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Conclusa la 9ª conferenza Onu sui diritti delle persone con disabilita’, Maria Rita Morganti (Comitato Paralimpico): “Tanti paesi faticano, l’unione europea invita a investire su diritto all’accessibilita’, prevenzione ed educazione”

COMUNICATO STAMPA

Si è conclusa a New York, dopo tre giornate di intenso lavoro, la 9ª Conferenza
degli Stati parte della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Un importante momento di confronto internazionale sull'inclusione sociale, a cui era presente anche una delegazione sammarinese della quale faceva parte Maria Rita Morganti, segretario generale del Comitato Paralimpico, nonché vice presidente
della Commissione Sammarinese Disabilità Onu. Ad accomunare i partecipanti l’impegno di recepire le migliori pratiche, già sperimentate, per poi metterle a frutto ciascuno sul proprio territorio. L’obiettivo di fondo è infatti quello di ampliare ed implementare il programma di sviluppo sostenibile a favore di tutte le persone con disabilità, ponendosi come termine temporale il 2030, tramite l’eliminazione della povertà e della disuguaglianza per tutte le persone con disabilità, la promozione dei diritti delle persone con disabilità mentali ed intellettuali, il miglioramento dell’accessibilità alle informazioni e alla tecnologia favorendone l’inclusione.
“I lavori della Conferenza hanno comunque messo in evidenza le grandi difficoltà
degli stati parte della Convenzione ONU sulla disabilità a far evolvere e migliorare
l'accessibilità alla sanità ed all'istruzione – rileva Maria Rita Morganti -. La tecnologia è una grande conquista, soprattutto in quei paesi dove l'economia è la leva per garantire una accessibilità adeguata. Ma non in tutti i paesi si osserva lo stesso standard, l’Unione Europea presente con i suoi rappresentanti invita fortemente a investire sulla prevenzione e sul diritto all'accessibilità, senza dimenticare l'importanza dell'educazione, che necessita di nuovi sistemi. Educazione, salute e sport sono stati i temi affrontati durante un ‘side event’ presentato dall'Olanda sullo sport inclusivo, che propone un nuovo modo di pensare e praticare il calcio, con diversi stili che vengono adattati per dimostrare che si può cambiare il mondo per dare proprio a tutti le stesse opportunità”.