, per valorizzare la libera impresa, per garantire la protezione degli investimenti, per abolire il sistema concessorio e revocatorio, per incentivare la cooperazione, per promuovere l’istituzione di un Fondo di Investimento pubblico/privato dedicato alla nascita e allo sviluppo di attività imprenditoriali.
La ripresa economica del Paese va programmata tenendo in considerazione le risorse umane disponibili, l’esiguità del territorio e la tutela dell’ambiente.
Va sostenuta con la ricerca scientifica al fine di selezionare nuove imprese per realizzare nuovi prodotti e per inserirsi nel settore della bio economia.
La cooperazione deve diventare il terzo settore dell’economia che valorizza il capitale umano, che responsabilizza i lavoratori facendoli diventare imprenditori di sé stessi, che mette insieme efficienza e democrazia partecipativa;
2. a messa in sicurezza, rilancio e internazionalizzazione del settore finanziario e creditizio, puntando su investimenti solidi e professionali di caratura mondiale, necessari per il funzionamento del sistema; trasformando la Cassa di Risparmio in una banca sociale, perno del sistema interno, con la partecipazione economica di tutti i cittadini, dello Stato, degli Enti, delle imprese, dei sindacati, delle associazioni di categoria, con il compito principale di offrire servizi finanziari, di gestire la Tesoreria statale, di mettere in sicurezza il Fondo di Riserva delle Pensioni oggi a rischio, di ridimensionare fortemente la Banca Centrale ormai elefantiaca, il cui vertice va rinnovato totalmente. Uscita delle banche dal capitale sociale di Banca Centrale ripristinando la separazione tra controllori e controllati. Accordo con Bankitalia e con l’Europa per sostenere il sistema sammarinese attraverso l’accesso alla liquidità dell’Eurosistema, l’accesso diretto ai sistemi di pagamento UE, la capacità di essere prestatore di ultima istanza, l’entrata nel Sistema Europeo di Banche Centrali;
3. il varo di un Piano per il Commercio e il Turismo attraverso la formazione di poli di sviluppo:
• Il Polo del Divertimento e del tempo libero riferito ad alberghi, attività congressuale, organizzazione di eventi, centri termali e del benessere, gioco, spettacolo;
• Il Polo Produttivo-Commerciale nel Castello di Serravalle, riorganizzando tutto il suo territorio con adeguata viabilità, parcheggi sotterranei, percorsi pedonali, collegamenti meccanici, abbellimento urbanistico, segnaletica, arredo urbano ed illuminazione adeguati, attraversamento della superstrada in totale sicurezza e comodità, l’ingresso che evidenzia l’entrata in un altro stato.
• Il Polo Turistico-Culturale nei Castelli di San Marino e Borgo Maggiore, procedendo ad un completo restauro conservativo dei centri storici; alla costruzione di collegamenti meccanici con parcheggi decentrati; alla pedonalizzazione delle due cave sul ciglio del monte; al trasferimento in altro sito della televisione per un migliore utilizzo del Palazzo dei Congressi; alla riqualificazione dell’offerta turistica; alla organizzazione di eventi culturali nei periodi più opportuni; ad accordi turistici con altri Stati; alla organizzazione di collegamenti internazionali per via aerea e marittima; alla formazione degli addetti per una accoglienza di alto livello;
4. sviluppo della Cooperazione a cominciare dai servizi non strategici della Pubblica Amministrazione; partecipazione economica dei cittadini nell’Azienda dei Servizi opportunamente potenziata e sviluppata, nei giochi della sorte, nelle iniziative private o pubbliche di notevole rilevanza.
Il Movimento “… per San Marino” ritiene prioritario intervenire drasticamente sulla disastrosa finanza pubblica procedendo al risanamento e al riequilibrio del bilancio dello Stato e alla impostazione di un bilancio di programma per ridimensionare la spesa corrente; per incrementare le entrate, per attuare una concreta politica economica con incentivi mirati alle imprese; per una attiva gestione del territorio; per realizzare le infrastrutture necessarie; per tutelare la socialità.
