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Mondiali 2026 a 48 squadre, è ufficiale: e arrivano le prime critiche

Mondiali 2026 a 48 squadre, è ufficiale: e arrivano le prime critiche
Per l'Eca - l'associazione dei club europei - si tratta di una decisione politica che nulla ha a che fare con lo sport. 16 gironi da tre, le prime due vanno ai sedicesimi. Niente supplementari fino ai quarti.

48 squadre divise in 16 gironi da tre, le prime due di ogni gruppo passano ai 16esimi e si incamminano verso la finalissima. Questa in estrema sintesi la nuova formula della Coppa del Mondo di calcio, che entrerà in vigore a partire dall'edizione del 2026: una rivoluzione fortemente voluta dal presidente della FIFA Gianni Infantino e votata all'unanimità dal Consiglio della Federazione riunito a Zurigo, come poi ufficializzato in conferenza stampa dallo stesso Infantino.

Al pari dell'attuale format a 32 squadre – introdotto con Francia '98 – il Mondiale a 48 durerà 32 giorni e impegnerà 12 stadi. Resteranno invariate le partite da disputare per laurearsi campioni – cioè 7 – perché verrà meno una gara nella fase a gironi ma ci sarà un turno a eliminazione diretta in più. A giocare le prime due partite di ogni gruppo sarà la nazionale col ranking migliore, in modo da allontanare il più possibile il rischio- biscotto. La principale novità potrebbe riguardare i tempi supplementari, che entrerebbero in gioco solo dai quarti in poi: nei turni precedenti, in caso di parità al 90° si andrebbe direttamente ai rigori. Altra novità sarebbe il posto assicurato per una squadra dell'Oceania. 16 slot fissi per l'Europa, mentre quelli degli altri continenti varieranno a seconda dell'esito degli spareggi: 6 o 7 per Sud e Nord America, 8 o 9 per l'Asia e 9 o 10 per l'Africa.

In questo modo, tanti Paesi sin qui di fatto esclusi dalla rassegna per la scarsità dei posti assegnati alla loro federazione potranno iniziare a cullare il sogno Mondiale.Una svolta accolta con entusiasmo da da più di un campione iridato del passato, come ad esempio Diego Maradona, Carles Puyol e David Treseguet. Più che la solidarietà verso le Nazionali più deboli però a spingere la Fifa verso il cambiamento sarebbe, come sempre, la vil pecunia. Secondo uno studio svizzero infatti il Mondiale a 48 varrebbe circa 605 milioni di euro in più rispetto all'ormai prossimo Russia 2018. Una svolta dunque solo apparentemente terzomondista che ha già raccolto più di una critica. In primis dall'ECA, l'associazione dei club europei, che parla di una decisione affrettata e più politica che sportiva, che non aiuterà lo sviluppo del calcio andando al contempo a intaccare una formula, quella a 32 squadre, perfetta sotto tutti i punti di vista.

Nel video le parole di Maradona, Puyol e Trezeguet.

RM