E’ indispensabile procedere alla riorganizzazione funzionale della Pubblica Amministrazione impostata sul raggruppamento degli uffici in poche direzioni generali altamente professionalizzate con un minimo di 100 dipendenti mirando alla efficienza, all’abbattimento degli ostacoli burocratici, all’erogazione di servizi di eccellenza ai cittadini e alle attività economiche, alla crescita economica, civile e sociale; regolata da un contratto sindacale che metta sullo stesso piano tutti i lavoratori.
I beni comuni costituiti dall’istruzione, dalla sanità, dalla giustizia, dalle fonti di energia, dagli organi istituzionali di garanzia, dagli uffici strategici, vanno gestiti dallo Stato che può avvalersi della cooperazione, del volontariato e della partecipazione economica popolare.
E’ opportuno procedere alla riorganizzazione e allargamento dell’attività dell’Azienda Autonoma dei Servizi e alla socializzazione del 40% attraverso l’azionariato popolare.
In tale contesto va portata al massimo livello di diffusione la raccolta differenziata dei rifiuti introducendo il porta a porta e organizzando il recupero, il riciclo e la valorizzazione di tutti i materiali raccolti. Occorre aprire distributori automatici pubblici di acqua per diminuire l’impatto ambientale della plastica.
Agli effetti del contributo dei cittadini alle entrate statali, è necessaria una riforma fiscale derivante da un patto con i cittadini e le imprese che faccia emergere tutti i redditi imponibili a fronte di una fiscalità equa e mirata alla crescita economica.
La nuova legge fiscale va caratterizzata dall’introduzione del quoziente familiare, da un equilibrato contenzioso, dalla esclusione dei costi di paradisi fiscali, da una progressività uguale per tutti i contribuenti che non risparmi i redditi più alti, da un aggiustamento delle aliquote impositive sulle rendite finanziarie.
E’ opportuno raggiungere un accordo con l’Italia per il passaggio dalla monofase all’IVA europea.
E’ altresì praticabile il potenziamento della SMAC e suo utilizzo quale moneta elettronica sammarinese con operazioni senza spese per incentivare i consumi interni, per eseguire interventi sociali e per evitare controlli polizieschi e scontrini agli operatori economici.
Il Movimento “… per San Marino” propone il Governo programmato del Territorio sulla base di un nuovo riformismo urbanistico attraverso un piano delle infrastrutture per rendere efficiente la vivibilità; un piano casa per dare l’abitazione di proprietà a tutte le famiglie escludendo possibilità speculative; una gestione dinamica dell’intero patrimonio dello Stato attraverso una immobiliare pubblica; il cablaggio generale e telecomunicazioni moderne e competitive; l’autonomia nel settore dell’acqua potabile e nella fornitura di gas ed energia elettrica; la costruzione di un ospedale moderno e funzionale trasformando l’esistente in sede dell’Università e Campus Universitario; la realizzazione di parcheggi sotterranei per liberare vie e piazze; il passaggio al “Paese Verde” con un piano energetico impostato sulle fonti rinnovabili e sul risparmio.
Occorre pertanto:
1. impostare una politica economica programmata che punti alla riqualificazione e alla ricomposizione unitaria del territorio;
2. dare centralità alla politica di perequazione urbanistica per evitare la discriminazione tra proprietari di terreni;
3. definire scadenze precise ai diritti edificatori per fermare la cementificazione e rinegoziare gli indici di edificabilità;
4. procedere ad un accurato abbellimento del territorio a partire dalla segnaletica e da barriere verdi lungo la viabilità;
5. assicurare la trasparenza e l’efficacia del governo del territorio coinvolgendo le Giunte di Castello, le rappresentanze sociali, economiche e professionali, i singoli cittadini che hanno idee e creatività;
6. perseguire l’obiettivo di migliorare i collegamenti esterni viari, aerei e navali per ottimizzare i flussi di traffico e per incrementare il turismo.

RELAZIONI ESTERNE, ISTITUZIONI, GIUSTIZIA
Il Movimento “… per San Marino” sostiene la priorità della ricostruzione di rapporti politici positivi con l’Italia e con l’Europa in quanto senza l’intensificazione e la concretizzazione di rapporti di cooperazione economica e amministrativa, ogni riforma potrebbe risultare vana, determinando crisi istituzionali economiche e sociali difficilmente affrontabili.
La Repubblica deve riacquistare, attraverso una attività diplomatica intensa e qualificata, da valutare periodicamente in base ai risultati conseguiti, la propria credibilità nel contesto internazionale ed una capacità operativa che sviluppi una economia sana attraverso accordi commerciali con altri Stati.
Il Movimento “… per San Marino” ritiene necessario un riordino delle istituzioni per una loro funzionalità democratica, per una effettiva separazione dei poteri, per una concreta sovranità del popolo, anche tramite una completa attuazione della Carta dei Diritti.
Propone pertanto:
1. riforma del Congresso di Stato istituendo la figura del Presidente che nomina un massimo di cinque Segretari di Stato scelti all’interno o all’esterno del Consiglio e preposti a grandi settori quali esteri, interni, economia, socialità, formazione. Regolamentazione della fiducia e della sfiducia costruttiva;
2. ridimensionamento del Consiglio e rafforzamento dei poteri legislativi dando ad esso un ruolo centrale nella vita democratica. Revisione delle commissioni consiliari sancendo un numero limitato dei componenti, un tempo determinato di attività, compiti referenti su temi di grande rilevanza;
3. pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza degli organi di controllo e di garanzia. Varo di una normativa che regolamenti il conflitto di interessi e definisca le incompatibilità;
4. modifica della legge elettorale con un ritorno al sistema proporzionale, uno sbarramento per la rappresentanza in Consiglio, l’eliminazione delle attuali discriminazioni tra i cittadini. Abolizione del quorum del referendum per non annullare il voto dei cittadini attivi e responsabili e per incoraggiare la partecipazione popolare alla vita pubblica;
5. abrogazione del Consiglio dei XII e radicale riforma delle Giunte di Castello introducendo i pareri vincolanti su determinate materie;
6. completa riorganizzazione del Tribunale; approvazione del nuovo Codice di Procedura Penale; istituzione della Procura della Repubblica nell’ambito del nuovo Codice accusatorio e nel frattempo istituzione dell’Ufficio del Giudice Inquirente per l’azione penale; rafforzamento e qualificazione degli organismi di polizia giudiziaria; riordino e semplificazione delle norme civilistiche e di diritto commerciale con la formazione e l’adozione di testi di riferimento, puntuale e stretta collaborazione con la Magistratura Italiana per l’efficacia delle indagini penali, particolarmente per quanto riguarda la criminalità organizzata.

CONOSCENZA, LAVORO, SOCIALITA’, SICUREZZA
Il Movimento “… per San Marino” sostiene la necessità di un forte miglioramento del livello culturale dei cittadini, per cui propone una riforma del sistema educativo al di fuori di posizioni ideologiche e incentrata su progetti di percorsi formativi idonei a costruire le nuove professionalità che il mercato del lavoro oggi richiede; sull’introduzione obbligatoria del bilinguismo e dell’informatica; su una alta qualificazione dei docenti; sulla formazione all’estero con adeguato incentivo, su un migliore raccordo con il mondo del lavoro.
Si impegna a redigere un progetto specifico che comprenda un sistema di valutazione dei risultati raggiunti e di riconoscimento del merito, che nel frattempo si ponga l’obiettivo di suscitare fiducia negli studenti trasmettendo loro il vero metodo per imparare ed affrontare le sfide del futuro.
E’ importante diffondere lo spirito critico e la conoscenza, promuovere il senso di appartenenza alla nostra Terra, aprirsi al mondo circostante e a nuove esperienze.
E’ indispensabile il varo di una incisiva riforma della formazione che va gestita dall’Università per rispondere adeguatamente alla necessità delle imprese e dello Stato in termini di risorse umane professionalizzate; per evitare il ricorso esagerato a mano d’opera straniera in presenza di disoccupazione interna, tramite la programmazione di posti di lavoro disponibili o da creare; per migliorare la competitività sui mercati internazionali.
L’investimento in cultura deve essere uno dei propulsori della nuova San Marino con l’obiettivo di garantire il diritto al lavoro e la cittadinanza democratica intesa come responsabilità, fiducia e parità dei diritti.
Il Movimento “… per San Marino” ribadisce l’impegno a ridare centralità al lavoro attraverso un progetto che preveda un contratto unico per tutti i lavoratori dipendenti; un forte contrasto al lavoro nero che è una forma odiosa e scellerata; la sicurezza sui posti di lavoro; la piena e buona occupazione di tutti i sammarinesi; una politica attiva e moderna del collocamento abbinato alla formazione continua per tutta la vita; la partecipazione economica dei lavoratori alle imprese.
Il Movimento “… per San Marino” sostiene il consolidamento e l’efficienza dello stato sociale puntando alla prevenzione delle malattie; all’aumento della disponibilità di asili nido; alla istituzione del salario di cittadinanza da erogare a partire dai 18 anni a coloro che non hanno un lavoro e non percepiscono l’indennità di disoccupazione; all’erogazione di una indennità per il lavoro domestico; all’impostazione di una piattaforma per gli anziani con l’obiettivo di farli sentire utili alla comunità; l’adozione del metodo della concertazione sui problemi di fondo; gli interventi coordinati per garantire tranquillità e serenità a tutte le persone con l’obiettivo della difesa dell’incolumità personale e del patrimonio tramite il controllo del territorio; il varo di nuove normative per l’associazionismo, il volontariato, lo sport, il tempo libero.

CONCLUSIONI
Lo Stato Mamma è finito per sempre e ci attendono molti sacrifici a causa della gestione dissennata degli ultimi vent’anni di governo, dell’intreccio tra affari e politica, delle lotte di potere, dei traffici, delle ruberie, dello sperpero e del clientelismo.
Il saccheggio del bilancio dello Stato, il voto di scambio, le penetrazioni criminali, l’incompetenza e la superficialità dei governanti, le improvvise e ingiustificate ricchezze di qualcuno, impongono una svolta radicale in termini politici e culturali.
E’ indispensabile ridare moralità alla politica, adottando una nuova etica pubblica, rilanciare la cultura del lavoro e dell’impresa, riconoscere e diffondere i valori dell’onestà, dell’impegno, della competenza, della responsabilità, del senso dello Stato, della buona amministrazione, del merito, della fratellanza, della solidarietà.
E’ fondamentale unire il popolo sammarinese sui grandi obiettivi di un progetto a lungo termine impostato sulla trasparenza, sulla legalità, sull’equità, nella consapevolezza che il futuro può essere costruito con un duro lavoro, con un forte impegno collettivo, con la messa al bando dei furbi, dei vagabondi, degli approfittatori.
La gravissima crisi di sistema in cui è stato portato il Paese, ormai sfibrato e confuso, deve essere l’occasione positiva per un cambiamento di mentalità, per il rinnovamento dei gruppi dirigenti, per diffondere le virtù civili, per sconfiggere l’opportunismo.
Deve segnare la ripresa dei rapporti umani, la frequentazione dei luoghi del confronto, l’emersione di tutte le energie positive, la democratizzazione dei processi decisionali, la ridefinizione dell’identità di San Marino, l’affermazione di una democrazia forte e partecipata, il cambiamento degli stili di vita.
Alla fine di questa fase disastrosa, niente sarà più come prima, ma il Movimento “… per San Marino” non vuole subire il futuro. Lo vuole invece promuovere e costruire insieme ai cittadini sammarinesi decisi a ritornare padroni del loro Paese.